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Sognando Banchero

Sognando Banchero

Guerin Basket dopo la finestra per le nazionali: la dimensione di Tessitori e Akele, lo scouting di Petrucci, i giocatori dell'Eurolega e gli espulsi da LeBron James...

Redazione

30 novembre

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L’Italia di Sacchetti vince contro l’Olanda per 75-73 e rimane in corsa per il passaggio del turno del girone di qualificazione per i prossimi Mondiali. La partita è stata quasi sempre condotta dagli azzurri, che sono andati in affanno proprio nel finale, quando la squadra di Buscaglia è riuscita a portarsi in vantaggio di 2 punti. Il gioco dell’Italia non è stato convincente, in particolar modo gli esterni sembrano aver pagato in termini di percentuali di tiro le fatiche fatte in difesa, a tratti aggressiva, anche contro l’extra pass ossessivamente cercato dagli olandesi. Bene Tessitori che pare aver trovato definitivamente una dimensione internazionale e che avrebbe, ora, bisogno di un cambio. Bene anche Akele, capace di trovare punti e anche buoni recuperi grazie al proprio dinamismo e a una maturazione tecnica evidente. Sicuramente sopra la sufficienza anche la prestazione di Tonut, unico dei suoi a provare la penetrazione cercando il centro dell’area o la linea di fondo con continuità. Da rivedere Flaccadori e Udom (all’esordio), così come Pajola, apparso meno incisivo del solito. Sacchetti si vendica dell’81 a 66 subito dagli olandesi nel 2018, si tiene stretti i due punti, e l’esperienza maturata dai suoi ragazzi, in attesa che rientrino gli assenti per la partita contro l’Islanda e iniziando a fare i conti per la seconda fase, cui accedono le prime tre del girone, ma portandosi dietro i punti fatti nella prima fase (cervellotica la formula). Si chiude questa finestra della nazionale, la prossima sarà con il nuovo anno. Grandi assenti i giocatori dell’Eurolega, che avrebbero sicuramente alzato il livello della competizione. Ma sarebbe ingiusto non dare il giusto valore a chi ha giocato e che comunque rappresenta il valore di un movimento che deve per forza allargare la propria base, ridefinendone il perimetro, ora che i ragazzi troppo alti per il calcio finiscono sempre più spesso per giocare a volley, lasciando Tessitori, da solo a fare a sportellate con gli avversari.

In settimana il presidente della FIP Petrucci ha dichiarato di aspettare Banchero a braccia aperte, e che la Federazione è disposta a fare un notevole sforzo economico (pagando il premio assicurativo del giocatore) pur di averlo per i campionati europei del prossimo anno. Banchero è uno degli argomenti preferiti di Petrucci: tirato in ballo ogni volta che si parla di maglie azzurre, atteso come il messia, quasi fosse la panacea di tutti i mali, ma vincolato ora dalla appartenenza a Duke University e in futuro, probabilmente, da un contratto NBA. Sicuramente Banchero serve alla nazionale italiana più di quanto la nazionale possa servire a lui. Giusto ringraziarlo per aver scelto la maglia azzurra, quindi, ma esibirlo come un successo personale pare eccessivo. Intanto perché Banchero non è di formazione italiana e deve la sua passione per il basket a sua mamma che giocava in una franchigia della WNBA e la cittadinanza italiana a un progenitore del padre. E poi in Italia non c’è mai stato, neanche da turista. Le dichiarazioni di Petrucci poi arrivano mentre la Nazionale è radunata per il primo giro di partite valide per le qualificazioni mondiali, e forse il gruppo squadra non avrebbe bisogno di sentirsi dire che diventerà competitivo, forse, tra un paio di anni.

Altro argomento forte per Petrucci la polemica con la ULEB, rea di non dare il nulla osta ai giocatori impegnati in Eurolega, per partecipare alle gare di qualificazione con le proprie squadre nazionali. In realtà a Petrucci pare “una bestemmia” che la ULEB anche solo si arroghi il diritto di dare i giocatori alle nazionali, o che i giocatori si operino (forse intendeva si curino) durante le pause della nazionale (il riferimento pare essere a Datome e Belinelli, che prima di chiamarsi fuori dal giro azzurro per problemi fisici la maglia della nazionale l’avevano comunque consumata). Petrucci è il presidente della FIP e quindi rappresenta il movimento cestistico italiano e con esso la Nazionale. La sua presa di posizione è fondata e assolutamente legittima. Se non fosse che il presidente si è lasciato sfuggire un “potrei capire se lo fa la NBA “ (letterale), mettendo di fatto  la nazionale in secondo piano rispetto all’NBA, o comunque facendo capire che solo chi gioca in NBA può saltare la nazionale. E non si capisce perché. I giocatori, tutti, sono pagati dai club di appartenenza, siano essi di serie A Italiana, NBA o qualunque altra federazione. I giocatori quindi devono fare gli interessi dei club che li pagano, in particolar modo se questi con l’Eurolega hanno firmato degli accordi, perché i soldi che ricevono, vengono proprio da lì. Quindi o Petrucci ne fa una questione di priorità e nessuno (NBA, Eurolega, etc) può arrogarsi il diritto di dare il permesso ai giocatori italiani di andare in Nazionale, oppure lo sforzo economico fatto per Banchero e tanto sbandierato sui media, viene fatto per tutti i giocatori del giro azzurro e non solo per quelli che giocano (o che dovranno giocare) per la NBA, per la quale ora si risparmia solo sui congiuntivi.

Ha fatto molto scalpore la vicenda di Indianapolis, dove due tifosi dei Pacers (un ragazzo e una ragazza) presenti sugli spalti durante una partita con i Los Angeles Lakers, sono stati espulsi, su indicazione di LeBron James. I due, hanno riferito alcuni vicini di posto, avrebbero augurato la morte al giocatore dei Lakers, che dopo averli sentiti, ne ha chiesto l’allontanamento. Entrambi potranno comunque tornare a vedere la loro squadra alla Gainbridge Fieldhouse, non essendo stati interdetti. Una cosa al limite del comprensibile qui in Italia (ed in Europa, a dirla tutta), dove per un “insulti collettivi verso un tesserato avversario ben individuato” (e quindi non di due soli tifosi, ma magari di una curva o un palazzo dello sport intero) si pagano (la squadra di casa) 500 Euro di multa, che diventano 1.000 Euro se si lanciano (senza colpirlo) anche palle di carta, 2.000 se lo si colpisce, 3.000 se oltre a insultarlo, tirargli palle di carta o bottigliette vuote, gli si sputa pure addosso. Quando si parla di differenze tra la NBA e la LBA, oltre a quelle tecniche ed economiche, bisognerebbe ricordare anche queste, che sono gratis.

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