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Cervi a primavera (Guerin Basket)

Si gioca la diciottesima giornata, con il big match tra Venezia e Milano, con i lagunari che provano ad approcciare i primi della classe e Milano che si giostra tra una coppa amarissima e un campionato forse troppo facile. Da scintille lo scontro tra Brindisi e Sassari, mentre Pistoia sfida Cremona e Cantù ospita Trento. In coda Caserta e Pesaro sono a caccia di Punti rispettivamente con Bologna e Avellino. Enel Brindisi - Banco di Sardegna Sassari 76-74 Brindisi vince al fotofinish e con un canestro (da due) di scarto su Sassari, che ora insegue a soli due punti di distanza, da quinta in classifica. La partita gira su un tira e molla ballato per quattro quarti, che nel terzo periodo per Brindisi diventa un incubo, ma proprio quando tutto sembrava perduto, la squadra di Bucchi trova in Jacob Pullen il suo eroe. Proprio da una penetrazione di Pullen infatti arriva il vantaggio di Brindisi che la squadra di Sacchetti non riuscirà più a ricucire. Accanto a Pullen, coraggioso autore dell'ultima stoccata, brilla per Brindisi la stella di Mays, criticato dopo Caserta e quasi in odor di taglio, ma capace di 17 punti e 18 rimbalzi, equamente divisi tra attacco e difesa (e provenendo dalla panchina). Chiudono la pattuglia dei realizzatori James con 13, Denmon con 14 e Turner con 11. Solo 5 punti (ma bastevoli) dal resto della truppa. Un bel modo di ripartire per Brindisi: fermare un treno in corsa come quello di Sassari deve far piacere. L'appagamento del primo obiettivo stagionale pare passato, ora l'obiettivo potrebbe essere il quarto posto, che da lì, i playoff sono tutta un'altra cosa. La Dinamo inciampa in quel di Brindisi, dove perde la guerra ai rimbalzi e non trova neanche una discreta media al tiro. Quando si perde di due punti ci sono molti rimpianti, ma Sassari deve riflettere sull'incapacità di chiudere la partita dopo essere riuscita a mettere Brindisi alle corde, in un terzo periodo vinto per 26 a 12. Scarso l'apporto di Sosa (4 punti) di solito molto più impattante provenendo dalla panchina, buoni Sanders con 20 punti, Logan con 13 e Lawal con 10, come per Chessa. Sacchetti vede allontanarsi la vetta della classifica, e la Dinamo non riesce a consolarsi in campionato dalle amarezze di una Coppa avara (e amara) di risultati. Per la coppa il dentro o fuori (fuori) è con il Banvit Bandirma, per il campionato la corsa è lunga, ma sempre meno. Vanoli Cremona - Giorgio Tesi Group Pistoia 75-81 Cesare Pancotto, Coach di Cremona, probabilmente sta ancora guardando le statistiche della partita per cercare di capire cosa sia successo alla sua squadra, che ha vinto la gara nella valutazione, nei rimbalzi, nelle statistiche al tiro da due, ma ha perso sul campo. Capitan Vitali si è rivolto ai giovani, invocando un apporto e un atteggiamento più maturi, ma sul risultato pesa sicuramente l'infortunio di Cusin, che ha dato via libera ai lunghi (il lungo a dire il vero) avversari. Poco ispirato nei passaggi Vitali che chiude a 16 punti e solo due assist, e che con Clark (18 punti) e Hayes (15) guida la pattuglia dei migliori realizzatori della sua squadra illuminando il buio di una panchina davvero poco prolifica. Pancotto deve sicuramente richiamare i suoi e porre l'accento sulla fase difensiva, che ha permesso 27 punti a Pistoia nell'ultimo quarto (il tempo degli uomini, come dicono i colleghi che giocano a rugby) e che doveva fare di più. Ora Cremona è nel gruppone a 16 punti e la prossima trasferta a Capo d'Orlando è davvero insidiosa. Pistoia a Cremona assomiglia alla squadra aggressiva dello scorso anno, capace di impensierire anche Milano nella sfida playoff: sotto il primo quarto, la squadra di Moretti ricuce si porta in parità nel secondo e nel terzo, quindi sferra il colpo del KO nell'ultimo periodo. Bene Brown con 21 punti, Williams con 17, e Milbourne con 13. Una menzione speciale per Amoroso che, fuori Cusin, domina a rimbalzo catturando 12 palloni. Sempre per smentire le statistiche, chi le fa e chi le legge: Cremona è la squadra che subisce meno tiri da tre del campionato. Moretti forse non lo sa e manda per 4 volte i suoi a tirare da 3 negli ultimi due minuti, ammazzando la partita e le speranze di vittoria di Cremona. Acqua Vitasnella Cantù – Dolomiti Energia Trento 110 – 84 Cantù vince, convince a stravince contro Trento, perdendo solo l'ultimo periodo, ma di tre punti, dopo aver vinto gli altri di 29 punti complessivi. Sacripanti vuole fosforo in campo e apre l'incontro con i due playmaker Johnson-Odon (che chiuderà con 22 punti) e Gentile (9 punti per lui) assieme a Jones (6 punti), Shermadini (12) e Buva, vero Bomber con 24 punti a referto e il 90% da due. Difficile trovare una smagliatura nel perfetto gioco dei Canturini: buonissime le percentuali complessive di tiro, vinto il duello a rimbalzo, doppiati gli avversari nella valutazione. La crisi pare alle spalle, o quanto meno Cantù non si è lasciata invischiare in dinamiche autolesioniste e distruttive, ritrovando il filo interrotto. Ora parte la lunga cavalcata verso i playoff. Trento non si è presa una pausa: si è fermata e al momento non sembra in grado di ripartire, avviluppata in una crisi ci cui la mancanza di risultati è solo un sintomo. Completamente dominata da Cantù, L'Aquila ha mostrato una pessima condizione di forma, da cui è scaturita l'incapacità di star dietro alle giocate del duo Johnson-Odom – Gentile. Con Mitchell con le polveri bagnate (7 punti per lui), l'attacco di Trento poggia sulle spalle di Sanders, Owens e Spanghero, capaci di 43 punti in tre, aiutati di Pascolo (8 per lui) e Baldi Rossi (9). 84 punti comunque potevano essere sufficienti, se non a vincere, quantomeno a non sfigurare, ma lasciare 110 punti agli avversari è stato letale. Ora c'è Brindisi, vera e propria macchina da rimbalzi, e con un Pullen in stato di grazia: davvero un bel test. Pasta Reggia Caserta – Granarolo Bologna 81 – 76 Caserta vince la quarta partita di fila, aggancia Pesaro e anima un pubblico che finalmente si riconosce nei ragazzi che vede in campo. Coach Esposito è riuscito a creare un gruppo che risponde a regole molto semplici come aggressività in difesa e personalità in attacco, e ha dato a tutti un aut aut che suona come: chi c'è c'è, chi non se la sente a casa. La truppa ha risposto e i risultati sono arrivati, con Ivanov a fare da guida in attacco (29 punti 6 rimbalzi e 36 di valutazione per il giocatore bulgaro), Moore e Scott a catturare rimbalzi (rispettivamente 10 e 12), Vitali ormai definitivamente sbocciato (14 punti) e gli altri a far quel che serve, quando serve. I risultati si vedono, la salvezza di Pesaro non è più così scontata e, dopo quella dei marchigiani, altre panchine potrebbero salare, proprio grazie ai risultati di Caserta. Bologna ferma a tre vittorie consecutive la sua striscia vincente, su un campo diventato difficile come quello di Caserta. Nonostante il buon avvio (17-20) la squadra di Valli non riesce a mantenere il controllo del match e paga la maggior aggressività degli avversari. Bene Hazell che chiude con 21 punti, Reddic (altro giocatore rispetto quello visto a Pesaro) con 24 punti e 9 rimbalzi, e Okaro White, capace di 10 punti e 12 rimbalzi. Sottotono Gaddy (7 punti per lui), in bianco Imbrò, poco coinvolti Ray (solo 4 punti), Fontecchio e Mazzola (4 punti anche per loro). La Virtus Bologna naviga in acque tranquille: si trova esattamente a metà classifica, senza particolari patemi e i due punti di penalizzazione al momento non influiscono molto sulla classifica. Il rischio però è che vengano a mancare gli stimoli e si perdano di vita ai playoff. Grissin Bon Reggio Emilia – Openjobmetis Varese 86 – 70 Reggio Emilia mette un'altra tacca sulla pistola, stavolta a spese di Varese (che avrebbe fatto volentieri a meno di questo trattamento), consolidando il secondo posto in solitario (Milano – Venezia ha lasciato il segno) alle spalle di Milano (che fa campionato a se). Bene Polonara (ex di turno) che finisce la partita con 11 punti e 12 rimbalzi, accanto a lui, tutto il quintetto base, guidato da Cervi (top scorer) che chiude con 16 punti e 12 rimbalzi, Cinciarini con 14 punti, Diener con 11 e Silims con 12. Reggio Emilia ha trovato una sua collocazione nel gruppo di testa e dimostra carattere e forza nell’affrontare gli inseguitori e anche le squadre del fondo classifica, sulla carta partite facili ma sul campo no. Squadra che siamo curiosissimi di vedere in primavera e ai playoff. Continua la pessima annata di Varese, invischiata in una crisi di gioco e di risultati, affogata da medie di tiro da campetto parrocchiale. Difficile pensare di poter vincere con il 38% da 2 punti e il 28 da 3. Se poi si mettono in cascina 11 rimbalzi in meno degli avversari, che finiscono per campeggiare nell’area pitturata, la debacle è completa. Pessima la prestazione di Maynor (4 punti in 33 minuti), giocatore di ben altro livello rispetto a quello visto finora, reggono il campo solo  Rautins con 20 punti e Callahan con 14, scaturiti però da troppi tiri tentati. La sensazione è che i nuovi arrivi non si siano ambientati ancora e che l’ingranaggio fatichi (troppo) a girare. L’unico rimedio in questi casi è il tiro da fuori, ma per necessità e non per virtù. E non entra spesso. Acea Roma - Upea Capo d'Orlando 67-63 In un palazzetto dello sport pieno (o vuoto) per metà, la Virtus vince una partita che bella non si può definire ma che serve a una classifica che segnava allarme rosso (ora poco meno rosso, ma sempre in allarme).  A portare letteralmente la squadra sulle spalle sono Bobby Jones e Jordan Morgan, che spostano il gioco vicino a canestro dove, e questa più che una novità è una vera e propria rivoluzione, Steipcevic e d’Ercole (5 punti in due) ma anche Triche (8 punti, 6 in penetrazione e 2 dalla lunetta), cercano il pivot o il mismatch che coinvolge l’ala o la guardia di turno. In una serata dove Roma tira con 2 su 23 da fuori e cattura 33 rimbalzi (1 in meno degli ospiti), la vittoria viene proprio di la, da quella ventina di punti raccolti nel pitturato, sfatando un tabù che durava dalla prima giornata. Completano il lavoro le penetrazioni di Gibson (14 punti) che, anche lui abbagliato dalla luce sulla via di Damasco, non si limita al tiro dalla lunga (spesso troppo) distanza. Come dire: c’è vita oltre i tre punti. Capo d’Orlando sale a Roma accompagnata da almeno 150 tifosi, rumorosi e molto partecipi. L’Orlandina gioca una partita attenta, subisce il primo quarto, rientra, si porta in vantaggio, ma si spegne nel finale, forse un po’ sulle gambe e tradita da Archie (12 punti alla fine) che paga la lunga permanenza in panchina per falli (di cui il quarto pare proprio cercato) e non trova ritmo e punti. Un’occasione persa, visto il vantaggio mantenuto fino all’inizio del quarto periodo, quando le forze e la mira vengono un po’ meno e Roma segna 22 punti (contro 16). Prossimo test Cremona: l’occasione per un bel passo in avanti. Consultinvest Pesaro - Sidigas Avellino 62-77 Un viaggio all’inferno ma senza ritorno la partita di Pesaro, squadra a tratti anche bella e che soffre non di amnesie ma di veri e propri (e lunghi) collassi. In questo caso la perdita di conoscenza è avvenuta nel terzo periodo, quando la Consuntilvest ha subito un parziale di 24 a 0 da cu non si è ripresa (e sarebbe stato strano il contrario). Impressionante la serie di tiri sbagliati (per scelta e risultato) messi insieme dalla squadra di Paolini, palpabile la tensione e visibile lo sconforto sui volti dello staff tecnico, Ario Costa in primis. Difficile appigliarsi a qualcosa dopo una partita così, quando di fatto Pesaro ha consegnato la vittoria nelle mani di Avellino. Statistiche a parte, una vera e propria sventura, con Caserta apparentemente appaiata ma in realtà davanti per via dello scontro diretto. Avellino subisce Pesaro per i primi 20 minuti, quasi accontentandosi di non sfigurare lontano da casa, poi, nel terzo quarto, vista la crisi degli avversari, martella il canestro di Pesaro con una freddezza e una precisione a dir poco chirurgiche portandosi a casa partita e anima (quel poco che ne rimaneva) dei vinti. Vero dominatore Banks (che chiude con 27 punti), accompagnato da Harper (20 e 6 rimbalzi) e Anosike (poco prolifico – 10 punti – ma con 10 rimbalzi conquistati). Una vittoria importante per Vitucci, che rimane nel “gruppone” a quota16. Umana Reyer Venezia - EA7 Emporio Armani Milano 74-84 Partita altalenante quella di Venezia che ha potuto misurare sul campo la distanza tra le proprie ambizioni e lo scudetto e provare a battere, ma senza riuscirci, i primi della classe. Recalcati vista la mediocre serata di Peric (“solo” 13 punti e 2 rimbalzi per l’ala)  trova nei pretoriani Goss  (che segna 21 punti in 23 minuti) e Ortner (15 punti e 9 rimbalzi) i punti cardinali di una squadra che fatica a trovare la strada. Male il tiro da 3 (20 % appena) e pessima, per non dire da minibasket, la media dalla linea della carità che si attesta sul 50%.  La partita ha evidenziato i limiti di Venezia, che ha subito l’intensità e l’aggressività di Milano sulla partita secca, la conseguenza è il terzo posto in classifica a vantaggio di Reggio Emilia, ma si sa: Milano arriva per tutti. Milano infila la 13esima vittoria di fila, grazie a una buona prestazione di una squadra che al momento, nel bel paese, deve temere solo se stessa. Hackett (15 punti) è rientrato subito nel ruolo che aveva lasciato vacante portando intensità, leadership e molti punti nello score dell’Olimpia. Buona la prestazione di Kleiza (14 punti) che forse sente la competizione con Peric e si sveglia, così come buone sono le prove di Brooks (15 punti) e di Samardo Samuels, capace di 18 punti e 5 rimbalzi. Un bravo va sicuramente a coach Banchi, in grado di tenere sempre concentrati i suoi evitando cali di tensione e di concentrazione contro chicchessia e soprattutto riuscendo a impedire alle tossine della coppa di far danni anche in campionato. Luigi Ceccon, per Guerin Basket