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Tokyo 2020, l'Italia sogna i quarti di finale

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Gli azzurri di Sacchetti sono stati sconfitti 86-83 dall'Australia dopo un'altra grande partita di Mannion e Fontecchio. E battendo la Nigeria sarebbero padroni del loro destino...

L’Italia di Meo Sacchetti continua a stupire in positivo, anche quando perde come accaduto contro l’Australia nella seconda partita della sue Olimpiadi. 86-83 per la squadra trascinata da Patty Mills, nonostante le tante difese provate su di lui, una delle principali candidate alle medaglie. Risultato figlio di una superiorità a rimbalzo quasi imbarazzante: 44 a 30 (in particolare 16 a 6 i rimbalzi offensivi) per gli australiani con Baynes e Landale a giganteggiare, e non per usare una frase fatta ma proprio per centimetri e stazza. La differenza è stata questa, fra due buone difese e attacchi non proprio fluidi e con percentuali simili.

Adesso l’Italia si gioca l’accesso ai quarti di finale nella partita di sabato con la Nigeria. Vincendo sarebbe sicura del passaggio del turno, perdendo no e anzi se la Germania battesse l'Australia sarebbe addirittura quarta. Non bisogna comunque fare troppi  calcoli visto che i calcoli li potranno fare soprattutto gli altri: Italia-Nigeria si gioca infatti alle 6.40, Australia-Germania alle 10.20. L’Australia ha al momento due vittorie, Italia e Germania una, Nigeria zero. Da ricordare che a parità di punti contano gli scontri diretti e poi la differenza canestri (evidentemente in caso di tre a parità di punti). 

Contro l’Australia l’allenatore azzurro ha cercato di stupire, proponendo Spissu in quintetto base, ma l’esperimento è durato 5 minuti. Questa era, è e sarà l’Italia di Nico Mannion, 21 punti e 7 assist in 24 minuti, anche quando il suo playmaking è confusionario (spesso ignorato il bloccante che si 'apre' per il tiro) la personalità del figlio di Pace Mannion e Gaia Bianchi è debordante. Meglio di lui nell’Italia soltanto un Simone Fontecchio ormai in un’altra dimensione, fisico e tiro (22 punti) da alta Eurolega o da quella NBA che già qualche anno fa sognava, quando il suo livello era diverso e prima che proprio Sacchetti a Cremona gli facesse fare il salto di qualità, che adesso lo ha portato ad essere strapagato dal Baskonia. 

Bene anche Polonara e invece molto marginale Danilo Gallinari, anche come atteggiamento nei 19 minuti mal giocati: l’unica vera cattiva noitizia per Sacchetti, players’ coach nell’accezione migliore del termine (anche se la definizione è la sua condanna), è questa. Melli prosegue nel suo lavoro di ricondizionamento, dopo una stagione in panchina a Dallas: ottima la sua difesa contro giocatori di stazza superiore. Fra chi ha giocato meno è piaciuta molto l’intelligenza di Ricci: se nel calcio si straparla di falso nueve nella pallacanestro il falso centro è imposto dalle circostanze.

Ma adesso conta soltanto la partita con la Nigeria: squadra piena di giocatori NBA e del resto guidata da un allenatore NBA vero come Mike Brown, ma con gerarchie poco chiare e il solo Jordan Nwora, riserva nei Bucks freschi campioni, a staccarsi un po’ dagli altri, con Okafor e Okogie stranamente (per il loro livello) sottoutilizzati. Partita difficile, con l’imperativo (facile a dirsi…) per gli azzurri di prendere più rimbalzi dinamici rispetto a quanto accaduto con l’Australia. Se quella di Belgrado è stata un’impresa, arrivare nei quarti sembra però almeno un sogno concreto.