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Il ritorno di Sergio Scariolo

Il ritorno di Sergio Scariolo

La Supercoppa 2021 vinta dalla Virtus Bologna segna il ritorno in Italia di uno dei più grandi allenatori della nostra storia, raramente profeta in patria...

Stefano Olivari

23 settembre

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La Virtus Bologna ha vinto la Supercoppa 2021, battendo in finale l'Olimpia Milano, e con lo scudetto sulla maglia ha così conquistato il primo trofeo italiano della stagione. Certo il meno importante, rispetto a Coppa Italia e campionato, ma per Sergio Scariolo il modo giusto per riprendere confidenza con una pallacanestro dove spesso ha fatto bene ma raramente vinto. Fa infatti impressione notare che questa Supercoppa sia stata per il sessantenne Scariolo soltanto il secondo trofeo alzato nella sua carriera italiana. Il precedente risaliva addirittura a 31 anni fa...

Da allora la sua carriera si è sviluppata soprtattutto all'estero, visto che in Italia questa è soltanto la sua decima stagione da capo-allenatore in Serie A: Desio e Fortitudo (con finale scudetta persa contro la Milano di Tanjevic) negli anni Novanta, l'Olimpia Milano dal 2011 al 2013 nella parte finale del dominio (da asteriscare, come poi si è visto) di Siena, che proprio Scariolo fu uno dei primi a mettere in discussione sul piano etico. Il resto della storia di Scariolo è stranoto: dai trionfi con la nazionale spagnola (argento e bronzo olimpici, oro mondiale, tre ori e un bronzo europei) dei fenomeni ma che però in panchina volevano solo lui, all'anello NBA da assistente dei Toronto Raptors, passando per le ottime stagioni con Real Madrid e Malaga.

A Scariolo, ormai spagnolo professionalmente e a livello familiare, il grande riconoscimento in Italia è però sempre mancato e le ambizioni della Virtus Bologna si sono incrociate con una fase della sua vita da 'ora o mai più'. Solo Scariolo e pochi altri hanno le spalle così larghe da poter raccogliere l'eredità dello scudetto di Djordjevic, visto che fare meglio dell'anno scorso significar riconfermarsi in Italia e vincere l'Eurocup per guadagnarsi l'accesso diretto all'Eurolega, che nelle testa di Zanetti sarebbe l'habitat naturale della Virtus.

Per Scariolo, come allenatore formatosi nei meravigliosi anni Ottanta della pallacanestro italiana, prima a Brescia e poi a Pesaro, sfumati gli scenari da capoallenatore NBA questa è una sfida davvero affascinante. Una grande occasione come lo fu quella che, abbastanza inaspettata, gli capitò nell'estate 1989 quando Valerio Bianchini disse sì alla corte del Messaggero Roma e di Carlo Sama, negli anni d'oro di Raul Gardini, lasciando la panchina al suo assistente, che così diventò a 28 anni l'allenatore più giovane nella storia della Serie A battendo il record che Dante Gurioli aveva stabilito 11 anni prima con la Xerox Milano.

Il giovane Scariolo, laureato in giurisprudenza, a Pesaro era stato assistente anche di Giancarlo Sacco e prima ancora, nella sua Brescia, aveva lavorato con quello che considera il suo maestro, cioè Riccardo Sales. Per Scariolo lo scudetto arrivò al primo colpo, con il morabile quintetto Gracis-Cook-Daye-Magnifico-Costa, e gli piacerebbe chiudere il cerchio. Una storia di successo, la sua, molto istruttiva perché passata anche attraverso insuccessi. Il grande mistero è come mai in tre decenni non gli abbiano mai proposto di guidare l'Italia. 

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