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Rio 2016, il grande giorno della pallacanestro

Rio 2016, il grande giorno della pallacanestro

Redazione

16 agosto 2016

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Serbia-Croazia, Australia-Lituania, Spagna-Francia, Stati Uniti-Argentina. Questo è il tabellone da pelle d'oca che si è formato per il torneo olimpico di Rio in seguito alle ultime partite del gruppo B. Dopo la sconfitta con l'Argentina nella sfida finora più intensa del torneo, il Brasile aveva ormai poche speranze di passare il turno ma le ha tenute vive superando in scioltezza la Nigeria. Impossibile che nella seconda partita di giornata Ginobili e compagni riuscissero, stanchi com'erano, a reggere l'impatto di una Spagna che come è quasi sempre accaduto negli ultimi 15 anni (e nelle sue versioni con Scariolo in particolare) è entrata in forma durante il cammino dopo aver rischiato grosso all'inizio. Chi pensa a un dispetto ai brasiliani fatto dall'Albiceleste è doppiamente fuori strada: prima di tutto perché arrivando quarti gli argentini si sono consegnati agli USA (c'erano infatti poche speranze che una Lituania poco motivata battesse la Croazia, 'regalando' quindi un terzo posto giudicato, a torto o a ragione, più attraente del primo) e poi perché almeno a inizio partita l'Argentina ci ha creduto, prima che un'accelerazione della Spagna, merito di un grandissimo Rudy Fernandez, mettesse la partita su binari ben precisi al punto che Hernandez in prospettiva USA ha dato spazio alle seconde linee (gran partita di Laprovittola, sia pure in un contesto di garbage time) e fatto respirare tutti i suoi uomini migliori, da Scola a Nocioni passando per Campazzo, Ginobili e addirittura Garino, il cui atletismo contro gli americani sarà decisivo almeno per limitare i danni. La partita finale del girone è forse stata una recita, ma per quel poco che capiamo ben recitata: diversamente Kalnietis non sarebbe stato in campo 40 minuti, giocando oltretutto benissimo, e Valanciunas 33. La Lituania ha iniziato forte, ma nel secondo quarto la squadra di Petrovic ha fatto valere le sue superiori motivazioni (cioè evitare gli USA) prendendo il largo e resistendo senza troppi problemi alla rimonta lituana grazie a Saric e Bojan Bogdanovic: migliore in campo considerando tiro, difesa, rimbalzi e impatto sui compagni, un Kruno Simon che sta davvero disputando un gran torneo. Un gruppo interessantissimo, il B, con un'ultima giornata un po' così e la giusta eliminazione di Brasile e Nigeria: tutte e quattro le squadre passate con un bilancio di 3 vittorie e 2 sconfitte, segno ovviamente di grande equilibrio ma anche di limiti. Non riusciamo a non ripensare all'occasione buttata dall'Italia a Torino un mese fa, anche se Petrucci e i giocatori (molto meno Messina, invece) sembrano ormai averla presa benissimo. Quella dei quarti è la giornata olimpica che offre maggiori gioie agli appassionati di pallacanestro, senza bisogno delle gabbie del tifo. Domani si comincia alle 16, ora italiana, con Australia-Lituania: la forza fisica e mentale dei Boomers contro il flusso di gioco e di esecuzioni lituane, davvero impossibile una previsione. Stesso discorso per il superclassico Spagna-Francia, alle nostre 19 e 30: Gasol e compagni sono in crescita e inoltre hanno quasi sempre avuto la chiave per limitare l'atletismo dei francesi (ultimo dei mille episodi la semifinale europea dello scorso anno, per non citare il quarto di finale di Londra 2012), quindi sono leggermente favoriti anche se con leader relativamente logori, discorso che del resto vale anche per Parker e Diaw. Stati-Uniti-Argentina, alle 23 e 45, non dovrebbe avere storia se gli americani inizieranno con l'atteggiamento giusto in attacco: cioè passandosi il pallone almeno quel minimo, giusto per ricordare che questo è uno sport di squadra. Contro le tre squadre serie incontrate nel girone hanno sofferto e la cosa dovrebbe essere aver rappresentato una sveglia, anche se il livello emotivo e intellettivo della squadra sembra piatto. Il giocatore più atteso è Klay Thompson, fenomeno che in Brasile pare avere finora mandato suo fratello (e non il fratello Splash), ma è probabile che tutto si risolva con un po' di prodezze personali di Irving, Durant e Anthony, che nel contesto del basket FIBA si è sempre trovato benissimo. Alle 3 e 15 della notte un Serbia-Croazia pieno di significati che è superfluo spiegare: parlando di pallacanestro, la squadra di Djordjevic è più profonda e completa, mentre i croati sono più dipendenti dalle percentuali di tiro. Di sicuro il giorno dei giorni, per chi ama la vera pallacanestro. twitter @StefanoOlivari  

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