Basket

Venezia a caccia di Trento: serie infinita?

Venezia è la seconda finalista dei playoff di basket di serie A. Sono servite 6 partite alla Reyer per riuscire ad avere la meglio sulla Scandone, e un solo punto di differenza nell’ultima partita ha definitivamente decretato vincitori e vinti. Il vento della sfida è girato probabilmente in gara 4, quando Avellino, davanti al proprio pubblico, ha avuto l’occasione di portarsi sul 3 a 1 e di mettere alle corde la Reyer. Purtroppo per Sacripanti però il 75 a 73 finale ha condannato i padroni di casa e impattato la serie, senza che la Scandone, di lì in poi, riuscisse più a vincere una sola partita. La Reyer ha mostrato delle lunghe rotazioni che hanno permesso a coach De Raffaele di arrivare nei momenti chiave delle partite con giocatori caldi, ma non affaticati. Il rendimento della squadra è andato di pari passo con quello di Peric. L’ala – pivot, su cui c’era grande attesa dopo l’incolore e sfortunata scorsa stagione, ha mostrato una grande intensità di gioco, in particolar modo in attacco, con la sola eccezione di gara tre, in cui Cusin lo ha letteralmente cancellato dalla partita. Buono anche l’apporto di Ejim, anche se il giocatore canadese è apparso in calo rispetto alle prestazioni della Coppa Dei Campioni europea. Qualche problema lo ha mostrato anche Stone, richiamato (pare) anche in campo da Brugnaro durante gara 2. Altro giocatore che ha ben reso è stato MarQuez Haynes, assieme a Filloy in grado di dettare i ritmi ma anche di trovare la via del canestro, quando serve. Assieme a lui Esteban Batista che ha retto l’urto degli avversari di reparto, portato respiro al gioco della Reyer, togliendo pressione agli esterni che ne hanno beneficiato con percentuali di tiro a tratti quasi incredibili. In crescita di rendimento c’è sicuramente Tonut che a 24 anni deve togliersi l’etichetta di “giovane che si farà” e giocare una finale scudetto da protagonista. La Reyer è apparsa squadra in piena forma, capace di alternare ritmo e gioco in attacco e di mettere pressione in difesa, dove ha saputo adeguarsi tanto alle giocate di Ragland e Green che agli isolamenti di Fesenko. Le premesse dicevano Venezia contro Milano, Trento pare più abbordabile, ma esserne convinti sarebbe un grave errore. Fesenko che si inchina in mezzo al campo e poi, piangendo, dall’alto dei suoi 213 centimetri, saluta il pubblico dopo gara 6 è l’uomo simbolo di Avellino, uscita ancora una volta in semifinale. La serie contro Venezia è stata la rappresentazione di una annata in cui, per vari motivi, la squadra di Sacripanti non ha reso con continuità, avendo una prima parte di campionato migliore della seconda e un inizio di playoff a dir poco tormentato. Il gioco perimetrale di Ragland, Logan e Green ha determinato una imprevedibilità negli attacchi della Scandone, ma spesso ha monopolizzato il controllo della fase offensiva della partita, escludendo dalle conclusioni Cusin, sempre più un fattore in difesa, e spesso anche Fesenko, meno dinamico di Jones, la cui taglia richiede di portare la palla vicino a canestro e che si è visto costretto più volte a rientri velocissimi in difesa dai contropiedi avversari. Poco prolifico in attacco è apparso Martin Leunen, mentre ha sorpreso il rendimento di Zerini, capace di suonare la carica per i suoi, con punti ma soprattutto grazie all’atteggiamento, sempre combattivo. Sacripanti ha spremuto la sua squadra, cercando e ottenendo il meglio da un gruppo che ha dimostrato di saper superare i propri limiti, ma che alla fine si è dimostrato inferiore (di poco) a Venezia. Resta il rammarico di non aver sfidato Trento in finale e di non aver potuto preparare le semifinali al meglio. Sabato 11 giugno si comincia la serie finale con il vantaggio campo a favore di Venezia e con Trento che avuto ha un turno in più per riposare, allenarsi e osservare gli avversari all'opera. Entrambi gli head coach sono italiani e alla loro prima occasione, con Buscaglia che è stato in odor ti taglio prima di stabilire il record di vittorie stagionale per il girone di ritorno. I pronostici dicono Reyer, ma la serie si preannuncia equilibrata e potenzialmente lunga.