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Il senso di Teodosic soltanto in tivù

© LAPRESSE

Il punto sulla pallacanestro italiana dopo la quinta giornata di Serie A: dai dubbi di Virtus e Fortitudo Bologna agli ennesimi americani a Roma, passando per il caso Cantù e Venezia in scia all'Olimpia Milano...

La quinta giornata di campionato va in archivio con l’Olimpia Milano sempre al primo posto e da sola, dopo aver vinto in casa di Bologna, sponda Fortitudo, che oltre alla sconfitta deve incassare anche l’infortunio del suo centro titolare Happ. Non un periodo fortunato per la squadra bolognese, che si trova all’ultimo posto in classifica assieme a Roma e Treviso (ma con una partita in meno) e la cui dirigenza sembra mal digerire la mancanza di pubblico, arrivando a dire per bocca del presidente Pavani che gli 11 punti di differenza con Milano (più rappresentativi della differenza di valore dei roster che del gioco visto) non ci sarebbero stati con il palazzo dello sport aperto al pubblico. In mancanza di prove al riguardo, la considerazione che viene più facile è che la mancanza si pubblico, più che la sua eventuale presenza, stia davvero condizionando questo campionato.

Un grido di allarme viene (per la seconda volta) dalla Virtus Bologna, vincitrice sul campo di Varese, al termine di una partita sempre in controllo e con Teodosic e Scola sugli scudi. Il primo impegnato a far girare la squadra, il secondo a tenerla a galla. La squadra bolognese alla prossima riunione di Lega pare intenzionata a chiedere a tutti i presidenti di Serie A che senso abbia giocare a porte chiuse. Una domanda che solleverà qualche considerazione sul valore televisivo del campionato e delle squadre che ne fanno parte. Sul valore delle sponsorizzazioni, rivolte agli spettatori dei palazzi dello sport e ai lettori della stampa specializzata, più che agli utenti televisivi. E sul modo in cui le squadre potranno in qualche modo riuscire a tenere legati gli spettatori alle società e a vendere un merchandising da indossare in casa o al massimo, in mancanza dello sport al chiuso, al parco quando si va a correre, decreti permettendo.

Uno degli impianti meno affollati del weekend è stato il Palaeur, dove una settantina di appassionati tifosi ha assistito alla partita tra la Virtus Roma e la Vuelle Pesaro. Non un bello spettacolo per i tifosi romani che hanno visto una squadra poco amalgamata e motivata, tradita dal reparto lunghi e con solo 4 giocatori (Baldasso, Beane, Campogrande e Robinson, ma a voler star larghi) a remare, spesso furiosamente, per non soccombere alla corrente. Naturalmente non si possono dare solo demeriti a Roma: Pesaro è scesa nella capitale per prendere due punti fondamentali per staccarsi dal fondo della classifica e misurare il proprio valore: la squadra di Repesa, guidata da Massenat e Cain, senza sudare più di tanto, ha raggiunto l’obiettivo.

Sempre a Roma, in settimana, l’assessore allo sport Daniele Frongia ha sentito il bisogno di rispondere (via Facebook) ad un articolo del Messaggero sul disimpegno del Comune di Roma nella questione Virtus. Dal post emerge che il Comune non aveva potere di interferenza e naturalmente ancor meno di decisione, sugli affitti del Palaeur o sulle sponsorizzazioni per la squadra e che al riguardo erano stati favoriti dei contatti telefonici. Suona un po’ come un discorso tra liceali: “Io ti ho fatto avere il numero, se poi lei non vuole uscire con te, che ci posso fare?” E più o meno finora è andata così. Nel frattempo però l’assessore, che non ha nella comunicazione la sua dote migliore, non ha spiegato perché non siano ancora aperte le buste per i lavori di restauro del Pala Tiziano, la cui consegna era prevista nel maggio 2020 .

Subito dolo la quarta sconfitta consecutiva, Toti, il patron della Virtus, visto al palazzo dello sport in compagnia di alcune griffate, sorridenti e non identificate persone, ha parlato di qualcosa di più di un filo di speranza per la cessione della Virtus. Che questi fossero i tanto attesi americani (che nella città di Alberto Sordi evocano dollari e cappelli da cowboy) interessati all’acquisto della società, o degli amici della proprietà, o ancora dei figuranti ingaggiati per far pressione sui reali (?) interessati acquirenti guidati da Max Del Conte, non è dato sapere, ma di certo sarebbe ora di chiudere la sceneggiata con un comunicato societario che faccia chiarezza. Anche perché l’unico che domenica ci ha messo la faccia è stato Chris Evans che, come il miglior Capitan America, sebbene infortunato, ha chiesto ai tifosi sostegno e solidarietà per la Virtus.

Da una partita con gli spalti deserti a una che aveva anche il campo deserto: la gara  tra Treviso e Cantù è stata spostata a data da destinarsi, causa Covid, dopo la positività di Kennedy, Baparapé, Woodard, Thomas e Leunen, il caso pregresso di Smith e i sintomi di La Torre e Bayehe, Procida, Johnson e Pecchia. Se i tamponi confermeranno la diagnosi, praticamente tutta la squadra risulterà positiva, con il solo Smith (al quarto tampone negativo dopo l’infezione) che potrà allenarsi, ma da solo, visto l’isolamento anche dello staff e la probabile positività di alcuni giocatori delle giovanili aggregati alla squadra. La peggiore prospettiva si è verificata: l’infezione di tutta la squadra porta con se le riflessioni del GM Della Fiori che ha realmente paura di non poter proseguire il campionato. Difatti, data per certa l’impossibilità di scendere in campo contro Trieste, la prossima partita, Cantù al momento non ha neanche un piano di previsione per il rientro in palestra per gli allenamenti.

Era prevedibile? Sì, come era prevedibile che questo campionato si sarebbe giocato senza o con poco pubblico e che quindi sarebbe stato opportuno limitare gli investimenti per resistere e continuare a esistere. Come era prevedibile che occorresse far sistema tra le società di Serie A, per cercare di trovare soluzioni comuni, prima. Purtroppo ora nessuno sa cosa succederà, neanche chi lo dovrebbe spiegare agli altri. E tutti temono una situazione in cui le partite rimandate diventino troppe e difficili da recuperare (Treviso e Cantù non hanno altri impegni se non quelli del campionato nostrano) o addirittura si arrivi a una situazione in cui si giochino meno partite di quelle che si rimandano. La buona notizia, almeno al momento, è che nella “situazione Cantù” il buon senso ha prevalso e nonostante non ci fossero i 7 tamponi positivi previsti per spostare la partita, la Legabasket ha deciso in tal senso, evitando i teatrini, le polemiche e le carte bollate, viste già in altri sport.

In scia di Milano sono rimaste Venezia che ha avuto la meglio su Sassari in una partita dal punteggio  e dalle valutazioni altissime giocata a viso aperto e vinta grazie (anche) a una prestazione monstre di Bramos (28 punti e 4 rimbalzi per lui), e Brindisi, sempre meno sorpresa del campionato capace di vincere a Trieste, nonostante una media al tiro censurabile e grazie a un dominio ai rimbalzi che ha concesso numerosi secondi (e terzi) tiri. Sale a 6 punti anche Reggio Emilia che dopo aver perso il primo periodo, domina Brescia apparsa con le polveri bagnate. Lascia il fondo della classifica anche Trento che prima riaggancia Cremona al termine di un inseguimento durato tutto il secondo tempo e poi rompe un equilibrio quasi perfetto segnando due punti in più degli avversari nell'overtime.

Si va verso la sesta di campionato, con le due bolognesi che iniziano a dare segni di insofferenza per un campionato giocato senza pubblico e un presidente di Lega che esclude tassativamente che ci si possa fermare e che ci siano le risorse per fare una bolla sul modello americano. A prescindere dalle valutazioni che si possono fare sulle richieste della Fortitudo che non vuole giocare il derby fino a quando non saranno riaperti gli impianti al pubblico, rimane il fatto che le società sportive di Serie A devono organizzarsi da sole: niente bolle, niente contributi a pioggia dal governo, niente soldi dai tifosi. Sperando che sponsor, mecenati e amici del basket continuino a finanziare un movimento che al momento cerca di sopravvivere più che di vivere e che cerca di non essere scremato da una crisi che di improvviso ormai non ha più niente. 

Openjobmetis Varese - Virtus Segafredo Bologna 73-85

UNAHOTELS Reggio Emilia - Germani Brescia 83-67

Fortitudo Lavoropiù Bologna - A|X Armani Exchange Milano 71-82

Umana Reyer Venezia - Banco di Sardegna Sassari 99-92

Virtus Roma - Carpegna Prosciutto Pesaro 69-84

Allianz Pallacanestro Trieste - Happy Casa Brindisi 76-79

Dolomiti Energia Trentino - Vanoli Basket Cremona 85-83

1. A|X Armani Exchange Milano 10

2. Umana Reyer Venezia 8

3. Happy Casa Brindisi 8

4. UNAHOTELS Reggio Emilia 6

5. Banco di Sardegna Sassari 6

6. Virtus Segafredo Bologna 6

7. Acqua S.Bernardo Cantù 4

8. Dolomiti Energia Trentino 4

9. Openjobmetis Varese 4

10. Germani Brescia 4

11. Allianz Pallacanestro Trieste 4

12. Vanoli Basket Cremona 4

13. Carpegna Prosciutto Pesaro 4

14. De'Longhi Treviso 2

15. Virtus Roma 2

16. Fortitudo Lavoropiù Bologna 2