Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Teodosic da campetto© LAPRESSE

Teodosic da campetto

Guerin Basket dopo la diciannovesima giornata della Serie A ed alla vigilia delle Final Eight di Coppa Italia: il risveglio di Varese, il motivatore Pozzecco, lo scudetto di Moss, il record di Repesa, la solita Reyer, Sutton panchinato e la Virtus senza Belinelli...

Redazione

8 febbraio

  • Link copiato

La diciannovesima giornata va in archivio con poche novità in testa alla classifica (Milano sempre prima con 6 punti sulle inseguitrici e con il vantaggio di aver già riposato, proprio nell’ultimo turno), e con il risveglio di Varese, che grazie a 4 punti fatti in settimana (2 contro Cremona e altri 2, pesantissimi, contro Brindisi, in un recupero) aggancia Cantù e non è più sola all’ultimo posto. La squadra di Bulleri, messa con le spalle al muro dal proprio GM Conti (“Non vogliamo più fornire alibi a chi va in campo”), ha avuto una grande reazione e si è aggiudicata la partita più combattuta della giornata, avendo la meglio su Cremona, dopo due supplementari e 110 punti segnati (contro i 105 subiti). Eroi di giornata Luis Scola per i padroni di casa e Peppe Poeta per gli ospiti, entrambi autori di 30 punti, 40 anni l’argentino, 35 il play di Cremona, a testimoniare che classe, talento, ma soprattutto tanto allenamento, allungano la carriera. Bene anche Beane e Douglas, autore di 17 punti e con 10 palloni catturati, miglior rimbalzista per Varese proprio assieme a Scola. Se è vero che 3 indizi fanno una prova, a Varese manca ancora una vittoria per potersi dichiarare uscita dalla crisi, ma Bulleri, che in conferenza stampa spende solo parole di elogio per i suoi, sa che finalmente la squadra ha reagito. Certo, se ora arrivasse anche qualcuno per far rifiatare Scola…
 
Sassari vince a Bologna, contro la Fortitudo, mettendo la freccia del sorpasso nell’ultimo quarto, doppiando di fatto nel punteggio gli avversari e continuando la corsa di quella che, per coach Pozzecco, al momento è la squadra più forte della Lega. Ottima la prestazione di Bendzius, bene anche la coppia di play-guardie Spissu e Gentile e il lungo Bilan, capace di 15 punti e 9 rimbalzi. Segnali anche da Katic: il play croato, un tempo considerato un prospetto futuribile, ma poi fermato da tanti infortuni, sta tentando in tutti i modi di dimostrare che la sua presenza a Sassari non è dovuta (solo) alla sua amicizia con il coach. Per la Fortitudo una sconfitta che fa male perché maturata in maniera inaspettata, nell’ultimo quarto, senza riuscire ad opporre una reazione efficace. La squadra di Dalmonte sembra comunque in ripresa, con Hunt che si è ben innestato e Aradori tornato in forma. Forse da risolvere qualche problema di convivenza. 
 
Porta male battere Milano. Non si erano ancora spente le eco delle lodi ricevute dalla squadra di Dalmasson per la vittoria in casa Olimpia, che Trieste viene fermata, stavolta in casa propria, da Brescia, che ribalta il risultato nell’ultimo periodo. Buone le prestazioni di Burns, poco preciso nel tiro da fuori, ma estremamente incisivo in area e a rimbalzo e di Kalinowski, più preciso al tiro da fuori. 4 punti per Moss, un po’ pochi per il giocatore che in settimana ha dichiarato di voler vincere lo scudetto proprio con Brescia. 
 
Buio pesto per Trento, che viene sconfitta da Pesaro in casa, ma che più di tutto, si trova sempre ad inseguire gli uomini di Repesa, che bombardano gli avversari con 16 tiri da 3 realizzati e il 55% abbondante di media tiro. Davvero difficile da risolvere la situazione ereditata da Lele Molin, la squadra sembra essersi avvitata su se stessa, non reagisce e molti dei suoi giocatori sembrano da recuperare. Sorride Repesa, che ha riportato al 50% di vittorie il record della squadra per quest’anno, con più punti (18) di quanti realizzati negli ultimi due campionati. Un bel biglietto da visita per presentarsi alle finali di Coppa Italia in casa propria il prossimo weekend. 
 
Decisamente troppa la differenza tra Treviso e Brindisi, come ammesso da Max Menetti nel dopo gara, e partita che viene vinta dagli ospiti, trascinati da un ritrovato Gaspardo, autore di 25 punti ma inesistente a rimbalzo, e da Udom, che mette insieme 18 punti e 7 rimbalzi. Per Treviso la consolazione di avere Trent Lockett in tribuna e pronto all’esordio e a dare il suo apporto al reparto esterni della squadra. 
 
Venezia batte Cantù e allunga a 6 la striscia di partite vinte consecutive. Sugli scudi il solito Daye, capace di innumerevoli soluzioni offensive uscendo dalla panchina e Watt, forse solo un po’ impreciso al tiro. La politica della Reyer di migliorare senza rivoluzionare il proprio roster, anno per anno sta dando i suoi frutti. Ora che il gruppo sta tornando al completo, la squadra sembra essere sempre più compatta e sicura del proprio gioco, recuperando giornata dopo giornata il marchio di fabbrica della solidità, in attesa della rincorsa playoff che partirà dopo l’assegnazione della Coppa Italia. Cantù ha il merito di non disunirsi mai e di fare una bella partita, perdendo solo il testa a testa finale. Il lavoro di Bucchi, il crescendo di forma fisica, iniziano a vedersi, ma come dice il coach “Servono i punti”. 
 
Il derby tra Reggio Emilia e la Virtus Bologna inizia con il cambio di Dominique Sutton, chiamato in panchina da Coach Martino dopo soli 4 minuti di gioco. Cambio assolutamente non gradito dal giocatore, che esce dal campo protestando contro la panchina e che dimostra la propria contrarietà anche durante il primo time out chiamato dal suo coach. Sutton non rivedrà più il campo fino alla fine del match, e la cosa sicuramente ha condizionato (in negativo) la partita di Reggio Emilia. La differenza tra le due squadre condiziona invece una giocata di Teodosic che manda a passeggiare Candi, schierato in difesa su di lui, facendo un cambio di mano dietro la schiena, non sua ma dell’avversario. Giocata che i commentatori, in piena estasi hanno definito da “campetto”, ma che come i giocatori delle minors sanno, una giocata così, al campetto (ma anche in serie A ma fatta a Delfino), sarebbe costata a Teodosic un livido sul naso. Al di là della giocata di Teodosic ieri la Virtus, anche per l’infortunio di Belinelli, tenuto tutta la partita in panchina, dopo non aver fatto neanche il riscaldamento (esattamente come al suo esordio), non era la corazzata che tutti si aspettavano. Pesa quindi ancora di più questa sconfitta di Reggio Emilia, con coach Martino che forse avrebbe fatto bene a risolvere la questione con Sutton già all’intervallo. Dal canto suo, il giocatore americano, a 34 anni, dovrebbe ricordare di essere stato chiamato a puntellare una squadra in difficoltà e che i tempi di Trento, in cui riusciva a devastare l’area avversaria con la sua esuberanza fisica, sono davvero lontani, forse anche per età.
 
Il prossimo fine settimana le fantastiche otto della serie A si ritroveranno ad Assago per disputare le final 8 di Coppa Italia, anche questa senza pubblico, ma in diretta su Raisport ed Eurosport. Un appuntamento che servirà a valutare lo stato di forma delle squadre, ora che, passata la difficile fase iniziale, le società hanno rotto gli indugi, riprendendo le vecchie abitudini degli esoneri e degli acquisti di nuovi giocatori. Il campionato invece dovrà attendere ancora 15 giorni prima di ripartire, magari avendo finalmente regole certe sulle eventuali retrocessioni. 

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi