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Basket Serie A - Una poltrona solo per due

Basket Serie A - Una poltrona solo per due

Guerin Basket dopo la quarta giornata del campionato di Serie A 2021-22: Mitrou-Long MVP, le fatiche di Treviso, l'onestà di Scariolo, l'eredità degli anni Novanta e la scelta di Irving.

Redazione

18 ottobre

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La quarta di campionato di basket di Serie A va in archivio lasciando solo la coppia formata da Milano e Bologna (sponda Virtus) al comando a punteggio pieno, con Brindisi e Sassari a due lunghezze e le altre 12 squadre equamente divise tra i 4 e i 2 punti conquistati. Sul fondo della classifica si muove Brescia, che grazie anche alla guardia Mitrou-Long (che di nome fa Nazareth), MVP di giornata, sfiora i 100 punti contro la neopromossa Napoli. A due punti rimane anche Pesaro, che perde tra le mura amiche contro l’altra neopromossa Tortona, guidata in attacco da Wright.

Supera i 100 punti Brindisi, in casa contro la Fortitudo Bologna che appare un po’ leggera in difesa, mentre Sassari vince di 7 punti sul campo di Treviso, che pare molto meno brillante di quella vista a inizio anno e che forse paga un po’ le fatiche per la qualificazione alla Champions League, giocata a cavallo della Supercoppa italiana, e la prima fase, sempre della Champions che la vedrà il 19 impegnata ad Atene contro l’AEK. Importante la vittoria di Trento, capace di avere la meglio sul difficile campo di Reggio Emilia, al termine di una partita fisica, che porta la Dolomiti fuori dalle acque basse del fondo della classifica. Senza problemi Milano su una Venezia ancora in costruzione e molto lontana non solo dalla testa della classifica, ma anche da un amalgama di squadra che le consenta di ben figurare in campionato (e in coppa). Nessun problema neanche per la Virtus di Bologna che rifila 15 punti a Trieste e fa finalmente esordire Mannion nel nostro campionato.

Una corsa a due

Proprio della coppia di testa Milano-Bologna aveva parlato in settimana Sergio Scariolo, allenatore della Virtus, affermando che la questione scudetto per il campionato italiano è una corsa a due tra la squadra che allena lui e quella allenata dal suo collega Ettore Messina. La dichiarazione deve aver irritato Gandini che si è affrettato a rettificare le parole del coach bresciano, affermando che si, il campionato di basket di serie A è una corsa a due, ma solo per adesso e che presto ci saranno tante sorprese. È chiaro, Gandini rappresenta gli interessi di 16 squadre di serie A e non solo delle più forti e le sue dichiarazioni devono essere orientate in tal senso, ma Scariolo ha solo detto quello che tutti si aspettavano di sentire e cioè che ci sono due squadre, una costruita con l’obiettivo minimo di arrivare in finale si Eurolega e l’altra con l’obiettivo di giocarci il prossimo anno, che sono inscritte anche al campionato di basket di serie A e che quindi non hanno nulla a che fare con il resto delle pretendenti allo scudetto. Del resto, 4 dei 5 giocatori italiani sbarcati in NBA negli ultimi anni sono tornati (o arrivati, come nel caso di Mannion) per giocare a Milano (Datome e Melli, che la NBA la hanno vissuta da comprimari, ma che hanno tanta Eurolega sulle spalle) e a Bologna (Belinelli che la NBA l’ha vissuta da protagonista e Mannion che per ora l’ha solo assaggiata e che se avrà voglia, farà in tempo a giocarla per davvero).

Il campionato di basket italiano ha regole che sono ereditate dagli anni Novanta, quando di squadre ricche, che si contendevano giocatori provenienti dalla NBA (per cui la serie A italiana era la prima scelta, dopo la carriera americana) da unire a giocatori italiani di alto livello, cresciuti e selezionati nei settori giovanili di tutta Italia, ce ne erano molte. Ora che i settori giovanili sono spariti, la stabilità economica dei club sembra essere solo un ricordo (o al più una speranza), e che i budget per non finire gambe all’aria sono ridotti all’osso, chiunque può misurare la differenza di una squadra fatta per competere nell’Europa che conta e una che invece deve finire l’anno sperando di avere il bilancio in pareggio.

No green pass no basket

Nuovo capitolo nella vicenda Kyrie Irving-green pass: la dirigenza dei Brooklyn Nets ha deciso di mettere fuori rosa il giocatore, che a seguito della sua scelta non avrebbe potuto giocare le partite casalinghe della squadra newyorkese e neanche partecipare ad alcune trasferte. Una scelta a seguito della quale, a giugno, potrebbe arrivare anche il taglio, ma che al momento permette a Irving di ricevere comunque il suo stipendio (che in NBA si paga ogni quindici giorni) decurtato di un ottantaduesimo per ogni partita saltata. Che sia una scelta definitiva o un modo per far pressione sull’atleta a cambiare idea, non è al momento dato sapere. Certo è che Irving sembra molto sicuro sulla sua disposizione, dicendosi disposto a rimetterci anche l’intera carriera.

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