Altro

Il derby perfetto di DeQuan Jones

Si riparte dopo la pausa, un girone di ritorno che dirà chi (oltre se stessa) potrà mettere in pericolo la supremazia di Milano e chi sarà retrocessa tra Pesaro e Caserta (con forti indizi per la seconda). Molti volti nuovi faranno il loro esordio in questa giornata, così come i giocatori che hanno cambiato casacca che avranno 15 partite per dar ragione a chi ha venduto o a chi ha comprato. Il match clou della giornata è a Cantù, dove Pozzecco spera di esultare (magari in maniera più composta) di nuovo mentre Sacripanti vuole pareggiare il conto.  Attenzione anche su Venezia, Sassari e Reggio Emilia, pronte a riprendere la corsa dietro la locomotiva Milano. EA7 Emporio Armani Milano - Vanoli Cremona 94-61 Milano demolisce Cremona e si porta a 11 vittorie consecutive, unica nel gruppo di testa a non segnare mai il passo e a dettare il ritmo di quella che era una marcia e adesso pare una galoppata verso lo scudetto. Impressionante la difesa della squadra di coach Bucchi, che concede agli avversari solo 6 punti nel primo quarto e 13 nel terzo, mentre sembra rifiatare (ma poco) nei periodi pari.  In attacco brillano Joe Ragland (22 punti e 31 di valutazione) e Alessandro Gentile che realizza solo 13 punti con un 29 di valutazione che nasce da 7 rimbalzi e altrettanti assist (il tutto in 25 minuti scarsi). Bene anche  il solito Brooks (14 punti) e James e Moss con 11. Unica nota stonata di Milano la partita di Kleiza che ancora non conosce i toni del grigio e quando non è bianco è nero come la notte (-3 per lui di valutazione in 9 minuti).  Milano dimostra di saper vincere sempre e comunque, Banchi tiene i suoi alla frusta, non ammette cali e non tollera atteggiamenti di sufficienza. È contento, ma a metà, sempre e comunque, ben sapendo di essere condannato a vincere uno scudetto dato per scontato, ma guardando una coppa che probabilmente non prenderà la via del Duomo neanche quest’anno. Cremona parte fortissimo, piazza un bel 4 a 2 a Milano, subisce qualche azione, poi segna Vitali,  poi si spegne la luce e si ritrova sotto 22 a 6 dopo dieci minuti: difficile rientrare da un primo quarto così. Esponenzialmente più difficile se davanti hai Milano, un deficit di 15 rimbalzi e una media decente solo dalla linea della carità. Il massimo sforzo arriva nei secondi dieci minuti di gioco quando i ragazzi di Pancotto trovano il canestro con più continuità, ma non riescono a frenare in nessun modo gli attacchi di Milano: gran fatica, ma periodo che si chiude 24 a 24. La differenza la fa proprio la difesa, che non riesce a disporsi mai in maniera efficace e viene letteralmente tagliata dalle giocate di Gentile e di Ragland, veri e propri assist dispenser della serata. È vero che nei due punti a Milano non ci sperava nessuno, ma è altrettanto vero che si può perdere anche senza essere cancellati dal campo. Granarolo Bologna -  Banco di Sardegna Sassari   80-75 Bologna sfrutta il doppio turno casalingo e dopo la partita vinta contro Trento, concede il bis vincendo contro Sassari una gara difficile ma  sempre ben giocata. Con l’occasione presenta al pubblico Reddic che ha fatto i 152.9 km che separano Pesaro da Bologna, per cambiare  franchigia e rinforzare il settore dei lunghi della Virtus. In settimana Valli aveva chiesto il contributo di tutti e tutti hanno risposto all’appello: 9 i giocatori a referto, con Ray e Hazell migliori realizzatori con, rispettivamente, 16 e 15 punti. Bene anche Mazzola e Gaddy con 10 punti, sua altezza Cuccarolo con 9 punti e 4 stoppate mollate in giro, White con 7 (ma pesantissimi) punti, Reddic che realizza 6 punti in 10 minuti di gioco e Imbrò e Fontecchio che si iscrivono a referto con 3 e 4 punti. La squadra ha saputo guidare l’incontro, subire i colpi di Sassari senza mai cadere  e nell’ultimo quarto, dopo aver dominato nel gioco in area grazie alla stazza, ricorrere a un gioco dinamico e ben distribuito contro i più veloci e piccoli avversari. Una prova matura insomma, in attesa di replicare, magari in trasferta. Sassari inciampa a Bologna, dopo una corsa che durava da 5 giornate senza sconfitte. Brutta la serata al tiro degli uomini di Sacchetti, con medie da prima divisione o giù di lì: 29 % da 2, 40 % da 3 e 59 % ai liberi. Bene in attacco il solito Logan con 20 punti, seguito da Sanders con 16 (ma al prezzo di una media imbarazzante) e da Sosa, preciso solo dalla linea della carità. 9 punti per Lawal e Dyson. Sacchetti (Brian) festeggia la sua duecentocinquantesima presenza in serie A con 2 punti in 24 minuti, mentre Sacchetti (Romeo) si danna l’anima in panchina cercando un quintetto che gli dia aggressività in difesa e punti in attacco. La serata non è fortunata, la palla non entra e gli attacchi sono macchinosi, ma  tornado sui liberi: la Dinamo chiude con 13 su 22, con una media da serie A avrebbe vinto la partita tirando dalla lunetta. Umana Reyer Venezia  - Sidigas Avellino 79-71 Venezia inizia il girone di ritorno con una importantissima vittoria su Avellino che porta morale, punti e secondo posto in solitaria. In una serata in cui Ortner realizza 6 punti, Viggiano 5 e Ress neanche uno, l’attacco dei lagunari passa per le mani di Jackson (11 punti), Goss (14 punti e 5 assist), ma soprattutto di un monumentale Peric, che chiude con 28 punti,  9 rimbalzi e 38 di valutazione. Molto anzi moltissimo il talento a disposizione di Recalcati in questa squadra: la solidità di un incontenibile Peric e l’esperienza e la precisione di capitan Goss  permettono di sopperire alla discontinuità delle prestazioni del trio senese e di Stone e Dulkys. I sogni di gloria orogranata però passano per la crescita e la  continuità di prestazioni di tutti gli elementi della squadra, in particolar modo in vista degli scontri con i primi della classe e, più in là, dei playoff. Avellino prova a vincere sul campo della Reyer, mette spesso il naso avanti, ma non riesce nell'allungo finale, lasciando ai lagunari la posta in gioco. Bene, anzi benissimo, Cavaliero e Banks, entrambi con 16 punti, seguiti da Gaines con 12 e Haga con 11. In difficoltà il temutissimo Anosike, ben limitato da una difesa ad hoc (Recalcati la sa lunga) che chiude con solo 6 punti ma catturando 11 rimbalzi. La Scandone soffre la difesa di Venezia e non riesce a replicare agli ultimi guizzi della Reyer, chiudendo l'incontro con delle percentuali pessime da tre e (udite udite) dalla linea dei tiri liberi (50 %). Cavaliero è stato l'unico Italiano a andare a referto (Viggiano a parte) sui 24 giocatori della partita. Con una media di tiro decente i campani avrebbero vinto e sul velluto, invece i pochi tifosi giunti da Avellino se ne tornano a casa masticando amaro, mentre quelli di Venezia cantano salutando per l'ultima volta Bruno dei Rossi, in arte Strigheta, per i più un gondoliere, per gli altri un maestro del remo e una persona gentile.
Giorgio Tesi Group Pistoia- Upea Capo d'Orlando 94-73
Pistoia vince lo spareggio con Capo d'Orlando, che strapazza per la seconda volta in questo campionato, al termine di una partita molto spettacolare e giocata su dei ritmi quasi forsennati. Impressionante la prova di squadra che porta i ragazzi di coach Moretti ad avere fino a 30 punti vantaggio e che consente a tutti i Pistoiesi di andare a referto (con la sola eccezione di Mastellari, tradito da un ferro ingrato proprio sul suono della sirena finale). Ispiratissimo Cinciarini, che chiude a 18 punti, subito a ruota Easley e Williams con 14 punti a testa e Filloy con 10. Importanti anche i 10 minuti di spazio per Davide Moretti, chiamato a sostituire Brown: il ragazzo classe '98 tiene il campo come un veterano. Capo d'Orlando, per dirla alla Griccioli, non perde la partita, ma dimentica proprio di giocare. Il coach dopo la partita va giù abbastanza duro e, senza mezze misure, se la prende con i suoi e con il poco gioco espresso. L'occasione era buona per rendere pan per focaccia a Pistoia e soprattutto per portarsi due punti avanti, cosa che non avviene e adesso sono i Pistoiesi a guardare negli specchietti retrovisori l'Orlandina. Bene i soliti Archie, Hunt e Henry (19, 17 e 13 punti), poco davvero per gli altri, con Basile (fresco quarantenne) e Soragna che realizzano 10 punti, ma in due. Griccioli deve lavorare e parecchio per dare un'impronta diversa al girone di ritorno e soprattutto per evitare brutte sorprese. Consultinvest Pesaro - Enel Brindisi 93-101 Pesaro inizia il girone di ritorno, in panchina siede Paolini al posto dell’esonerato dell’Agnello, e a tenergli compagnia nell’esordio casalingo anche Wright (26 punti per lui) e Lorant (12 punti e 7 rimbalzi), chiamati a dare il loro contributo fin dal primo minuto. L’avversario non è di quelli facilmente abbordabili, ma Pesaro dimostra di non aver perso gli antichi vizi e nel contempo di non aver trovato nuove virtù, ripetendo lo stesso copione delle partite precedenti. Subito sotto, non mette mai la testa avanti e subisce il gioco degli avversari fino a 5 minuti dal termine, quando tenta una tardiva e inutile rimonta (copia conforme di quanto successo in quel di Caserta) e chiude la partita a – 8. Ross realizza la bellezza di 37 punti, con un 15 su 15 ai liberi e 15 rimbalzi (mettiamoci pure uno stratosferico 48 di valutazione) ma sembra più una necessità, quella di trovare punti anche per i compagni, che una virtù.  Un attacco così prevedibile va facilmente in sofferenza in particolar modo se la difesa non riesce a contenere i giocatori avversari e Pesaro concede a Brindisi 101 punti: troppi per sperare di vincere, in particolar modo in casa.  Paolini, appena insediato, aveva predicato calma per l’ambiente societario e grinta da mettere in campo: a occhio serve anche altro. Brindisi ritorna alla vittoria ritrovando un avversario nuovo rispetto a quello che aveva incontrato all’andata e lo fa con una prova di autorità, tenendo il comando e il controllo della partita dal primo (quasi) all’ultimo minuto. Non potendo limitare Ross e Wright, unici terminali offensivi dei Pesaresi, Brindisi controlla comunque la partita, con una buona gestione degli attacchi che fruttano 101 punti, medie tiro più che sufficienti e conduce il gioco senza mai una distrazione. 26 punti per Allen, il play che non regala assist ma che gestisce i suoi con sicurezza, 26 anche per Denmon, 18 per Turner e 14 per James. Solo 4 punti per Bulleri, unico italiano a referto, ma questa in Italia pare un’abitudine. La prestazione è buona, Bucchi ha di che essere contento. Pasta Reggia Caserta - Acea Roma 54-53 Sangue e arena aveva chiesto Esposito per la sua Caserta: grinta sul campo e tifo sugli spalti, poi alla fine si faranno i conti. La formula ha portato finora due vittorie di cui una, importantissima, con Pesaro e la seconda, forse insperata, con Roma. La partita non è bella da vedere, il punteggio sarebbe da serie A solo sommando lo score delle due squadre, ma con l’acqua alla gola si nuota senza badare allo stile e per la Juve emoziona la prestazione di Michelori: 37 primavere, 10 punti, 5 rimbalzi, 5 palle recuperate, un intervento da fare a un menisco e un numero incalcolabile di chiusure in difesa e taglia fuori a rimbalzo. Accanto a lui Domercant (ennesimo esordiente) che segna 14 punti e si accende quando inizia a sentire l’odore della vittoria: vede Roma in difficoltà e piazza i tiri del knock out. Caserta dimostra di non regalare niente,  non è arrendevole, lotta su tutti i palloni e aggredisce gli avversari fin dalla rimessa. Magari non funzionerà contro Milano, ma su chi arriva al Palamaggiò senza avere le idee chiare si. Roma è la squadra più corretta del campionato: aveva dato due punti a Pesaro, ma per non fare preferenze nella corsa alla salvezza, li da anche a Caserta. Bruttissima la Virtus vista al Palamaggiò, continuamente in balia dell’avversario e incapace di superare il pressing dei casertani con la conseguenza di attaccare i prima 15 secondi senza mai avvicinarsi al canestro. Difficile salvare qualcosa in una partita dove non si è visto gioco, fosforo in cabina di regia, compattezza di squadra e non si è portato a casa il risultato. Unici a provarci son ostati Jones (16 punti per lui) che si esalta quando può fare a “sportellate” con gli avversari, e Gibson che segna 14 punti ma sbaglia mire nell’ultimo quarto. Solo due punti per l’esordiente Ebi, in linea con le ultime prestazioni di De Zeeuw e 3 per D’Ercole, unico italiano a referto per Roma, capitano senza voce in una squadra senza udito. Strano l’atteggiamento di Dalmonte che non interrompe mai la partita nell’ultimo quarto, quando i suoi segnano “ben” 6 punti. Probabilmente è rimasto senza parole dopo il 13 su 23 ai liberi, che quando perdi di uno… Grissin Bon Reggio Emilia - Dolomiti Energia Trento 63-58 Reggio Emilia vince molto faticosamente contro Trento una partita difficile, non bella da vedere ma che serviva per muovere la classifica, fare morale e bissare il successo di Brindisi. Coach Menetti deve ringraziare Polonara e Della Valle: il prode Achille sigla 21 punti, è un po’ impreciso al tiro, ma si fa perdonare pulendo i tabelloni con 13 rimbalzi, il giovane Amedeo invece sigla 12 punti, prende 5 rimbalzi e sigla anche due assist. Buona la prova sotto i tabelloni di Cervi, che oltre a realizzare 7 punti, emula Polonara e mette in paniere anche lui 13 rimbalzi. Le buone notizie vengono anche dall’infermeria, da cui è stato dimesso Rimantas Kaukenas e da Diener, 5 punti, ma anche lui nel club dei 13 (rimbalzi). A volte si vince senza convincere, ma per dirla alla Catalano: meglio giocar male e vincere che giocar bene e invece perdere. Trento comincia il girone di ritorno con una sconfitta, la seconda di fila, anche questa in trasferta, sempre in Emilia Romagna. L’impressione è che la squadra di Buscaglia, che tanto si è ben comportata nella prima parte del campionato, stia rifiatando e recuperando le energie (mentali) spese nelle prima 15 partite e forse fatichi un po’ a gestire tutte le lodi piovute addosso a un gruppo che in estate (visto partire Triche per Roma) non dava per scontata neanche la salvezza. Sicuramente da rivedere la prestazione in attacco, con il solo Mitchell (23 punti) in doppia cifra e gli altri a dividersi il resto della posta. Pessime le percentuali di tiro: 28% da 2 punti e 25 da 3, la catastrofe è evitata solo grazie ai 55 rimbalzi catturati (14 il solo Owens), che hanno permesso secondi e terzi tiri e evitato il tracollo. La prossima finalmente si torna in casa… ma con Milano, non un bel cliente. Acqua Vitasnella Cantù -  Openjobmetis Varese 91-83 Cantù vince il derby con Varese, che stacca in classifica portandosi a 14 punti. Sacripanti carica i suoi ragazzi, che partono con il turbo e piazzano un eloquente 30 a 16, subiscono nel secondo periodo, allungano di nuovo nel terzo e controllano nel finale, quando la reazione di Varese si fa rabbiosa ma rimanendo sterile. Sugli scudi l’ala americana DeQuan Jones, autore della partita perfetta, che realizza 26 punti con una media del 100%, smista 7 assist e cattura 7 rimbalzi. Proprio i rimbalzi (oltre alla prestazione di DeQuan) sono la chiave di volta della partita: il conto dice 42 a 28 con un +14 che poco spazio lascia a qualsiasi velleità degli ospiti. Buona anche la partita di Gentile che realizza 14 punti ma soprattutto gestisce al meglio i suoi, lasciando da parte le giocate da fenomeno o i tiri alla “ci-penso-io” che spesso hanno tagliato le gambe ai suoi compagni di gioco. Sacripanti ha di che essere contento, con i cugini di Varese si va 1 a 1 e in vista della trasferta di Avellino, la classifica si fa meno brutta. Varese subisce la partita, mentalmente e fisicamente. Schiacciante la superiorità avversaria sotto i tabelloni, e la pressione difensiva che abbassa sotto la sufficienza le medie di tiro dei ragazzi di coach Pozzecco. Bene i primi cinque scesi in campo, con Rautins con 11 punti, Daniel 14, il nuovo arrivato Maynor 12, Callahan 20 e Eyenga 15. Solo 11 punti in due da Okoye (5) e Deane (6), uniche  riserve a andare a referto (e di fatto a scendere in campo, visto che Cesella ha giocato per soli 4 minuti) che hanno tolto 35 dei 200 minuti di gioco complessivi al quintetto base. A riposo Kangur, presente per onor di firma, Pozzecco non ha più pescato dalla panchina, affidandosi solo ai suoi stranieri e ha pagato in termini di stanchezza e di precisione al tiro, dimostrando un attacco monotono che non ha saputo mettere in difficoltà gli avversari. Si riparte con Pesaro, in casa, l’occasione può essere buona per ben ricominciare. Luigi Ceccon, per Guerin Basket