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Rio 2016, grande pallacanestro senza Curry e James

Il fallimento azzurro al preolimpico di Torino non deve farci dimenticare che a Rio il torneo di pallacanestro sarà di grandissimo interesse, nonostante una nazionale statunitense priva dei migliori giocatori NBA e una formula discutibile ma come al solito obbligata, almeno fino a quando le squadre da 12 non passeranno a 16 (poco probabile, anche se la lotta al gigantismo olimpico dovrebbe prima di tutto colpire sport semiclandestini). Due gironi da sei squadre, ai quarti le prime quattro di ogni girone, non si può dire sia complicato. Nel gruppo A dietro agli Stati Uniti di coach K dovrebbero finire, non sappiamo in che ordine, Francia e Serbia, ma siamo convinti che anche l'Australia possa fare un grande torneo al di là della scontata qualificazione ai quarti: la stella è chiaramente Andrew Bogut, ma Dellavedova, Mills, Ingles, Baynes e Bairstow formano una nazionale di primo livello, dove il grande vecchio è David Andersen, uno che Ettore Messina ha sempre non a caso tenuto nella massima considerazione. Nessuna speranza per Cina e Venezuela, quindi. Degli USA si sa tutto, inutile aggiungere altro su una squadra che pur lasciando in vacanza Curry, James, Westbrook, Paul e altri di livello non lontano vincerà l'oro in carrozza: squadra molto atletica e versatile, con l'unico problema di distribuire con il bilancino i minuti. Ha almeno sei uomini che, se cavalcati, potrebbero essere capocannonieri del torneo: Durant, Thompson, Irving, Anthony, George e Lowry... Francia e Serbia sono uscite tonificate dai rispettivi tornei preolimpici, la squadra di Collet potrebbe per l'ultima volta avere Tony Parker mentre quella di Djordjevic ha una leadership più distribuita (mancherà Bjelica, infortunato) e tutti giocatori tagliati su misura per il basket FIBA che però, per pubbliche relazioni (diciamo così), quando ci sono in campo gli Stati Uniti viene arbitrato diversamente. Nel gruppo B l'unica eliminata sicura è la Nigeria, per il resto può succedere di tutto, perché è vero che la Spagna di Scariolo è favorita ma è anche vero che in partita singola può perdere da Argentina, Lituania, dalla Croazia che purtroppo ben conosciamo e dai padroni di casa del Brasile. Commovente l'Argentina della generazione d'oro, dietro cui non c'è niente: Ginobili (39 anni), Scola (36), Nocioni (36) e Delfino (33), tutti campioni olimpici nel 2004 (ultima medaglia italiana in una grande manifestazione...), proveranno almeno a passare il turno, una partita la possono vincere contro tutti e siamo convinti che ce la faranno. Anche il Brasile di Huertas, Nené e Barbosa (Vareajao ha dovuto dare forfait causa ernia) è abbastanza avanti con l'età, anche se fra i giovani ha più talento e atletismo, mentre la Lituania di Valanciunas è completa sotto ogni profilo. Quanto alla Croazia, l'abbiamo vista... La Spagna campione d'Europa è all'ultimo urrah del gruppo di Pau Gasol, Reyes e Calderon, è la principale candidata all'argento (sarebbe il terzo olimpico consecutivo) ma l'assenza per infortunio di Marc Gasol è pesante. Come al solito tante alternative, forse troppe, fra gli esterni, ma da oltre 10 anni è una nazionale che fa notizia solo quando non va a medaglia. Mai dare per morti Ginobili, Scola e Nocioni, ma obiettivamente l'Argentina rischia ed è per questo che nel gruppo B si vedranno probabilmente le partite più tirate. Di sicuro un grande torneo, anche se dispiace che i migliori del mondo non ne capiscano o non ne sentano l'importanza. Cosa dire? Gli assenti hanno torto. twitter @StefanoOlivari