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Un altro LeBron James

Un altro LeBron James

Guerin Basket dopo la diciannovesima giornata della Serie A 2021-22: padre e figlio nella NBA, lo scudetto di Brescia e Banchero sempre rinviato

Redazione

7 febbraio

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I mille record di LeBron James sono destinati a scomparire di fronte a quello che la stella dei Los Angeles Lakers potrebbe stabilire nel 2023: essere il primo della storia a giocare nella NBA insieme al proprio figlio, magari addirittura nella stessa squadra. È bastata una battuta di LBJ per scatenare mille congetture, visto che alla scadenza dell'attuale contratto nell'estate 2023 James avrà 38 anni e mezzo e suo figlio LeBron Junior, chiamato anche Bronny, avrà completato il suo anno da senior a livello di high school, a Sierra Canyon. Il che significa che dopo un anno di college sarà eleggibile per la NBA dal 2024, quando il padre sarà quasi quarantenne. Non un'età record, per la NBA. Il limite dell'operazione risiede nel talento di Bronny, a livello liceale ottima guardia ma di sicuro con tutti i pro e contro delle aspettative che ha sulle spalle. Chi mai rischierà una scelta alta (molti mock draft 2024 lo danno scelto al primo giro, ma non molto in alto) tanto per permettere ai giornalisti di scrivere una bella storia?

Brescia è sempre più la squadra rivelazione di questo campionato di Serie A, non per la vittoria (la settima di fila) in casa di una Fortitudo Bologna impresentabile sotto vari profili ma perché il suo terzo posto in classifica dietro alle corazzate Olimpia e Virtus significa una sorta di scudetto dei normali. Nella squadra di Magro ancora una volta trascinatori Mitrou-Long e un Della Valle che con qualche anno di ritardo ha davvero mantenuto le promesse. La Virtus ha rischiato di cadere sul campo di Varese, rivitalizzata dalla cura Roijakkers e dai ribaltoni che Luis Scola ha deciso senza troppe esitazioni: Varese insieme a Brescia è la squadra italiana più calda e che trasmette più entusiasmo, la sua massima ambizione è la salvezza e potrebbe arrivarci anche schierando i Librizzi e i Virginio della situazione, lezione per tanti al di là del valore dei ragazzi. Menzioni d'onore per Melli, ottimo con l'Olimpia nella vittoria a Trento (quinta partita in otto giorni per la squadra di Messina), e Poeta nella Cremona caduta a Pesaro in uno scontro diretto per evitare la A2. 

La pallacanestro italiana sta aspettando Paolo Banchero come se fosse il Messia, in Guerin Basket lo abbiamo scritto più volte, al di là della sua volontà reale di vestire la maglia azzurra dopo aver preso il passaporto di un paese dove hanno vissuto i suoi avi ma di cui non parla la lingua, senza contare che non ci ha mai messo piede né l'Italia ha un qualche merito nella sua formazione cestistica. Certo è che ogni notizia che lo riguarda accresce il suo status, come il fatto di avere giocato da protagonista nella vittoria di Duke sul campo dell'arcirivale North Carolina. L'ultima stagione di Coach K, quasi certamente anche l'ultima (oltre che la prima) NCAA per Banchero nell'era degli one and done. Sullo sfondo un'Italia strapiena di playmaker e guardie, ma con poca cilindrata fisica sottocanestro. Diciamolo subito: sarebbe una sorpresa enorme vederlo con la maglia azzurra nell'Europeo di quest'anno, a alla vigilia del suo esordio nella NBA. Non è fantabasket invece che sia interessato in prospettiva alle Olimpiadi di Parigi. Ma al momento stiamo parlando del nulla.

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