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L'addio di Caja a Varese

L'addio di Caja a Varese

Il punto sulla pallacanestro italiana dopo la sesta giornata del campionato 2021-22: Sassari doppiata, Brindisi in scia, Scariolo in palestra e una polemica da mesi sul punto di esplodere...

Redazione

2 novembre

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La sesta giornata va in archivio con Milano che si conferma al comando, da sola, dopo aver maltrattato Sassari per 79-50, in una partita che ha visto gli uomini agli ordini di Cavina non riuscire a trovare la strada del canestro con continuità e non riuscire mai a contrastare i padroni di casa nei rimbalzi, statistica nella quale alla fine risulteranno quasi doppiati. Una prestazione da dimenticare per gli ospiti, che hanno ritrovato il loro ex coach Pozzecco, tanto amato dal pubblico e dai suoi giocatori. Un po’ meno, forse, dal presidente Sardara. Nulla di grave per Sassari che non si aspettava di dover vincere in quel di Milano, male però il modo in cui è arrivata la sconfitta senza mai aver impensierito i giocatori dell’Olimpia.

In scia di Milano resta Brindisi che fatica non poco (81-80 il risultato finale) a vincere contro una Reyer che inizia a ritrovarsi, ma che ancora non ha la costanza di rendimento necessaria da tutti gli uomini del gruppo. Fatica anche Trieste, che assieme a Treviso raggiunge la Virtus di Bologna a 8 punti, dopo la vittoria ottenuta contro Napoli, poco concreta nell’ultimo quarto, quando invece i padroni di casa stringono in difesa e trovano con più costanza la via del canestro. Male il weekend della Fortitudo e di Varese, che escono sconfitte nettamente contro Brescia e Treviso, rimanendo in fondo alla classifica a quota due punti assieme a Pesaro, cui la cura Banchi ancora non sembra fare effetto e che ha perso in casa contro Trento.

La Virtus Bologna e le matricole

Prestigiosa la vittoria di Tortona sulla Virtus Bologna, che in Piemonte subisce 93 punti realizzandone solo 76. Determinanti il secondo e il terzo quarto, dove Tortona stringe le maglie in difesa e stacca gli avversari, incapaci di reagire e di uscire dal ritmo imposto dagli avversari negli ultimi dieci minuti di gioco. Un sogno per Tavernelli, Mascolo e Filloy, che parlano di atmosfera magica nelle partite in casa e di risultati inaspettati che, appunto, fanno sognare. Di tutt’altro tenore i pensieri in casa Virtus, cui le neopromosse devono andare proprio indigeste e che, al netto di una lista degli infortunati degna di una squadra di rugby, non si può appellare alle assenze per giustificare un comportamento al limite del rinunciatario, in particolar modo in difesa, che pare compromettere anche lo sviluppo del gioco in attacco. Per ricercare le cause e risolvere la situazione, Scariolo ha deciso di lavorarci su, eliminando il giorno post partita di riposo e chiudendo la squadra in palestra per quello che, più che una punizione, pare un grido di allarme.

Caja, Reggio e Varese

Pesante battuta di arresto per Reggio Emilia che perde e viene raggiunta a 6 punti da Brescia, avversario di giornata. In settimana Attilio Caja, coach dei reggiani era stato protagonista di una polemica a distanza a con Andrea Conti, ex GM (dimissionario) di Varese. Ad aprire il fuoco proprio l’allenatore che in una intervista radio, riferendosi all’ultima esperienza sulla panchina di Varese, aveva riferito di una continua mancanza di rispetto nei suoi confronti, fino ad arrivare a parlare del proprio licenziamento, avvenuto a seguito di un suo sfogo in sala allenatori, provocato proprio dal comportamento di Conti. La risposta di Conti non si è fatta attendere, con il GM che ha dichiarato che Caja ha perso un’occasione per comportarsi da signore. La sensazione è che le continue dichiarazioni di Bulgheroni e Conti, ai danni di Caja e cui il coach pavese non ha mai risposto fino a quando è stato a libro paga di Varese, non siano state dimenticate. E che ora che Conti non è più un dipendente di Varese Caja abbia approfittato di una domanda di un giornalista per levarsi qualche sasso dalle scarpe. Nessuno ne esce bene, Caja da una parte e la dirigenza di Varese dall’altra, che a quanto pare non hanno imparato ancora che nulla mai dovrebbe uscire dallo spogliatoio, in particolare in un mondo piccolo come quello della serie A italiana, in cui prima o poi si torna sempre ad avere a che fare con le stesse persone.

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