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I centimetri di Banchero

I centimetri di Banchero

Guerin Basket dopo la ventesima giornata di Serie A: le ultime partite di Coach K, il derby di Hackett, il record di Brescia e la cultura di Popovich.

Redazione

14 marzo

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Duke non ha regalato a Mike Krzyzewski il titolo ACC con cui chiudere la sua fantastica carriera, ma Paolo Banchero nella finale contro Vurginia Tech ha tirato fuori un’altra prestazione super. In realtà la carriera di Coach K non è chiusa, essendoci ancora il torneo NCAA, magari lì Banchero e compagni gli regaleranno un ultimo urrah degno di lui. Quanto all’azzurro, ci piace definirlo così anche se mai ha giocato con l’Italia e mai forse ci giocherà, sono ben pochi gli addetti ai lavori NBA che non lo mettono in uno dei primi tre posti del draft, dove se la gioca con Jabari Smith e Chet Holmgren. Invece la Bancheromania che c’è da noi ha ragioni che vanno al di là di Banchero, cioè decenni di cattivo reclutamento: quanti lunghi dinamici, o anche semplicemente lunghi, di scuola italiana sono emersi negli ultimi tempi?

Con Daniel Hackett la Virtus Bologna ha ingaggiato uno da alta Eurolega, cioè il punto d’arrivo sognato e preteso da Zanetti, ma anche uno dei pochi giocatori italiani conosciuti da un pubblico generalista. Spostare gli equilibri contro la derelitta Fortitudo di quest’anno può voler dire poco, ma il trentaquattrenne Hackett visto nel derby non sembra uno arrivato a svernare, anche se il grande avvenire è dietro le spalle. Certo il colpo che può cambiare la prospettiva della finale con l’Olimpia, cioè lo scontato epilogo della Serie A, è quello di Shengelia, altra operazione messa a segno sfruttando (senza grande stile, ma vale anche per altri) l’esclusione del CSKA Mosca dall’Eurolega.

Brescia ha stabilito il suo record di vittorie consecutive in Serie A, dieci, battendo Treviso con un grande Della Valle e consolidando il terzo posto dietro alle due corazzate. Per il resto la classifica è cortissima perché fra le quarte, Reggio Emilia e Tortona, e le terzultime ci sono soltanto 3 vittorie di distanza, 11 squadre che con 10 partite ancora da giocare in stagione regolare possono ancora fare tutto nel bene e nel male. In questo equilibrio si può però dire che la Reyer Venezia sembra davvero aver cambiato passo, dovrebbe alla fine giocarsi il quarto posto con la bellissima Tortona passata a Sassari.

Gregg Popovich è diventato l’allenatore più vincente nella storia della NBA, appena superato il traguardo delle 1.336 vittorie. Fra tanti record insulsi che vengono celebrati dalla NBA e che fanno perdere prospettiva, questo è pesantissimo, perché in abbinamento ai cinque campionati vinti con i San Antonio Spurs, alla gloria olimpica e al rispetto guadagnatosi da tutti. Certo Popovich è da anni ormai in modalità santone, per non dire di peggio, ma ciò che ha fatto resterà. Anche perché nella sua carriera è stato capace di cambiare pelle più volte, accettando le regole non scritte della NBA (prima fra tutte che il pallone deve stare in mano alle stelle della squadra) ma al tempo stesso portando una cultura che non è proprio quella del giocatore NBA medio.

 

 

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