Basket

Il messaggio a Gallinari (Guerin Basket)

Progetti. Egidio Bianchi in una intervista rilasciata ad una tv privata ha parlato della riforma dei campionati, sulla quale già nei giorni scorsi erano circolate numerose indiscrezioni. Il presidente della Lega ha parlato di scelte audaci, ma ponderate, che tengono conto da varie esigenze, incentrate sull’aumento del numero di squadre (si parla di 18 o 24) che negli anni a venire dovranno giocare in serie A. L’obiettivo a questo punto pare essere quello di riportare in serie A le piazze storiche, come Bologna, Treviso e Roma (ma anche Reggio Calabria, Livorno, Napoli, Trieste per dirne altre). Sembra quindi che non si voglia tener conto del fatto che queste squadre nelle serie inferiori ci sono finite per (de) meriti sportivi, o per fallimento economico e sono state sostituite da società che invece sono economicamente forti, o che nel tempo lo sono diventate. Non si capisce l’utilità di favorire la partecipazione alla serie A di una squadra che a stento sopravvive in A2, quando invece bisognerebbe lavorare per rendere solide le realtà esistenti. Immaginare che esistano 18 società sportive professionistiche in Italia è utopistico, 24 è illusorio. Dall’altra parte Petrucci, che dà per scontata una medaglia dalla spedizione di Messina agli "europei diffusi" di questa estate, ha deciso di dare credito alla Lega e di non imporre il proprio volere sulle riforme. La sensazione è che arriverà una soluzione condivisa, che non accontenterà nessuno, e che non toccherà quelli che sono i temi che molte cassandre stanno, da anni, indicando come centrali: il lavoro sui settori giovanili, la mancanza di italiani di valore, l’eccessivo ricorso a giocatori stranieri, per lo più scarsi, il mercato sempre aperto per i tesseramenti, la disparità di valori espressi dalle diverse squadre in campo. Intanto le squadre sono in piena volata playoff: obiettivo minimo o massimo, ma in ogni caso espressione di un dislivello abissale in uno sport dove non ci si maschera e raramente vince il più debole. Roventi i telefoni di agenti e procuratori, in cerca della “presa” che possa salvare una stagione. L’ennesimo straniero atteso come un profeta, o cavallo di ritorno (i pivot ex Olimpia in questo periodo vanno molto di moda) ma in realtà semplice turnista, che si accontenta di un contratto a gettone, pronto a volare in un altro paese o continente, a indossare un’altra canottiera in caso di eliminazione. Mentre chi non sarà tra le prime otto presumibilmente cederà alla tentazione dell’ennesima rifondazione. Scuse pronte. Sempre in tema playoff, Casarin, cui la parte alta della classifica o la sconfitta rimediata contro la Milano più debole dell’anno, non devono aver fatto bene, afferma che la squadra è arrivata (fatto non scontato) ai playoff e che è pronta a giocarsela con tutti, a patto di avere il roster completo. Suona un po’ di scusa: ”siamo forti ma a patto che…”, un mettere le mani avanti in un momento in cui c’è bisogno di bruciare qualche ponte alle spalle e soprattutto vendere cara la pelle, sempre e comunque. Scuse rifiutate. Amen: più o meno questa la risposta di Messina, dopo aver saputo che non è certa la partecipazione di Gallinari ai prossimi Europei. Il coach mestrino, troppo esperto per cedere alla tentazione di poggiare sulla partecipazione degli NBA (o ex) il successo della sua spedizione, sembra voler costruire un gruppo di giocatori italiani che giochino in Italia, solido, su cui inserire, eventualmente, le stelle di oltreoceano. Percorso difficile, ma senza scuse: quel che ho mi basta, se c’è di più meglio. Grazie coach, e speriamo che basti davvero. Milano batte Venezia e fa capire che a un mese dall’inizio dei playoff, la squadra difficile da battere resta l’Olimpia, che adesso farà di tutto per inserire al meglio il nuovo arrivo Tarczewski, con buona pace di Radulijca, sempre più impalpabile. La Reyer, prima tra le inseguitrici, è allo stesso modo impegnata nell’inserimento di Batista, chiamato a dare peso a un reparto storicamente atletico ma leggero. Trento perde in casa con Sassari che nell’ultimo periodo stringe le maglie in difesa e tiene gli avversari a soli dieci punti. La Dinamo a quota 30 riprende proprio Trento e tiene il passo di Reggio Emilia che interrompe la striscia vincente e, probabilmente, ridimensiona definitivamente i sogni playoff di Varese. Avellino vince contro Cantù grazie a una prestazione mostruosa dell’ex Ragland, autore di 33 punti con uno stratosferico 9 su 11 da 3. Al termine di un supplementare e di un ritiro punitivo di 5 giorni, torna alla vittoria Pesaro, che vince di un punto su Brindisi, al termine di una partita giocata a viso aperto e ricca di emozioni. Torna alla vittoria anche Caserta che inguaia Torino, grazie a una buonissima prestazione di Cinciarini, dato già a Bologna, sponda Fortitudo, da molti e invece rivelatosi fondamentale per Dell’Agnello: la salvezza non è raggiunta ma l’apnea pare essere finita. Ottima la prova di Brescia che grazie a Landry e all’ex Vitali regola Cremona, adesso sola in fondo alla classifica. Pistoia approfitta dello stop di Torino, batte Capo d’Orlando e si trova da sola l’ottavo posto della griglia playoff, che porta dritto verso Milano ma che garantisce comunque una post season.