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La scossa del dopo Sacchetti (Guerin Basket)

La scossa del dopo Sacchetti (Guerin Basket)

Redazione

26 novembre 2015

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L’ottava giornata di serie A di basket va in archivio con il taglio di Sacchetti voluto da Sardara (Zamparini style), la vittoria di Cremona su Pistoia, la caduta di stile di Trento, ma anche con la resurrezione di Repesa, dato anche lui per tagliato e invece ancora saldo sul ponte di comando. Strascico di polemiche. Reggio Emilia vince contro Trento e si rimette in carreggiata raggiungendo gli avversari a quota 10 al secondo posto (in un grande condominio) in classifica. Menetti si trova con Kaukenas, Polonara e Aradori in doppia cifra e Gentile al volante di un’auto che a volte fa un po’ fatica. Trento perde partita e l’occasione per un ulteriore salto di qualità. Il suo presidente invece non perde occasione per prendersela un po’ con tutti e con un solo post su Facebook riesce a fare arrabbiare dirigenti e tifosi di Reggio Emilia, Flavio Tranquillo e la dirigenza Sky, la FIP e l’intera categoria arbitrale, salvo poi ritrattare tutto e chiedere scusa. Come disse qualcuno: un bel tacer non fu mai scritto, parole a vanvera, invece, tante. Discontinuità al potere. Varese impone il fattore campo e vince la sfida contro Bologna al termine di una gara giocata a sprazzi da entrambe le squadre. Proprio la continuità è una caratteristica che sembra mancare sia a Varese, che finora ha giocato un campionato al di sotto della sufficienza, che a Bologna che invece è molto al di sotto della sufficienza. Mattatore della partita Roko Ukic, straniero a gettone che sta decidendo assieme alla moglie (uomo di altri tempi il play croato) se rimanere a Varese o cercare fortuna in qualche squadra impegnata in Euroleague. Bene anche Galloway, e il duo Campani - Cavaliero. Valli non si nasconde dietro l’alibi Allan Ray (che comunque non si regala facilmente a nessuno) e la sua Bologna gioca una buona gara, con la sola eccezione del secondo periodo, chiuso con la miseria di 10 punti e tanti impianti. Bene Fells, Odom, Fontecchio e Mazzole, in ombra (tanta) il giovane Vitali. 4 contro 4. Ad Avellino va in scena una partita non bellissima ma combattuta, che richiede un supplementare per assegnare i due punti. Sul filo di lana sono i padroni di casa a fare propria la posta con un distacco di soli due punti sugli ospiti. La squadra di Sacripanti subisce a rimbalzo concedendo secondi tiri pesantissimi, ma in una partita dove le percentuali di tiro (tutte) non sono da serie A, le conseguenze non sono letali. Bucchi non ha nulla da rimproverare ai suoi per impegno e intensità, mentre qualcosa sulla lucidità mentale ci sarebbe da dire. Curioso poi che l’85% dei punti complessivi siano stati realizzati da 8 giocatori soltanto, quattro per parte. Distrazioni fatali. Finisce con un canestro di Jasaitis - lasciato colpevolmente solo su una rimessa in attacco allo scadere – la partita tra Torino e Capo d’Orlando. La vittoria va agli ospiti, mentre alla Manital rimane più di un rimpianto. Buona, per i padroni di casa, la partita di Mancinelli, autore di 19 punti, e di Giachetti, che chiude con 15. Male, per una volta, Ivanov, dato con una scarpa (e forse pure con la borsa da allenamento) in quel di Caserta (ma il suo agente smentisce) e trattenuto a forza per una settimana ancora (almeno) sotto la Mole. In attesa di debutto DJ White (si parla di sabato), in arrivo c’è Jerome Dyson, a cedergli il posto Dawan Robinson, mentre rimarrà in squadra Ian Miller. Equilibrismi. La partita più in bilico della giornata è quella giocata tra Caserta e Cantù, con gli ospiti che vincono di soli due punti al termine di una gara che non ha visto acuti o fughe ma che è stata molto combattuta. Tra i padroni di casa, le cui sirene cantano suoni melodiosi alle orecchie di Ivanov, Dario Hunt, con “soli” 204 centimetri di altezza è il rimbalzista di giornata (14 palloni arpionati per lui), mentre Cinciarini, venendo dalla panchina, diventa il migliore marcatore con 16 punti. Corbani si lustra gli occhi con Ross (finalmente in carburazione) realizzatore e rimbalzista di giornata e Hodge autore di 20 punti. Orgoglio o pregiudizio? L’Olimpia non convince: è colpa del coach. Si chiedeva a Milano una risposta. Si parlava di nuovi arrivi in quel di Piazzale Lotto, pronti a sedersi in panchina al posto di Repesa, rispettato ma, almeno finora, poco amato da tifosi e forse anche dalla squadra. Difficile spostare uno come Repesa – e non per la taglia – dal ponte di comando, almeno finchè non è lui a deciderlo. È uomo di mestiere e di navigata esperienza, capace di gestire situazioni diverse e il palmares parla per lui. L’orgoglio del coach è passato ai suoi giocatori che, messi di fronte alle proprie responsabilità, hanno reagito e annientato un avversario ostico come Venezia, con Gentile e Hummel a fare da traino per una squadra che ha una potenza di fuoco non paragonabile alle concorrenti italiane (in Europa, almeno finora, è tutta un’altra storia). Sull’altra panchina Recalcati non sorride e, tradito dai suoi pretoriani, non offre resistenza alla furia dei padroni di casa. Scarso (a dir poco) l’apporto di Goss, Green e Bramos, appena sufficiente quello di Peric e Owens. Tante domande e qualche dubbio alla Reyer, impegnata a cercare continuità di gioco e, soprattutto, di risultati. La scossa di Sassari. Per alcuni era nell’aria da tempo, per la maggior parte invece la notizia è stata un fulmine a ciel sereno: Sardara ha tagliato coach Sacchetti e affidato la squadra a Marco Calvani, avvisato in quel di Boston dove si trovava per un viaggio studio. La motivazione? Serviva una scossa. Facile dire che il taglio di un allenatore di solito non produce corrente ma, in ogni caso, la scossa è arrivata, con Sassari che ha travolto Pesaro al Palaseradimigni per 106 a 80. Buonissima la prova del quintetto base, cui si aggiunge il contributo di Stipcevic, che alla fine lascia solo 10 punti alla panchina. Buona anche la prova a rimbalzo della squadra e la fase difensiva. Il tutto con il nuovo coach ancora in tribuna. Il taglio di Sacchetti è parso come un regolamento di conti rimandato per lungo tempo e finalmente arrivato in scadenza: se è doveroso premettere che Sardara è il proprietario, e quindi può spendere i soldi come meglio gli pare, è altrettanto giusto ricordare che lo scorso anno la Dinamo targata Sacchetti ha vinto tutte le competizioni italiane a cui ha partecipato. La questione non pare finita qui e le dichiarazioni a seguire diranno quanto veleno c’è nella coda di questa situazione. Poco da dire su Pesaro, vittima sacrificale di una squadra in cerca di identità e di una situazione da arma bianca. Le partite da vincere sono sicuramente altre. L’all around che serviva. Cremona sfodera il miglior Vitali dell’anno e impone il secondo stop stagionale a Pistoia. Il capitano della Vanoli alla fine marca 17 punti, 5 assist e 4 rimbalzi, dimostrando di essere davvero un giocatore versatile e soprattutto che la sua assenza agli ultimi campionati Europei, passata quasi in sordina, ha pesato e non poco negli equilibri della squadra azzurra. Buona anche la prova di Cusin e di Whashington. Al di là dei singoli, la sensazione è che la squadra di Pancotto stia giocando in maniera corale, con pochi solisti. Una rarità al giorno d’oggi. Pistoia si presenta a Cremona con poca grinta, ancor meno concentrazione, e le polveri a dir poco bagnate. Impensabile vincere in una - seppur povera - serie A con percentuali da promozione, ancor meno pensabile se poi si lascia ai rivali il predominio sotto le plance. Un passo falso insomma, più di risultato che di gioco, ma … ci più stare. twitter @luigi_ceccon 8° Giornata Grissin Bon Reggio Emilia - Dolomiti Energia Trentino 69-65 Openjobmetis Varese - Obiettivo Lavoro Bologna 82-75 Sidigas Avellino - Enel Brindisi 83-81 Manital Torino - Betaland Capo d'Orlando 69-71 Pasta Reggia Caserta - Acqua Vitasnella Cantù 71-73 EA7 Emporio Armani Milano - Umana Reyer Venezia 87-65 Banco di Sardegna Sassari - Consultinvest Pesaro 106-80 Vanoli Cremona - Giorgio Tesi Group Pistoia 82-66

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