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Virtus Roma, realismo alla Toti o sogno alla Bianchini?

Virtus Roma, realismo alla Toti o sogno alla Bianchini?

Redazione

18 luglio 2015

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Dopo 35 anni di serie A la Virtus Roma si iscrive (motu proprio) al campionato di A2 per la stagione 2015-2016. Il presidente Toti in una conferenza stampa aveva parlato di ridimensionamento del budget, di necessità di trovare degli sponsor che, con un orizzonte temporale di almeno due anni, garantissero i contratti di giocatori e staff tecnico. Aveva anche dato dei tempi, una settimana, al termine della quale avrebbe deciso cosa fare, paventando la possibilità, non trovando acquirenti, di chiudere tutto e amen. Una soluzione estrema quella della dirigenza Virtus che in un comunicato apparso sul sito, parla del progetto "Casa Virtus" volto a radicare la squadra sul territorio, coinvolgendo i ragazzi romani in un settore giovanile al momento appaltato all'Eurobasket. Progetto che vede in città la concorrenza di Stella Azzurra di Germano d'Arcangeli, quest'anno campione d'Italia Under 15 e della SAM Basket di Roberto Castellano, una volta cuore della Virtus Roma, quella di Bianchini, campione d'Italia Under 19. Due società che da tempo svolgono con molta attenzione il loro lavoro sulle squadre giovanili, la prima guardando anche all'estero, la seconda con una attenta attività di scouting e ramificazione sul territorio e che stanno, da anni, raccogliendo grandissimi risultati. Difficile quindi il lavoro della Virtus in una città storicamente campanilistica, dove le società sportive più vecchie (Stella Azzurra, Virtus, Sam Basket, Eurobasket), non solo non sanno fare sistema, ma si dividono una base che si fa sempre più stretta e dove a questo punto mancherà il basket di vertice, quello che avrebbe dovuto catalizzare il grande pubblico. Difficile anche immaginare un palazzetto dello sport pieno in A2, campionato difficile ma meno spettacolare di quello di A, giocando il quale, non si riusciva comunque a riempire i 3000 posti di viale Tiziano. La Virtus è nel suo momento più difficile, senza un uomo simbolo, amato dai tifosi e che ci metta la faccia (l'altra Virtus, quella di Bologna, il fair play finanziario che ha impedito di prendere giocatori di alto livello, l'ha fatto spiegare ai tifosi da Villalta), senza una struttura societaria da cui ripartire (Nicola Alberani si è affrettato in quel di Avellino), con un presidente che non è amato dal pubblico e a guardar bene neanche dalla stampa e che mai come ora appare solo, e con il rischio di aver imboccato una discesa dalla quale sarà difficile risalire. Da chi e da cosa ripartire? Sulla riva del fiume, in questo caso il Tevere, c'è Valerio Bianchini, il Vate, l'unico a Roma capace di portare fosforo, risvegliare animi assopiti, accendere nuovamente i riflettori della stampa e della TV su una società con un brutto presente, un incerto futuro ma un passato da cui attingere a piene mani, solo a volerlo fare. Accanto a lui Marco Calvani, allenatore romano che tutti vorrebbero sul ponte di comando della Virtus, capace di portare entusiasmo e risultati e l'unico in grado di stregare i tifosi e portarli al palazzetto dello sport, a prescindere dagli avversari. Inoltre c'è bisogno di un manager professionista, che sappia camminare sul filo del coltello di un progetto che può essere ambizioso o fallimentare. Che dia una nuova immagine alla Virtus, rendendola vertice di un progetto che coinvolga la città, la squadra dove ogni romano innamorato della palla a spicchi, veda un punto di arrivo e non una occasione sprecata. C'è molto da fare in questa lunga estate, ma le decisioni vanno prese in fretta, presto si saprà.

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