Basket

I conti sempre aperti della Juve

La FIP ha controllato i conti della Juve Caserta, o meglio, ha controllato le carte relative ai pagamenti di Sosa (per i conti c‘è un certificatore apposta) e ha stabilito che la documentazione della Juve è regolare e che nulla è dovuto a chi ha vantato crediti, peraltro attraverso un post su Facebook. È qui la stranezza: si fanno i controlli per un post di un ex giocatore su un social network, quasi preso a pretesto per certificare che il movimento è sano. Tutto a posto quindi. Non proprio: la FIBA nel frattempo ha bloccato il mercato in ingresso della Juve, ma non per la questione Sosa. Dal 23 marzo è diventato esecutivo il BAT (Basketball Arbitral Tribunal) nei confronti della Juve per il caso di Marco Mordente, che ancora aspetta i soldi del suo contratto per la stagione 2014/2015. La Juve ha parlato di un fraintendimento, dovuto alla retrocessione della squadra che ha permesso alla società di non pagare il 20% deli stipendi dovuti al giocatore e ha annunciato ricorso alla FIP che, finora, tace. Non bastasse questo, nell’ultima partita, contro la Reyer, Daniele Cinciarini avrebbe rifiutato di entrare in campo per giocare gli ultimi secondi, dicendo di non sentirsela. A seguito di questo, mentre in attesa degli eventi si è messa la Fortitudo Bologna (Boniciolli gradirebbe molto il Cincia nel suo roster), il patron Iavazzi ha inviato una mail al giocatore chiedendo spiegazioni, dandogli cinque giorni di tempo per rispondere e prendere eventuali provvedimenti. Lontani i tempi dei Maggiò, che avrebbero risolto la cosa al chiuso di un ufficio all’interno dell’omonimo impianto, pare che l’attuale dirigenza, distratta da molte, troppe pendenze e questioni, stia perdendo di vista l’obbiettivo salvezza. Continua la competizione tra ULEB e FIBA, alla ricerca di squadre per le proprie coppe europee per la stagione 2017/2018. Si contrappongono due scuole di pensiero: la FIBA che vorrebbe la partecipazione alla Europe Cup Champions per meritocrazia e ranking in campionato, mentre la ULEB da parte sua preferisce premiare attraverso chiamata diretta (e con dividendi a dir poco interessanti) le società che hanno la capacità di programmare un futuro a medio termine e che sanno fare investimenti. Società virtuose, quindi, che abbiano impianti adeguati e progetti di crescita ben definiti. A disposizione per l’Italia ci sono sei posti, complessivi, tra Europe Cup e Champions (FIBA), Eurocup ed Eurolega (ULEB), forse troppi. Difficile trovare nel nostro campionato sei squadre che possano tenere anche solo il ritmo di una coppa europea da giocare durante il campionato nazionale. Figuriamoci vincerla. Milano perde una partita contro Pistoia e perde pure Kalnietis, infortunato durante l’incontro. Ossigeno puro, per la squadra di Esposito, i due punti guadagnati nel capoluogo lombardo, che portano la Flexx a 2 punti dalla ziona playoff, ma danno anche una gran carica alla squadra. Milano pare stanca delle innumerevoli partite di Eurolega che, inutili dal punto di vista della classifica, servono solo ad accumulare scorie nei muscoli dei giocatori, quando non arrivano a infortunarli. Venezia vince una gara letteralmente buttata via da Caserta, presentatasi a +6 all’ultimo giro di lancette e poi superata di 3 punti dagli ospiti sulla sirena finale. La Reyer così recupera due punti sulla capolista Milano e stacca Avellino, letteralmente asfaltata da Brindisi fin dal primo quarto, chiuso per 24 a 5 (tutti di Fresenko) per i padroni di casa. Trento vince contro Pesaro e aggancia Capo d’Orlando sconfitta da una rinata (a dir poco Varese). Un black out nell’ultimo quarto costa la partita a Cremona, che perde di un solo punto con Sassari, sesta in compagnia di Reggio Emilia, letteralmente esplosiva contro una arrendevole Brescia, che da cigno sta di nuovo diventando brutto anatroccolo. Torino vince con Cantù, che stacca di 4 punti ma, soprattutto, si riporta a soli due punti dalla zona playoff.