Basket

Il popolo del PalaFantozzi

Finisce in gara 4, davanti al pubblico amico, la corsa playoff dell’Orlandina, debuttante che per non sfigurare si è tolta la soddisfazione, in gara 1, di andare a rompere le uova nel paniere in casa Olimpia, davanti al pubblico incredulo del Forum. Una serie tra due realtà molto diverse che convivono nello stesso campionato, paragonato più volte allo scontro tra Davide e Golia. Da una parte la regina del campionato, che ambisce a un posto al sole in Europa, ma che, proprio per questo, è costretta a vincere qualsiasi competizione in cui sia iscritta e a farlo anche in maniera convincente. Dall’altra la squadra che con una politica dei piccoli passi, un attentissimo scouting rivolto a giocatori rodati, ma in cerca di riscatto e una buona solidità societaria è riuscita a costruire un modello vincente, ora messo in pericolo dai nuovi regolamenti emanati dalla Federazione. La sconfitta di Gara 1 è certamente servita a Milano per prendere coscienza (una volta di più) dei propri limiti, e ha prodotto una reazione che, se non è servita a mostrare un gioco spumeggiante, ha moltiplicato gli sforzi dei giocatori di Repesa, riportati con la testa sulla serie. Sugli scudi Dada Pascolo, vera anima della squadra e unico italiano, assieme a Cinciarini, a meritare il campo. Bene il solito Simon, Hickman e Macvan, chiamato a fare i supplementari per l’assenza di Rakim Sanders, in turnover forzato. Capo d’Orlando chiude una grande stagione, ben cominciata e che in molti pensavano persa dopo l’addio di Fitipaldo, trasferitosi al Galatasaray e sostituito con Ivanovic. Stagione impreziosita dalle prestazioni di Diener, Tapic, Iannuzzi e Archie, spesso determinante dalla panchina. Qualche ombra sul futuro della società è data dal nuovo regolamento che obbliga le società di basket di serie A, nel giro di due anni, a dotarsi di un impianto da almeno 5.000 posti, (contro i 3.508 del PalaFantozzi), che tolti gli anziani e i bambini farebbe più di metà della popolazione di Capo d’Orlando (come chiedere all’Olimpia di ampliare il Forum a un milione di spettatori). Di Carlo Intanto pensa al futuro, la società anche. Speriamo pure la FIP. Gara 1 Olimpia Milano – Capo d’Orlando 80 – 87 L’Orlandina vince, con merito a casa di Milano e Giuseppe Sindoni, GM di Capo d’Orlando di soli 28 anni parla di fionde date ai suoi giocatori per tirare (forte) in fronte a Golia, che, va ricordato, gioca in un impianto che potrebbe contenere quasi tutti gli abitanti della città siciliana. Un duello che si preannunciava impari e che invece ha punito i padroni di casa, troppo rinunciatari, e anche qualche scelta di coach Repesa, come quella di dimenticare in panchina per quasi mezza partita Dada Pascolo, capace di produrre 24 punti, 3 stoppate e 3 rimbalzi in 21 minuti. Di Carlo si gode la prestazione super di Iannuzzi, con Tepic e Ivanovic che realizzano 30 punti in due. Gara 2 Olimpia Milano – Capo d’Orlando 95 – 83 La scossa presa in gara 1 è arrivata e ha destato i giocatori di Repesa, che dal sonno anno portato anche qualche incubo, specialmente nel primo quarto, chiuso in parità. La partita è gradevole e le due squadre si sfidano a viso aperto, con medie tiro identiche ma una netta superiorità a rimbalzo (che farà la differenza) per i padroni di casa. Bene Hicman e il solito Pascolo con Cinciarini ottimo anche in fase di realizzazione. Gli ospiti rispondono con Tepic e il leone Diener, sorretti da Ivanovic e Berzins. Gara 3 Capo d’Orlando – Olimpia Milano 80 – 94      Si va in Sicilia, dove l’Orlandina riceve l’applauso del proprio pubblico per l’impresa riuscita al Forum 4 sere prima. Inarrestabile l’Olimpia con Repesa che riesce a coinvolgere nel gioco anche Raduljica che segna 14 punti e cattura 4 rimbalzi e supplisce allo scarso contributo di Tarczewski, in campo solo 5 minuti. La prova dei giocatori di Capo d’Orlando è corale e il cedimento arriva solo nell’ultimo periodo quando la maggior profondità della panchina milanese fa la differenza. Gara 4 Capo d’Orlando – Olimpia Milano 62 – 77            Cala il sipario su Milano Capo d’Orlando, con una partita non in linea con il resto della serie. Non si gioca a viso aperto e Repesa mette in campo una difesa aggressiva che asfissia il gioco avversario e lo rende sterile, concedendo, pochissimo, nell’ultimo periodo. Quasi una prova generale per quel che aspetterà l’Olimpia nella serie contro Trento. Per l’Orlandina l’occasione di salutare i propri tifosi raccogliendo i giusti e meritati applausi, per una stagione ben al di là delle aspettative