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La Russia perde Hackett

La Russia perde Hackett

Guerin Basket sulle esclusioni da guerra, sui colpi di Zanetti, sulla smobilitazione della Fortitudo, sul marchio di Toti e sull'Eurolega di Petrucci

Redazione

2 marzo

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Tra le sanzioni che hanno colpito e colpiranno la Russia per l’invasione dell’Ucraina, ci sono anche quelle sportive, che ai più sembrano poco incisive, ma che valgono sempre qualcosa di più dell’esclusione della Russia dall’Eurovision Song Contest e che hanno estromesso tutte le squadre russe, dalle competizioni europee, ad esempio di basket. Se da una parte lo sport dovrebbe essere al di sopra o al di fuori delle vicende belliche, allo stesso modo tutte le competizioni sportive internazionali, oltre che per fini meramente economici, nascono con lo scopo di unire i paesi che vi partecipano e in questo senso, forse, ha un giusto significato estromettere le squadre degli stati che ne invadono altri portando morte e distruzione. Anche se in passato non è stato fatto e anche oggi non viene fatto per tutti.

Come conseguenza di queste sanzioni, è partita la corsa ad accaparrarsi giocatori di primo piano del campionato russo che, rimasti senza Eurolega o una delle innumerevoli altre competizioni europee di basket, ma soprattutto, con la prospettiva di trovarsi a breve senza stipendio, a causa di altre (e più pesanti) sanzioni che stanno colpendo l’economia russa, si offrono sul mercato europeo, in cerca di una squadra con cui finire la stagione.

È di queste ore la trattativa tra Daniel Hackett e la Virtus Bologna, per portare in porto la quale, la società felsinea dovrà sborsare un milione e mezzo di Euro. La scadenza per il possibile acquisto è l’8 di marzo, data oltre la quale non saranno più possibili i trasferimenti tra Eurolega e Eurocup, e forse proprio per abbassare la pressione economica sull’operazione, Luca Baraldi, CEO della Virtus, ha affermato che il giocatore interessa per l’immediato ma va bene anche a giugno, a voler dire: “lo prendiamo, ma non vogliamo fare follie”.

Hackett è un giocatore esperto e sicuramente incisivo e pronto per il campionato Italiano e le coppe e, pur andando a puntellare un reparto già qualitativamente affollato (Mannion, Pajola, Ruzzier e Teodosic si alternano in regia), per la Virtus è una grandissima presa. Avendone disponibilità poche società lo rifiuterebbero, ma la trattativa in corso stride un pochino con le dichiarazioni del presidente Zanetti, che aveva dato la colpa della sconfitta con Tortona a squadra e staff tutto, parlando di profonda delusione e di squadra ben al di sotto delle aspettative. E in tal senso forse si spiegano le parole di Baraldi che per non contraddire il suo presidente, parla di giocatore offerto alla e non cercato dalla società, così come la smentita per l’interessamento per il centro Jordan Mickey, che in molti danno invece in arrivo in maglia Virtus.

Per una Bologna che (forse) compera, ce ne è un’altra che invece vende: continua la smobilitazione della Fortitudo Bologna che cede Totè a Napoli, cambia i vertici societari e (forse) anche il presidente Pavani, continuando, per bocca di Aradori, a dichiararsi convinta di salvarsi. Difficile credere che la salvezza sia un obiettivo prioritario per la Fortitudo, a meno che non si intenda quella economica, che permetterebbe la sopravvivenza di società e squadra, magari anche in A2.

Parlando di sopravvivenza, scadeva il primo di marzo la possibilità di salvare il titolo sportivo della Virtus Roma e il suo codice di affiliazione, il 220. La multa da pagare era di 75.000 € (per iniziare) ma nessuno si è fatto vivo e la Virtus è stata definitivamente radiata. Nel frattempo, Claudio Toti (ex patron della società) sta continuando in tribunale a difendere il marchio e il brevetto Virtus Roma, di cui è proprietario e sta aspettando, sempre dal tribunale, un parere sulla richiesta di concordato avanzata per chiudere i debiti della società con i fornitori. Dopo di che Toti, in teoria, sarà libero di acquistare un titolo sportivo, rinominarlo con il marchio Virtus Roma, portarlo dove meglio crede (verrebbe da dire a Roma, ma la situazione impianti, dal ritiro della Virtus dal campionato, non solo non è migliorata, ma peggiorata) e poi ripartire da lì. Poco più di una speranza, a cui però qualcuno sembra ancora voler credere.

A margine del doppio incontro tra Italia e Islanda non potevano mancare le parole del presidente Petrucci che non ha perso l’occasione per scagliarsi contro l’Eurolega, colpevole di stremare i giocatori che vi partecipano (e che non partecipano invece alle partite della Nazionale). Il presidente della federazione ha poi dichiarato di non essere minimamente interessato a portare Messina in Nazionale né ora né in futuro (forse il coach paga i suoi continui riferimenti all’incapacità delle federazioni di gestire il periodo attuale), ha annunciato Gianmarco Pozzecco come coach della nazionale Under 23 (o sperimentale) e ha chiuso dicendo che “non si passa alla storia se si vince l’Eurolega”. Con buona pace di Obradovic, del colonnello Gomelsky, o di Messina e Bianchini.

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