Olimpiadi

Argentina-Brasile, il cuore in un Campazzo

Dell'Argentina-Brasile che ha illuminato il torneo di pallacanestro di Rio bisogna scrivere a freddo, per non farsi travolgere da una retorica che verrebbe naturale osservando una squadra come quella di Hernandez giocare in linea con la sua storia ma molto al di là dei suoi attuali limiti fisici e tecnici. Per l'epica sportiva bisogna però essere in due e quindi applausi anche al Brasile, altra squadra piena di anziani, che ha offerto al proprio pubblico emozioni che non verranno dimenticate, al di là del suicidio tecnico alla fine dei 40' regolamentari, quando sopra di tre Magnano in modalità 'Popovich dei poveri' non ha ordinato il fallo e così Nocioni al termine di un'azione fra il rocambolesco e l'eroico (sul tiro da tre sbagliato da Ginobili rimbalzo offensivo di Campazzo, un metro e ottanta di statura, e riapertura per El Chapu che sulle punte come un ballerino, per evitare di toccare l'arco, ha messo il canestro dei supplementari) è riuscito a dare ulteriore vita all'Albiceleste. Va detto che il Brasile ha giocato complessivamente meglio e che nella prima parte della gara l'Argentina è stata tenuta in piedi soltanto dalle clamorose percentuali di tiro di Nocioni (alla fine per lui 37 punti, massimo in carriera in nazionale, con 11 rimbalzi di pura garra), mentre Scola sputava sangue nella marcatura individuale di Nené (una partita nella partita, bellissima) e un Ginobili sulle ginocchia sparacchiava da fuori e in generale non incideva. In attacco l'Argentina poteva per sua fortuna contare su un Campazzo cresciuto nel corso dei minuti, ma il Brasile ha sempre mostrato più soluzioni e anche più alternative uscite dalla panchina (per Giovannoni, Benite e Alex Garcia minuti di autentica trance agonistica), mentre quelle dell'Albiceleste hanno al solito dare tutto quel poco che avevano. Finalmente una gran partita di Garino, buonissimo atleta e anche una buona mano in momenti decisivi, che con Campazzo e Nocioni è stato in campo per quasi tutti i 50 minuti. Il più 8 a due minuti e mezzo dalla fine aveva fatto annusare a Magnano l'aria della qualificazione, ma qui Campazzo (per lui chiusura a 33 punti) ha dominato prendendosi liberi e segnando una tripla, che poi ha portato al finale che abbiamo detto. L'uscita per falli di Marcelinho Huertas, anche ieri molto positivo e concreto, ha tolto le sue palle dentro per Nené e azzoppato un Brasile meno perimetrale degli avversari (26 tiri da tre tentati contro 42), così al termine di una delle peggiori partite della sua vita Manu Ginobili, 39 anni, ha buttato tutto sé stesso nel prendere il rimbalzo offensivo che ha chiuso la sfida. Il bilancio degli scontri diretti nella storia dice adesso 39 a 38 per l'Argentina, che probabilmente ha buttato fuori dai Giochi gli eterni rivali. Albiceleste già matematicamente qualificata, non si sa ancora se come prima del gruppo B: è 3-1 come la Lituania, con Argentina-Spagna e Lituania-Croazia da giocarsi domani. 2 vittorie e 2 sconfitte per la Spagna, che ha triturato una svogliata Lituania, e la Croazia sorprendentemente caduta con la Nigeria, 1-3 per Brasile e, appunto, Nigeria, che si affronteranno nella prima delle tre partite dell'ultimo turno. Il Brasile di ieri dovrebbe vincere senza problemi con i campioni di Afrobasket, quindi la sua qualificazione è totalmente in mano all'impegno che l'Argentina nella seconda partita e la Lituania nella terza metteranno in campo. Visto che la Spagna con le marce alte è nettamente più forte dell'Argentina e che la Croazia può vincere con la Lituania, non è improbabile un arrivo di 4 squadre sul 3-2 che eliminerebbe matematicamente il Brasile. La cui unica speranza risiede... nell'Argentina, visto che è soltanto con la Spagna che la squadra di Magnano sarebbe in vantaggio nei confronti diretti, primo criterio per definire le posizioni a parità di punti. Sarà comunque un lunedì pieno di calcoli, ma non tali da farci dimenticare le emozioni di un'Argentina-Brasile che rappresenta uno spot per la vera pallacanestro contro il clima da circo che molti suoi dirigenti vedono e auspicano nel futuro di questo sport. twitter @StefanoOlivari