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Tokyo 2020, l'Italia di Melli

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La nazionale di Sacchetti dopo aver battuto 80-71 la Nigeria ha conquistato i quarti di finale del torneo olimpico. Con una grande prova collettiva ma anche un trascinatore, oltre al solito Fontecchio...

L’Italia della pallacanestro è ai quarti di finale delle Olimpiadi, dopo una prova di carattere contro la Nigeria: la nazionale di Sacchetti ha battuto 80-71 i tanti giocatori NBA messi insieme piuttosto male da un allenatore anche lui NBA come Mike Brown e adesso può sognare, almeno fino a quando il sorteggio non ci farà conoscere l’ostacolo fra gli azzurri e la zona medaglie: il programma dei gironi si esaurisce domani con la sfida fra la Spagna di Scariolo e la Slovenia di Doncic, vedremo.

Nella sua seconda vittoria nel girone l’Italia ha avuto diversi protagonisti in positivo, a seconda del momento della partita, ma su tutti di sicuro Nicolò Melli, eccellente in difesa come centro undersized (ma nemmeno tanto) e molto positivo anche in attacco sia nello sfruttare le situazioni di backdoor sia come punto di riferimento in post alto. La mossa di Sacchetti è stata Pajola in quintetto base e di sicuro ha pagato più dello Spissu anti-Australia: la guardia della Virtus Bologna è stato uno dei pochi a limitare i nigeriani nel loro momento di massima ispirazione da tre punti, in una partita per i nostri esterni abbastanza difficile, anche se Mannion nel finale ha messo punti importanti.

Come al solito clamorosa la prova di Simone Fontecchio, meno ispirato al tiro ma di un impatto fisico clamoroso, unito nell’occasione ad ottime letture ed assist per i compagni. Decisivi anche Polonara e Tonut da battaglia, con il secondo costretto a forzare le entrate dal proprio istinto ma anche dal piano partita, così come decisivi sono stati i minuti di qualità di Ricci (in parte il discorso vale anche per Vitali, altra mossa decisiva di Sacchetti), mentre in negativo si deve ancora una volta citare Danilo Gallinari, in campo soltanto 8 minuti: atteggiamento giusto ma condizioni fisiche preoccupanti e soprattutto un ruolo all’interno di questa squadra ancora da definire. Come ali Polonara e Fontecchio sono in una bolla, come ‘falso nueve’ più concreto Melli. Forse, visto quando si è conclusa la stagione dei suoi Atlanta Hawks, ha pochi colpi in canna e li sparerà più avanti.

Quanto alla Nigeria, nonostante la superiorità atletica si è aggrappata al tiro da tre e in teoria non è stata una scelta sbagliata visto che lo ha fatto con il 40% e con un Metu infallibile. In pratica però l’Italia è andata sotto quando Brown ha ordinato di cavalcare Jahlil Okafor sottocanestro, con il giocatore dei Pistons che si è esibito in un clinic di movimenti da centro di una volta: buon per Sacchetti che Okafor sia stato in campo solo 20 minuti, nel nome di una sorta di Manuale Cencelli che ha azzoppato una squadra di grande talento come quella africana.

E adesso? Inimmaginabile un mese fa essere a questo punto ai Giochi. Ma fino a martedì, quando si giocheranno tutti i quarti di finale, abbiamo non soltanto il diritto ma anche il dovere di sognare. Dopo Mosca 1980 e Los Angelses 1984, vissute da giocatore, un’altra grande Olimpiade per Sacchetti: per molto meno altri allenatori sarebbero stati da Petrucci confermati per dieci anni.