Basket

Tutta colpa di Kaukenas

Spogliatoi. A Reggio Emilia le cose non girano benissimo: una serie incredibile di infortuni (alcuni dei quali molto gravi) a cui è seguita una reazione, forse troppo lenta, della società hanno offuscato la prima parte di campionato e portato a uno stato di crisi culminato con il ritiro di Cervia. Si parla anche di litigi tra i giocatori, o meglio, non si parla di altro e sembra quasi che gli addetti ai lavori stiano cercando di attribuire le colpe dei cattivi risultati non a problemi tecnici ma a problemi personali tra i membri della squadra. Fattore comune della situazione il ritorno di Kaukenas, che avrebbe litigato con Aradori prima e Della Valle poi, rigato l’auto a De Nicolao e molestato la fidanzata di Gentile e chissà quante altre cose. Paterlini ha parlato di rottura dello spogliatoio e di mancanza di unità di intenti, così tanto per buttare benzina sul fuoco. Troppe voci, in un momento in cui l’ottavo posto, consiglia di tacere e lavorare. Nessuno vuole giocatori simpatici. Nessuno vuol perdere con armonia. Per vincere servono lavoro, umiltà e unità di intenti. Il resto sono chiacchiere, con le quali non si fa canestro. Panchine. Salta un’altra panchina in Serie A. Questa volta a rimanere senza squadra è Piero Bucchi, allenatore veterano, quest’anno sulla panchina di Pesaro. Non ci sono state dimissioni o licenziamento, ma risoluzione contrattuale, voluta dal coach dopo un diverbio con il presidente Costa. La squadra è stata subito affidata a Spiro Leka, pesarese di adozione, ex vice allenatore della prima squadra. Assieme al coach è stato subito tesserato Rotnei Clarke, guardia che deve rinforzare la rotazione degli esterni. Fa pensare che in un momento così delicato il cambio dell’allenatore sia dipeso non già da una scelta tecnica, ma da una litigata con il presidente. Una situazione caotica, dove si è perso l’obbiettivo comune e magistralmente riassunta in un post da Bianchini: “La VL Pesaro sembra il PD. Negli scontri interni al vertice prevalgono le contrapposizioni individuali piuttosto che l'interesse comune in una situazione di emergenza”. Milano ha tesserato Kaleb Tarczewski, lungo di 2.11 nato negli Stati Uniti, di origini polacche, che ha appena concluso la D-League con gli Oklahoma City Blue. Lungo dinamico e buon rimbalzista, Tarczewski ha dimostrato di avere buona mano e di saper giocare il pick & roll. Un segnale importante, con la squadra che si rafforza dopo una lunga serie di infortuni e che di fatto certifica la bocciatura di Raduljica, difeso ma ormai indifendibile anche da coach Repesa. Derby. A Roma è andato in scena il derby di riorno del campionato di A2. Anche in questo caso è saltato il fattore campo e la vittoria è andata alla Virtus Roma. La notizia è che ad assistere alla partita e a svegliare i fantasmi del Palatiziano si sono presentati in 3.000. Piccoli segnali di speranza, scintille di un fuoco su cui sarebbe opportuno soffiare e non versare acqua, come quella che cade dal tetto del palazzetto dello sport quando, per fortuna raramente, piove. La settima di ritorno dice che Milano è più forte degli infortuni (Fontecchio l’ultimo) ma anche di Sassari che, nonostante le parole di Stipcevic, che si è detto fiducioso sulla possibilità di battere l’Olimpia, ha perso in casa contro i milanesi. A tenere il passo di Milano, ma da distante, Venezia, che vince a Pistoia e si tiene a -10 dai leader di classifica e Avellino che risorge in casa di Reggio Emilia, di un punto e dopo un supplementare, al termine di una partita tirata e anche piacevole, con 31 punti di Aradori (cui forse la rivalità con Kaukenas non fa male) cui ha risposto Adonis Thomas con 24. Sempre più solida Capo d’Orlando che vince (grazie a un colpo di reni nell’ultimo periodo) su Cremona e si porta, da sola, al quarto posto in classifica. Malissimo Cremona, con Lepore che al momento si salva grazie alla poca solidità di Pesaro. Proprio la VL ha perso lo scontro salvezza on Varese, ripartita se non rigenerata grazie alla cura Caja. Torino blocca la corsa di Trento, infliggendole la prima sconfitta nel girone di ritorno e portandosi al settimo posto a due soli punti dalla Dolomiti Energia. Continua l’effetto Recalcati per Cantù: la MIA vince a Caserta, che raggiunge a quota 18, e inguaia coach Dell’Agnello, su cui erano circolate voci di una fiducia a tempo, scaduto proprio con la sconfitta nell’ultima giornata. Al momento però, per fortuna, Iavazzi ha confermato fiducia allo staff e al coach fino al termine della stagione.