Basket

L'anno di Brindisi

Guerin Basket dopo la ventiseiesima giornata della Serie A 2020-2021: un primato a sorpresa, la vendetta di Caja, il ricorso Fortitudo, il tiro di Leunen, il turnover di Djordjevic, Imbrò leader e le 300 di De Raffaele.

Brindisi-Milano 80-71. La ventiseiesima giornata di campionato segna il cambio della guardia in vetta alla classifica, con Brindisi che vince lo scontro diretto con Milano e si porta in testa a pari punti proprio con Milano e con la Virtus Bologna, ma con il vantaggio degli scontri diretti con entrambe e con due partite ancora da giocare nei confronti dell’Olimpia e una nei confronti dei bolognesi. Davvero una bella serata per la squadra agli ordini di Morea (promosso primo allenatore per la partita), che ha mostrato di avere carattere, coesione e soprattutto una incredibile abnegazione nella fase difensiva, fatta di maglie strettissime e con Gaspardo, Willis e Bostic pronti a cambiare sistematicamente sui blocchi, difendendo indifferentemente su guardie, ali e centri. Una dimostrazione di come si possano sviluppare sinergie positive in un gruppo coeso. Messina dal canto suo le ha tentate tutte, arrivando anche a prendere quasi lo stesso colorito di Obradovic in un paio di time out, prima di tentare la carta Rodriguez, con il play che ha portato a lungo la squadra sulle spalle, ultimo ad arrendersi agli avversari. Il turnover dell’Olimpia, obbligato da un calendario folle tra Eurolega e campionato, ha sicuramente segnato la partita, ma la squadra è apparsa in debito di energia, incapace di trovare buone medie da 2 punti e costretta più volte a ricorrere alla zona, rivelatasi poi una coperta troppo corta. Facile dire che ora l’interesse della squadra è riservato all’Euroleague, altrettanto facile dire che FIP e LBA non hanno mai favorito la partecipazione delle squadre italiane alla Euroleague, ma l’Olimpia doveva essere costruita proprio per giocare in queste situazioni. E non è questo il momento per essere stanchi o deconcentrati. 

Reggio Emilia-Varese 95-77. Chi si aspettava una vendetta dalla partita tra Reggio e Varese è stato accontentato: i padroni di casa schiantano letteralmente gli avversari, grazie a Koponen e Candi, che guidano la flotta dei bombardieri, per un totale di 22 canestri da 3 punti con il 60% di media complessivo ed Elegar che invece prova a spostare il gioco vicino a canestro. Per gli ospiti bene Douglas e Ruzzier, sottotono Scola e Beane. Coach Caja dopo il match ha parlato di piano partita rispettato e di come la scelta di attaccare con continuità Scola, il giocatore più importante di Varese, abbia pagato in termini di flottaggi difensivi che hanno liberato i suoi uomini al tiro. Forse un messaggio per chi lo ha esonerato in precampionato, parlando di mancanza di doti e valori umani, ma se vendetta c’è stata è aver fermato e raggiunto proprio Varese a 18 punti.   

Fortitudo Bologna-Pesaro 77-79. Risultato sub judice quello tra la Fortitudo e Pesaro: il giudice sportivo si dovrà pronunciare sul ricorso inoltrato dai padroni di casa che accusano gli ospiti di aver schierato Justin Robinson (10 punti per lui alla fine) non rispettando i protocolli anti Covid. La partita è stata vinta da Pesaro, che ha perso quasi subito Delfino per infortunio, ma ha trovato un’ottima serata di Filipovity e Massenat, aiutati da Tambone, Filloy e Robinson. Occasione persa per la Fortitudo, con Totè unico protagonista e cui anche la minaccia di non pagare gli stipendi pare non fare più effetto. 

Cantù-Trento 75-76. Altro ricorso, non accolto, nella partita vinta da Trento a Cantù. La squadra di casa ha contestato la decisione presa dagli arbitri di considerare, dopo il replay, da due punti l’ultimo canestro segnato da Leunen. Secondo le immagini invece il tiro sarebbe da 3 punti e quindi la partita pareggiata e non vinta dal successivo canestro da 2 punti di Martin e poi destinata al supplementare. Semplificando: il ricorso è stato dichiarato inammissibile perchè riferito a una valutazione di gioco, con o senza l’istant replay. Si fa scurissima ora per Cantù, con 4 punti da recuperare sulle avversarie in 4 giornate e poco vento nelle vele, al contrario delle dirette avversarie. Ancora tra color che son sospesi Trento, in bilico tra playoff e retrocessione, con il primo poco più probabile del secondo e probabilmente destinata a un nono, decimo posto. 

Virtus Bologna -Pallacanestro Trieste 81-67. Il turnover riesce alla Virtus Bologna che tenendo il gas al minimo e Markovic e Teodosic a casa, regola Trieste ormai incapace di vincere, o anche solo di provarci. Bene Adams e Abass, si rivede finalmente in campo Alibegovic mentre, forse, ci si aspettava un impatto maggiore da Pajola. Per gli ospiti al di sotto delle aspettative Fernandez e Laquintana, appena sufficienti Doyle e Henry.

Treviso-Sassari 89-85. Ingrana la sesta di fila Treviso e batte Sassari ottenendo l’aggancio in classifica e la certezza matematica di partecipare ai playoff. Significativa la prestazione del capitano Imbrò, ormai assolutamente ambientato nel suo ruolo da leader nella massima serie e di Mekowulu che non ha paura di fare a sportellate con il pari ruolo Bilan. Benissimo Sokolowski autore di 23 punti, un po’ perso Logan, male al tiro e spesso fuori giri nel gestire la squadra. 

Venezia-Brescia 94-87. Festeggia con una vittoria le 300 panchine in laguna coach De Raffaele, che si gode la prestazione mostruosa di Watt (30 punti alla fine per lui), il “solito” Tonut e un ritrovato Deye. Brescia senza difesa nei primi due quarti (60 i punti dei lagunari all’intervallo) riesce a recuperare qualcosa nel terzo periodo, ma pur chiudendo a 87 punti complessivi, non riesce mai a fermare con continuità gli attacchi avversari.