Basket

I numeri di Baldasso

Il punto sulla pallacanestro italiana dopo la settima giornata del campionato di Serie A: la crisi della Virtus Bologna, i mal di pancia di Roma, a scuola da Delfino e Scola, Sacchetti in pericolo, l'idea di Recalcati, il festival delle partite rinviate e la mancanza del piano B

Archiviata la settimana di campionato, la classifica parla di una Milano che assolve il suo solito compito di predestinata al meglio, con 7 vittorie su 7 partite, dopo aver demolito Brescia, che al netto degli assenti non ha mai dato l’impressione di essere in partita. A tenere la scia la sola Brindisi, con un ottimo 6 su 7, capace di sfiorare i 100 punti in casa di Bologna, sponda Virtus, grazie (anche) a una prestazione mostruosa di Harrison e Thompson che in due fanno più di metà della valutazione dei padroni di casa. Djordjevic si può consolare con il fatto che a causa dei costi di assicurazione troppo onerosi (si parla di circa 200.000 euro), non dovranno prestare Teodosic alla nazionale serba per le prossime qualificazioni agli Europei di basket.

A dieci punti la sola Venezia: l’ultima squadra a vincere lo scudetto ha battuto al Palaeur la Virtus Roma. Una partita che ha visto quella che forse è la panchina più profonda della serie A avere la meglio su quella più corta, anzi, inesistente della Virtus, capace di soli 25 minuti giocati su 200. Coach Bucchi tra infortuni e mal di pancia poco celati dei suoi ha gestito la partita con 5 giocatori, con gli italiani visibilmente più motivati dei colleghi di oltreoceano. Il tutto in attesa di un passaggio di proprietà che dovrebbe concretizzarsi proprio in questa settimana. Ultima chiamata.

Molto bene Pesaro,  che a 8 punti raggiunge la Virtus Bologna e Sassari, sconfitta da una solidissima Trento. La squadra di Repesa, priva di Cain,  vince la sfida contro Varese dopo una lunga rincorsa, con i due argentini Delfino e Scola che segnano la differenza tra chi la pallacanestro la gioca e basta e chi invece la conosce pure. Ma con il primo che è sembrato inserito in un disegno di gioco più ampio, rispetto al “Generale”, molto spesso impegnato a levare le castagne dal fuoco. Bulleri a differenza delle precedenti uscite ha dimostrato di aver costruito una difesa vitale, fatta di pressing ombra, e a tratti di aggressività, oltre che di cambi (non sempre ben eseguiti a dire il vero) da uomo a zona. Per vincere però serve qualcosa di più, in particolare in attacco. Per Pesaro, con Costa e Magnifico in veste di dirigenti tifosi, è forse arrivato  il salto di qualità che porta nelle zone alte della classifica, sperando che la società non debba penare per trovare le risorse per finire il campionato.

Ennesima sconfitta per la Fortitudo Bologna, che si arrende a una Treviso Logan-centrica, con il folletto americano capace di 35 punti in 32 minuti e una sola palla persa (nonostante la quantità di palloni giocati) e 4 assist, che fruttano un bel 33 di valutazione. La squadra di Sacchetti pare in piena crisi e assolutamente priva di identità in attacco e in difesa, tanto da essere a tratti irritante. Dopo aver dato la colpa delle sconfitte all’assenza dei propri tifosi, ora si parla di taglio del coach ed è partito il valzer del nomi per la sua sostituzione. Ago della bilancia doveva essere il primo derby contro Reggio Emilia, ma la gara non si farà per la situazione Covid quindi o si cambierà subito o si preferirà valutare squadra e allenatore dopo la partita successiva, l’altro e più sentito derby contro la Virtus.

La lettera aperta di Messina ha per certo stimolato il dialogo e sono arrivate le risposte di Pesaro (attraverso Delfino), Varese, Cantù e Sassari. Nel frattempo Charlie Recalcati, che non è mai stato un diplomatico, ha espresso il suo parere, chiedendosi come mai in questo anno non ci sia stata la volontà della Lega e della FIP di bloccare retrocessioni e promozioni, dando la possibilità a tutti di fare una squadra secondo il proprio budget e senza altro scopo se non quello di sopravvivere. Altra proposta poi quella di ridurre il numero delle partite di regular season creando due gironi da 8 e un playoff a 16 squadre da giocare quando, si spera, l’emergenza virus sarà passata. Una formula che avrebbe fatto comodo anche alla LNP, che nonostante il documento condiviso da tutte le società affiliate si sta avviando a iniziare un campionato a porte chiuse che avrà ancora meno visibilità di quello di A e che porterà numerose società a rivedere i propri conti economici (pena fallimento). Un grido di allarme si è già levato da Biella, che chiede di fermare tutto, in un momento in cui più che delle partite ci si preoccupa di non ammalarsi, in un contesto che vede un paese che ha bisogno di tutto meno che di nuovi ammalati.

Considerazioni che dovrebbero coinvolgere anche la LBA e la FIP ma che finiranno per cadere nel vuoto. E così si va avanti, polemizzando se la mancata attribuzione della tripla doppia di Baldasso sia colpa del Play by Play della Lega (che dopo ogni tiro libero sbagliato da un giocatore - come ben sa chi si trova a seguire le partite via web - attribuisce allo stesso, in automatico, il rimbalzo in attacco: e Baldasso appunto ha un 6 su 8 ai liberi), o se come dice la Lega, l’errore umano è del rilevatore che fornisce le statistiche (che un po’, per quanto anonimo, sa di capro espiatorio). Nel frattempo forse sarebbe meglio pensare alle 5 partite fin qui non giocate, con 2 partite, Reggio Emilia-Fortitudo Bolgna e Treviso-Cremona già annullate per la prossima giornata, cui forse si aggiungerà anche Venezia-Trieste, visto che la squadra che dovrà giocare in casa è in auto isolamento fiduciario a causa di “alcuni casi” di positività nel gruppo squadra, che è una locuzione per dire: abbiamo mezza squadra in odore di positività. In dubbio anche il derby tra Cantù e Milano che ha dichiarato “diversi casi di positività” all’interno della squadra.

Se non fosse ancora chiaro, urge un piano B. Il basket non è esente dall’emergenza sanitaria che sta vivendo il paese e ha il dovere morale di non aggravarla. I protocolli che le squadre stanno osservando non hanno la funzione di tutelare giocatori o le squadre stesse, ma solo di far emergere eventuali casi di contagio che non sono quasi mai isolati. Le società di A (ma anche quelle di A2) sono in piena crisi economica e la questione tecnica rischia di passare in secondo piano in una stagione in cui più che allenarsi serve non ammalarsi e far quadrare i bilanci sarà esercizio da equilibristi. Come diceva qualcuno: presto che è tardi.  

 CLASSIFICA

  1. A|X Armani Exchange Milano 14
  2. Happy Casa Brindis 12
  3. Umana Reyer Venezia 10
  4. Banco di Sardegna Sassari 8
  5. Virtus Segafredo Bologna 8
  6. Carpegna Prosciutto Pesaro 8
  7. UNAHOTELS Reggio Emilia 6
  8. Dolomiti Energia Trentino 6
  9. Acqua S.Bernardo Cantù 4
  10. Allianz Pallacanestro Trieste 4
  11. De'Longhi Treviso 4
  12. Vanoli Basket Cremona 4
  13. Openjobmetis Varese 4
  14. Virtus Roma 4
  15. Germani Brescia 4
  16. Fortitudo Lavoropiù Bologna 2

ULTIMO TURNO

Virtus Segafredo Bologna - Happy Casa Brindisi 88-98                 
Dolomiti Energia Trentino - Banco di Sardegna Sassari 92-78                   
Fortitudo Lavoropiù Bologna - De'Longhi Treviso 87-98                 
Virtus Roma - Umana Reyer Venezia 71-89           
A|X Armani Exchange Milano - Germani Brescia 87-56                  
Carpegna Prosciutto Pesaro - Openjobmetis Varese 85-78