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Scivolando come Teodosic© LAPRESSE

Scivolando come Teodosic

Il problema degli adesivi pubblicitari, lo share di Olimpia-Virtus e l'esonero di Vertemati

Redazione

9 giorni fa

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Milos Teodosic starà fuori soltanto tre settimane, la scivolata nel finale della partita contro Reggio Emilia ha avuto effetti meno gravi di quanto si fosse temuto in un primo momento. Una buona notizia per una Serie A ormai semiclandestina, di cui il serbo è il giocatore da copertina. Con gli adesivi pubblicitari sul parquet ancora una volta indicati come colpevoli: lo aveva fatto Scariolo per l’infortunio di Udoh in Supercoppa e lo hanno fatto anche Datome ed altri, e non occorre grande spirito di osservazione per notare le differenza con i campi della NBA e di Eurolega. Certo stiamo parlando di un movimento zavorrato da decisioni governative che cambiano ogni due giorni e quindi affamato di soldi, anche delle pizzerie dietro il palazzetto, ma gli adesivi c’erano anche nell’era pre-Covid. Da valutare inoltre la pessima immagine del mitico ‘prodotto basket’ che danno in televisione.

A proposito, facendo qualche passo indietro troviamo la delusione per i dati di ascolto televisivo della partita fra Olimpia Milano e proprio Virtus Bologna, il 5 gennaio alle 16 in diretta su Rai 2, quindi sul secondo tasto del telecomando. Ebbene, questa partita fra l’altro bellissima, vinta in volata dalla squadra di Ettore Messina, ha interessato una media di 256.000 telespettatori, per il 2% di share. Numeri modestissimi in assoluto e comunque inferiori alla media di rete, oltre che ai numeri del basket sui principali canali, quelle rare volte in cui ci finisce. Come asterischi mettiamo l’orario pomeridiano in un giorno ufficialmente feriale, l’incertezza sulla data della partita, le assenze e lo spettacolo desolante delle tribune che non ha aiutato a fermarsi chi stava scanalando. Mettiamo tutto, però rimane il fatto che questo tipo di pallacanestro italiana ha perso appeal al di fuori del recinto, per non dire del ghetto, di tifosi e appassionati.

Varese ultima in classifica dopo la sconfitta nello scontro diretto con la Fortitudo Bologna sta provando a reagire nel modo più prevedibile, cioè con l’esonero dell’allenatore. Adriano Vertemati è stato quindi messo alla porta, ma il problema non è il nome del suo successore quanto l’assenza di un progetto, perché questi mesi di gestione Scola, al di là dei risultati, sono stati fra i più caotici e senza senso nella storia del club. Con il quintetto base di inizio stagione che di fatto non esiste più, visto che in tre sono andati altrove: va detto che con Kell-Gentile-Beane-Jones-Egbunu e chiunque altro fra le riserve la squadra non era sulla carta malissimo, ma appunto quella squadra non esiste più e le colpe dell’allenatore sono difficili da valutare. Certo Vertemati non ha invertito una tendenza e adesso Scola è a un bivio: qualche mestierante, in panchina e in campo, per la salvezza, o i famosi giocatori, magari locali, da progetto ripartendo dalla A2? Certo la provincia di Varese, così come le altre provincie italiane, non sembra pullulare di giovani Andrea Meneghin e Cecco Vescovi, ma forse una strada intermedia per ricreare un'identità si può trovare.

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