Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

I minuti di Rodriguez

I minuti di Rodriguez

Guerin Basket dopo la decima di campionato: Milano sempre con gli stessi, un palazzetto per Varese e Banchero numero due. 

Redazione

6 dicembre

  • Link copiato

Olimpia Milano e Virtus Bologna sempre più padrone: la decima giornata del campionato di Serie A si può sintetizzare con questa ovvietà, fondata sui budget dei club e sulla loro dimensione europea, fra l’Eurolega giocata da Armani e quella sognata da Zanetti. Dopo il filotto negativo nella competizione che le interessa di più, con sconfitta a Berlino venerdì, Milano è andata a Brindisi a giocare con uno spirito da Final Four, iniziando male, 9 punti nel primo quarto, ma poi schiantando la squadra di Vitucci con l’ottima difesa su Perkins e rotazioni ridotte, anche troppo. Messina sta tirando il collo più o meno sempre agli stessi, non sembra un grande tifoso degli italiani anche se Baldasso ha fatto il suo debutto, ed ha di fatto bocciato Grant e Daniels. Alla fine non potrà lamentarsi di una squadra spaccata in due se gli infortuni vengono gestiti ricorrendo immediatamente al mercato, come è avvenuto per Bentil quando si è fatto male Mitoglu. Tutto bene se si vuole dominare la stagione regolare, un po’ meno bene pensando a quel mese che farà la differenza fra trionfi e rimpianti. Milano ha vinto di 26, mentre Scariolo si è salvato al supplementare contro una Sassari che ha tirato da tre con quasi il 50% di percentuale (18 su 37). Per il resto enorme livellamento, non esattamente verso l’alto (una vittoria divide le cinque terze dalle due che seguono), la crisi senza fine della Fortitudo che il ritorno di Martino non ha rivitalizzato e la grande prova di Pesaro nella sfida salvezza contro una Varese imbarazzante.

Per Varese le uniche buone notizie arrivano dal nuovo impianto e ne parliamo perché in un momento storico come questo per costruire ci vuole coraggio. Anche se in realtà non ci sarà alcun nuovo impianto, perché il palasport di Varese sarà semplicemente completato nel suo secondo anello, a trent’anni dall’ultima ristrutturazione poi bloccata in piena Tangentopoli. A Masnago i lavori inizieranno alla fine di questo campionato e comunque non ostacoleranno l’attività agonistica del prossimo, in A o A2 che sia… Alla fine il club diretto da Luis Scola, che potrebbe anche diventarne azionista di maggioranza, si ritroverà un palazzetto da 5.600 posti, più che adeguati all’interesse che oggi la pallacanestro attira in Italia, tolte poche piazze, ma moderno e funzionale. Con l’anima di quando fu inaugurato, nel 1964, e di tutta la fantastica epopea dell’Ignis.   

Paolo Banchero sarà nei prossimi anni la differenza fra un’Italia in corsa per le medaglie ed un’Italia che faccia soltanto bella figura. Ed il bello, si fa per dire, è che magari la maglia azzurra non la vestirà mai, se non attraverso i social network: il sospetto comincia a circolare anche nella mente di Petrucci. L’estate scorsa una imprecisata preparazione per Duke ha tolto a Sacchetti un lungo che a Tokyo sarebbe stato decisivo, quella prossima ci sarà la preparazione all’entrata nella NBA, in quella 2023 magari un’altra scusa. Certo è che Banchero gode davvero di una considerazione enorme, visto che nei giorni scorsi, nell’ultimo mock draft di ESPN, è risultato la scelta numero 2 dietro a Chet Holmgren, di Gonzaga. Non è fantabasket ipotizzare una chiamata anche per Matteo Spagnolo, al secondo giro, anche se l’attuale playmaker di Cremona ha ben chiaro che il suo sviluppo passa per un ritorno al Real Madrid. Ma è inutile girarci intorno: l’Italia del futuro, con o senza Sacchetti in panchina, è legata alle scelte di Banchero, che non parla una parola di italiano e non è mai stato un solo minuto in Italia.   

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi