Basket

La salvezza di Varese

Il punto di Guerin Basket dopo la quindicesima giornata di Serie A: la dimensione europea di Milano, la proposta di Bulgheroni, la base di Messina, la vittoria di Costa e la scienza di Brescia...

La quindicesima e ultima giornata di campionato va in archivio con due partite ancora da giocare che riguardano, tra le altre, la prima e l’ultima della classe. Il girone di andata si chiude con la certezza che Milano, che pare vicina a trovare anche una propria dimensione europea, anche questo anno sia la squadra da battere, con Brindisi che si conferma buona seconda e Sassari (in piena campagna acquisti) e Venezia (finalmente libera da Covid e infortuni) in ascesa. Benissimo Pesaro, cui forse si può chiedere un minimo di continuità in più e bene Trieste che ha pagato (molto) la prolungata pausa Covid. Interlocutoria fin qui la stagione di Reggio Emilia, che ha bisogno di trovare determinazione e carattere, mentre Treviso dovrà aspettare un altro anno per poter fare il definitivo salto di qualità. La crisi di Varese sembra tranquillizzare il gruppo di squadre in fondo alla classifica, con la Fortitudo che pare la più attrezzata per risalire la classifica e Cantù che deve in qualche modo trovare, rapidamente, punti per muovere la classifica.

Milano, alle prese con la neve spagnola non è riuscita a rientrare in tempo per giocare la partita contro Cremona, mentre Varese, alle prese con il Covid, ha dovuto rinviare la partita contro Brindisi. Al di là del virus, la squadra di Bulleri nelle ultime uscite ha dimostrato di avere seri problemi di gioco, amalgama e carattere. Tante le cose da ricostruire, forse troppe con un calendario che ormai ha superato il girone di andata, permettendo alle squadre di rodarsi, in alcuni casi rinforzarsi e che adesso stanno entrando in forma (Covid permettendo) per la corsa che porterà alla composizione griglia playoff. In questa ottica fanno riflettere le parole di Toto Bulgheroni che, rimarcando la propria assoluta buona fede, ha chiesto nuovamente il blocco delle retrocessioni in un campionato è straordinariamente influenzato dalla situazione contingente.

Una richiesta già avanzata dal Presidente in precedenza, ma che non raccoglie di certo il consenso di tutte le altre società e del presidente della FIP Gianni Petrucci che, come ribadito più volte, teme un immediato abbassamento del livello del campionato in caso del blocco delle retrocessioni. Con le squadre di fondo classifica pronte a disinvestire e a favorire la cessione dei propri giocatori più pagati, il cui investimento non sarebbe più giustificato dall’obiettivo salvezza, verso altri lidi. Non ci sono motivi per non credere alla buona fede di Bulgheroni, che al di là della crisi sta subendo comunque la scelta di avere già a libro paga due allenatori, di cui quello titolare poco più che esordiente e l’altro esonerato per motivi etici (e che dovrà pagare per due anni). Il tutto in un momento in cui è difficile (a dir poco) reperire risorse per rinforzare un roster su cui allenatore, dirigenza e proprietà, non sembrano avere le idee chiarissime.

Ettore Messina, partecipando ad un workshop dal titolo “Basket: dal Covid al futuro” ha risposto alle proposte di riforma di Gandini, ricordando al presidente della Lega che una riforma non possa riguardare solo il vertice del movimento, ma anche tutte le altre categorie, a partire dalla base, e che obiettivo della riforma debba essere anche quello di valorizzare i ragazzi che escono dalle giovanili. Con regole che siano certe per tutti. È chiaro a tutti che il basket italiano ha bisogno di cambiare da anni. La situazione contingente ha solo evidenziato una crisi ignorata da tempo e adesso c’è il rischio che il Covid possa servire da alibi a chi ha fatto finta di non vedere, per evitare per l’ennesima volta di avviare un processo di trasformazione e crescita necessario come un vaccino durante una pandemia.

Con la vittoria su Brescia, Ario Costa si gode il ritorno dopo 9 anni di assenza, di Pesaro alle Final Eight di Coppa Italia. Un bellissimo risultato per una squadra e una società che pare definitivamente uscita dallo stallo di fondo classifica in cui si era trovata nelle ultime stagioni, grazie alla costruzione di una squadra ambiziosa e ben messa in campo da coach Repesa, chiave di volta del progetto. Parole dure nel dopo partita dalla presidentessa Graziella Bragaglio, che vista l’eliminazione di Brescia dalla Coppa Italia ha sparato a zero contro chi in estate “pensando di avere la scienza in mano” ha prima demolito e poi ricostruito un gruppo che fino ad allora era andato bene. Il riferimento pare essere Esposito, esonerato da tempo, ma probabilmente le parole erano dirette “anche” a Ferrari, socio di maggioranza, reo di aver disfatto in estate quanto fatto dalla vecchia proprietà. Sicuramente parole che non hanno rassicurato l’ambiente, ma che si spera, lo abbiano almeno scosso.

Per avere la griglia completa delle Final Eight bisognerà aspettare l’esito dei recuperi. Da assegnare ancora il settimo e l’ottavo posto, poi tutti a Milano, dove dall'11 al 14 febbraio si assegnerà il trofeo che sarà anche un’istantanea sullo stato di forma delle prime 8 squadre del nostro campionato.