Basket

La pallacanestro in quarantena

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Gandini presidente della Lega di A, il limite del 12 giugno, il caos della A2 e il marketing di Banchero

Umberto Gandini è stato eletto presidente della Lega di serie A, dopo un’Assemblea dei club riuniti in videoconferenza. Succede a Egidio Bianchi e non è un dettaglio formale che la sua carica sia quella di presidente e non quella prevista, e inedita, da amministratore delegato. Insomma, niente commissioner all’italiana ma un uomo di sport, anche se non certo di pallacanestro, che cercherà di tenere uniti club che in comune hanno pochissimo. Pensiero cattivo di alcuni presidenti: inutile cambiare lo statuto per un dirigente, pur bravo, pronto a rispondere al richiamo della foresta calcistica.

Evitiamo di aggiungere parole sulla vita e sulla pallacanestro cambiate dal coronavirus, di sicuro la Serie A non può procedere con partite annullate poche ore prima del loro previsto svolgimento. In concreto, rispetto al calcio lo sport governato da Petrucci ha la possibilità di giocare anche ogni due giorni, senza enormi problemi fisici, quindi se davvero il 3 aprile la situazione migliorasse ci sarebbe tutto il tempo di mettersi in pari, magari tagliando la lunghezza delle serie dei playoff, per chiudere almeno due settimane prima del preolimpico di Belgrado, quindi entro il 12 giugno indicato dalla FIBA. Al di là di una stagione 2019-2020 che rischia di rimanere senza verdetti sportivi, non sfugge quale sia il vero terrore di tanti club: dover pagare tutti i giocatori senza poter rescindere unilateralmente il loro contratto.

Ancora più caotica la situazione in Serie A2, dove si è giocato sabato e anche domenica nelle città non considerate zona rossa per il contaggio. Mentre scriviamo queste righe ci sono società che hanno disputato tutte le 26 giornate della stagione regolare, altre che devono recuperare una partita e altre addirittura due. Siccome i campionati di A2 sono considerati sospesi fino a nuove indicazioni, è praticamente sicuro che a saltare sarà la fase a orologio, 6 partite a gironi incrociati, in trasferta contro le tre davanti e in casa contro le tre indietro in classifica. Ma come per la Serie A il problema non sarà tanto stare fermi fino al 3 aprile, quanto avere certezze per il dopo. Ecco, nessuno ne ha.

Quasi ad ogni puntata di Guerin Basket parliamo di Paolo Banchero e lui alla fine ci ha dato ragione, ufficializzando via Instagram la sua decisione di diventare cestisticamente italiano. E se Sacchetti lo metterà in campo prima del compimento dei 18 anni, già a Belgrado, sono fondate le possibilità che per tutta la vita giochi o possa giocare in quota italiani, lasciando libero in azzurro il posto per il naturalizzato. Tutto è stato fatto nella legalità, bisogna ricordarlo, ma questo non toglie che come cultura e come giocatore Banchero sia americanissimo. Al di là del passaporto del bisnonno, onesto lui nel parlare dell’Italia come di una opportunità di marketing, anche se a molti il discorso può dare fastidio. Più produttivo essere l’italiano numero 1 che lo statunitense numero 50.