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Santo Stefano senza Olimpia-Virtus

Santo Stefano senza Olimpia-Virtus

Guerin Basket sui problemi di Milano, la tivù generalista persa, la stagione senza piano B, l'assicurazione di Gallinari e la base della FIP.

Redazione

22 dicembre

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La partita di cartello del giorno di Santo Stefano, tra Olimpia Milano e Virtus Bologna è stata rinviata (probabilmente al 5 gennaio) causa Covid, con i giocatori di Milano costretti alla quarantena domiciliare e a rinviare anche la trasferta di Eurolega contro lo Zalgiris a Kaunas, in Lituania. Non un periodo felice per l’Olimpia, che in settimana ha anche perso, probabilmente per 3 mesi, Shavon Shields infortunatosi, certamente in maniera fortuita, in uno scontro con il sempre poco sportivo Rudy Fernandez, nell’ultima partita di Eurolega. Infortunio cui si aggiungono quello di Datome (4 settimane per un problema a un adduttore della coscia) e Rodriguez, fuori per un ciclo di terapie per una fascite plantare che lo tormenta da tempo, oltre quello di Mitoglu, fuori ormai da quasi due mesi e al caso Moraschini, in attesa di sentenza per il caso doping.

Poco fortunata anche la Lega, che aveva spuntato con la RAI la diretta sulla TV generalista, i cui dati di ascolto (che a prescindere dallo sport trasmesso, sono almeno 5 volte superiori a quelli di Rai Sport) avrebbero ben figurato sui power point proiettati nelle riunioni con la Federazione e gli sponsor da qui ai playoff. Niente di tutto questo e ritorno all’oblio del posticipo delle 20.45, oppure sulle tv a pagamento, per seguire un movimento che raramente offre una partita di cartello che possa interessare gli appassionati, oltre che i tifosi.

Finora le società di Serie A hanno cercato di forzare la mano al Governo, per ottenere la riapertura dei palazzi dello sport e vivere un campionato normale, con incassi adeguati, e tifosi a occupare il 100% dei posti disponibili. Il rinvio di Milano – Bologna ha ricordato a tutti che anche il campionato 21 – 22 si gioca nel mezzo di una pandemia, con tutti i rischi che ne conseguono, cioè partite giocate con mezza squadra a casa con il Covid, partite rimandate, non recuperate e il rischio, come sta avvenendo in altri campionati in Europa, che tornino a chiudersi anche i palazzi dello sport. Anche in questa stagione, come nella precedente, in serie A non si è programmato un piano B, e si spera che le cose rimangano come sono, a dimostrazione che dagli errori, spesso non si impara niente.

Il CdA di Sport e Salute (società per azioni a completa partecipazione pubblica, le cui azioni appunto sono tutte di proprietà del Ministero del Tesoro) ha deliberato di erogare 288 milioni di euro alle Federazioni Sportive, per i risultati raggiunti durante l’anno sportivo 2021. L’entità del premio ricevuto da ogni Federazione dipende quindi dai risultati sportivi ottenuti, che pesano per il 60%, dalla pratica sportiva, per il 30% e dal buon uso dei fondi già ricevuti per il 10%. Al riguardo la Sottosegretaria con delega allo Sport Valentina Vezzali (che dovrà provvedere alla distribuzione di altri 80 milioni di Euro, agli organismi sportivi per la promozione dello sport e l’allargamento della base), ha riferito che rispetto alla precedente distribuzione, non ci sono stati tagli per nessuna Federazione. Una pioggia di soldi, che non ha accontentato proprio tutti, in particolar modo il presidente della FIP Petrucci, che si è detto furibondo dell’aumento del 5,6%, rispetto al precedente finanziamento, in particolar modo guardando al volley che ha visto un incremento del 15,2%. In un comunicato, il presidente ha riportato che l’incremento di finanziamento dato alla FIP è pari all’importo dell’assicurazione che la Federazione ha pagato nel 2019 alla NBA per portare Gallinari ai mondiali in Cina e si è appellato tra l’altro alla popolarità mondiale del basket, oltre al fatto che il basket in Italia è uno sport professionistico, con il peso fiscale che ne deriva.

Petrucci fa il suo lavoro e reclama denaro per la Federazione che rappresenta. Forse però, invece che farlo come se stesse difendendo un diritto acquisito, dovrebbe presentare o far riferimento a una progettualità che giustifichi finanziamenti e investimenti e non solo le tante spese. D’altra parte non si può non notare che Sport e Salute, distribuisce il proprio tesoro appellandosi a una premialità, cioè destinando più fondi a chi ha una base più larga, fa più attività e soprattutto porta più risultati. Ecco, quindi che la FIPAV riceve più soldi della FIP. Così facendo però si continua a vitaminizzare il figlio più prestante, trascurando gli altri e così le Federazioni che hanno avuto meno risultati, o hanno una base meno larga, avrebbero bisogno di più soldi e soprattutto dovrebbero sapere come investirli, ma questo è tutto un altro paio di maniche.

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