Basket

Il secondo esordio di Belinelli

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Il punto di Guerin Basket dopo la tredicesima giornata di Serie A: lo stop di Brindisi, la vittoria dell'Olimpia a Bologna, la rivoluzione Fortitudo, la posizione di Bulleri e il taglio di Rai Due....

La tredicesima giornata va in archivio con Milano ancora al comando, più 4 su Brindisi che incappa nella seconda sconfitta consecutiva, dopo la vittoria, prestigiosa, proprio su Milano. Gara in perfetto equilibrio quella tra Cremona e Brindisi, con le due squadre in parità all’intervallo lungo e poi con i padroni di casa che prevalgono di un punto nel terzo e nel quarto periodo. A decidere la gara una maggior precisione al tiro per Cremona e il contributo della panchina, fatto di 24 punti contro solo 3 per gli ospiti.  

La partita clou della giornata si gioca a Bologna, dove va in scena l’esordio bis di Belinelli. Il giocatore, recuperato l’infortunio, è stato aggregato alla squadra e, anche se con soli tre allenamenti nel gruppo (concetto ripetuto come un mantra dai telecronisti Rai), inserito nello starting five della Virtus Bologna. Campo tirato a lucido, qualche volto noto in tribuna, tutta la dirigenza della Segafredo schierata in prima fila e una nuova grafica (due gif con i loghi delle squadre) a coprire le tribune, nelle inquadrature da centro campo, messa in onda dalla Rai, che per l’occasione ha anche rispolverato le inquadrature da bordo campo, e dato la diretta del match su Rai2. 

Le due squadre si sono affrontate seguendo ognuna quello che è il proprio DNA, con Bologna a chiedere a Teodosic e Markovic di creare gioco e attirare raddoppi per liberare i compagni al tiro, mentre Messina ha ruotato le sue infinite risorse, tenendo sempre alto il livello del talento in campo, agli ordini di Delaney e di un ispiratissimo Rodriguez (da vere minors la sua giocata sulla rimessa in attacco). Entrambe le squadre con l’ordine di difendere con abnegazione. Il risultato è stata una partita con medie tiro al di sotto della sufficienza, punteggio basso, 15 palle perse per parte e risultato in bilico per i primi tre periodi. Milano è riuscita a rompere l’equilibrio solo nel finale, grazie a 5 punti in più degli avversari, prodotti con un tiro da 3 (su 7 tentativi) e due liberi in più di quanto fatto dai giocatori della Virtus.

Una conferma per l’Olimpia, che pare più concreta e consapevole dei propri mezzi rispetto alle passate stagioni, e ancora troppo lontana dagli avversari, almeno in Italia. Bologna ha bisogno del miglior Belinelli per ricucire il gap che la separa dalle prime, così come del rientro di Pajola e della coesistenza dei due. Allo stesso modo però serve che le intuizioni di Teodosic siano inserite in un gioco più concreto, e che il giocatore non si senta come l’unico che deve risolvere la partita, sin dal primo quarto, diventando a tratti indisponente. Importante recuperare anche Alibegovic, in campo solo per 4 minuti, per far spazio proprio a Belinelli e in crisi di rendimento.

La Fortitudo vince contro Venezia, in casa, e lascia l’ultimo posto in classifica. Il cambio di guida con Dalmonte in panchina ha portato all’arrivo di Hunt, il taglio di Fletcher e la firma di Tommaso Baldasso. Segno che forse i problemi della squadra non erano generati solo da coach Sacchetti. 

Equilibrata anche la partita tra Varese e Treviso, con la squadre di coach Menetti che vince la gara grazie a un terzo quarto dominato in attacco e in difesa. Sugli scudi come sempre Logan, il migliore della partita assieme a Mekowulu, Akele e Russell. Altra sconfitta per Bulleri, che lascia Varese in fondo alla classifica. Per il coach in arrivo un altro rinforzo, stavolta vicino a canestro e le rassicurazioni di Conti sul prosieguo del campionato. L’entusiasmo iniziale è passato da tempo, è ora di far punti, prima che la situazione, da seria, diventi grave. 

Stacca il fondo della classifica Cantù che vince contro il pronostico e contro Reggio Emilia, incapace di essere continua. Vince di nuovo Sassari, unica squadra a riuscire a segnare 100 punti, contro Brescia, mentre la vittoria di Pesaro su Trieste (all’ultimo posto con Varese), vuol dire quinto posto per gli uomini di Repesa. 

Chiusa la giornata, restano le dichiarazioni rese da Gandini qualche giorno dopo la partita tra Bologna e Milano sulla copertura della Rai che ha trasmesso quasi tutta la gara su Rai 2, la tanto agognata tv generalista e poi gli ultimi due minuti, le interviste e i commenti post partita su Rai Sport. Gandini si è detto deluso e scosso dalla cosa. Purtroppo però un servizio del genere rende esattamente l’idea di come sia valutato il basket, offerto al grande pubblico, solo se la partita dura poco, altrimenti tagliandola proprio quando se ne sta decidendo il risultato. Difficile immaginare la stessa cosa con una partita di calcio, oppure in un cinema dove per conoscere la fine del film venisse chiesto agli spettatori di correre in da una sala all’altra. Gandini più che scuotersi dovrebbe riflettere sulla poca importanza che si dà a un prodotto che sembra essere poco conosciuto anche da chi lo trasmette. Non si spiegherebbe altrimenti un comportamento del genere, con la partita che aveva tutto (il ritorno di Belinelli in Italia, la sfida tra Bologna e Milano e più di tutto, due squadre che hanno milioni di tifosi in Italia e rappresentano l’unica speranza di Eurolega del paese) per non essere così mortificata. 

Fanno pensare le parole del GM di Varese Conti che, nel post partita con la Fortitudo, dopo aver inseguito e insultato il primo arbitro negli spogliatoi e essere stato allontanato proprio da uno dei suoi addetti agli arbitri ha risposto alle domande dei cronisti. Conti ha detto che Bulleri non è in discussione e che non vuol sentire parlare di un eventuale reintegro di Caja, non per motivi tecnici, ma etici e che l’eventuale reintegro del coach sarebbe andato contro i principi etici (appunto) che la società intende rispettare. La stessa società che dopo poche ore ha pagato 3000 euro per evitare la squalifica di Conti per il suo comportamento nel post partita. O Caja ha commesso qualcosa di estremamente grave, oppure qualcosa non torna.