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Palazzetti contro autobus

Palazzetti contro autobus

Guerin Basket di inizio 2022 fra cancellazioni da Covid, i messaggi di Gandini e Baraldi, il recupero di Olimpia-Virtus, il mercato a campionato fermo e l'Eurolega falsa NBA.

Redazione

2 gennaio

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Come molti si aspettavano, dopo le sole due partite giocate della giornata 13 del campionato di basket di Serie A la giornata 14 è stata rinviata a causa dei focolai Covid in molte delle squadre iscritte al campionato. La situazione che sta vivendo il basket di vertice italiano rispecchia pienamente quella che sta attraversando il paese, logico quindi fermarsi o comunque prendere provvedimenti che salvaguardino in primis la salute degli atleti e poi la possibilità delle squadre di arrivare in fondo a questo campionato. Come altra conseguenza dell’emergenza Covid, il governo ha di nuovo limitato al 35% del totale la capienza degli impianti al chiuso per assistere agli eventi sportivi. Come spiegato dal sottosegretario alla Salute, si tratta di una decisione in controtendenza rispetto agli altri paesi europei (molti dei quali hanno già chiuso al pubblico) e cautelativa, in attesa di vedere se l’emergenza continuerà e per quanto.

Tra le tante risposte a questa decisione, giunte dal mondo del basket, la più singolare risulta essere quella del presidente di Lega Gandini, che ha postato su Twitter un video di un mezzo pubblico di Milano affollato con lo slogan “E poi il problema sta nella capienza dei palazzetti?”, con tanto di emoticon con faccina perplessa. Più diretto Luca Baraldi, direttore operativo della Virtus Bologna, che in una intervista ha definita assurda la scelta del governo: “Mentre gli autobus sono stipati è razzismo limitare la capienza degli impianti, disabituando così la gente a frequentarli, credendoli meno sicuri dei mezzi pubblici”. Aspettandosi poi una dura presa di posizione del presidente del CONI Malagò, paventando una sospensione del campionato e di pari passo delle coppe europee, fino a data da destinarsi.

Sorprende vedere come i presidenti della squadra campione in carica e della Lega siano così disturbati dalla situazione dei trasporti pubblici del paese in questo periodo, anche si è improbabile che li usino personalmente. Non si spiegherebbe altrimenti il continuo paragonare l’inadeguatezza dei servizi pubblici italiani alle decisioni prese sulla possibilità o meno di frequentare i palazzi dello sport da parte del governo. Forse Baraldi e Gandini non sanno che i cittadini non prendono i mezzi l’autobus o il tram per diletto, ma perché sono costretti a usarli per muoversi in città, per andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa o altro, cioè per necessità e che in questo periodo ne farebbero volentieri a meno. Allo stesso modo, non sanno che raramente in autobus si canta e si urla a squarciagola e ancora più di rado (se non mai) ci si abbraccia e si esulta perché il conducente si ferma a uno stop o esegue un sorpasso. Ancora più raramente poi, sui mezzi pubblici si vede qualcuno senza mascherina. Definire poi razzista la decisione del governo, significa o non aver chiara la situazione del paese o il significato della parola usata (o forse entrambe le cose). Viene il dubbio che quella degli impianti non utilizzabili al 100% sia un po’ una scusa per nascondere altri problemi di un movimento che, con palazzi dello sport vecchi e inadeguati, ha sempre faticato a fare il tutto esaurito se non nelle partite di cartello. Inoltre, in attesa che arrivino delle proposte concrete da parte della Lega o della Federazione (che al momento tace), ci si chiede: se Gandini e Baraldi non avessero trovato gli autobus affollati avrebbero approvato la decisione del governo?

La partita del giorno di Santo Stefano tra l’Olimpia di Milano e la Virtus Bologna, verrà recuperata la vigilia della Befana, il 5 gennaio alle 16, e trasmessa in diretta su Rai Due. Una boccata d’aria per il movimento che ha l’occasione di mostrare le due sue due migliori squadre sulla tv generalista, anche se in un giorno lavorativo e in un orario insolito, sperando in una buona audience.

Approfittando della pausa natalizia molte squadre si stanno rinforzando. Si rivede così in Italia il lungo Jordan Morgan, di gran talento ma fragile fisicamente, approdato alla Reyer, mentre la Fortitudo Bologna ha strappato al campionato polacco il play (ma anche guardia) americano Branden Lee Herbert Frazier. Rinforzi anche per Trento che ha ingaggiato l’ala americana Jordan Caroline, e Milano che firmato Trey Kell prelevato da Varese. Il mercato sempre aperto della serie A consente questo e altro, ma gli investimenti devono sempre essere visti come un segnale positivo. Almeno nel momento in cui vengono fatti.

Poco diplomatiche ma molto centrate le parole di Bogdan Tanjevic che ha definito l’Eurolega come una falsa NBA. Troppe le partite in calendario per questo campionato che, seppur bellissimo, finisce per soffocare i campionati di club nazionali e toglie giocatori alle nazionali maggiori. Ancora più pesanti le parole riservate all’Olimpia di Milano, rea di mettere sotto contratto i migliori giovani italiani per poi lasciarli in panchina a guardare le partite. Le considerazioni di Tanjevic, che di giovani di talento ne ha lanciati molti (anche se in altri periodi e in altre situazioni), dovrebbero essere estese anche alle altre squadre di serie A che non solo lasciano in panchina i giovani italiani, ma anche non li producono, trovando più pratico ingaggiare giocatori di medio livello provenienti dall’estero. Ma questo non è mai sembrato essere un problema per chi questo sport lo governa.

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