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La scalata della Dolomiti

Torna Guerin Basket, con il punto sul campionato italiano di serie A dopo la disputa della quattordicesima giornata. Dal grande gruppo creato a Trento a Milano formato Europa, passando per la nuova crisi di Varese, Sassari che riprende a correre e la retrocessione già scritta di Caserta. Dolomiti Energia Trento - Upea Capo d'Orlando 90-73 Riedizione della finale di lega Gold dello scorso anno: stesso risultato, vince Trento, e con gran merito. La squadra di Coach Buscaglia impiega 20 minuti prima d prendere in mano  la gara e archiviare la pratica, dando dimostrazione di maturità, forza e coesione. Gli ingranaggi girano bene, con Mitchell e Owens (19 e 20 punti) a fare la voce grossa assieme a Pascolo e Spanghero (15 e 10) e una supremazia sotto i tabelloni che viene certificata con 47 rimbalzi complessivi. Una curiosità: tutti i 10 giocatori andati a referto hanno segnato, giocando almeno 10 minuti. La squadra è pronta per le final eight e per recitare un ruolo da protagonista nel resto del campionato. Le altre sono avvisate: Trento è tra le prime. Capo d’Orlando inizia l’anno con la trasferta più lunga, all’altro capo dello stivale. Nel basket le classifiche difficilmente mentono e quindi Trento non è alla portata della squadra siciliana, per qualità di gioco (in piccola parte) e per profondità della panchina (per la maggior parte). L’Orlandina regge e bene per i primi due quarti, arrivando all’intervallo sopra di 4 punti. Poi le medie calano e i rimbalzi presi dagli avversari si accumulano pesando come un fardello sulle spalle dei siciliani. Buona (come sempre) la prestazione di Archie (19 punti per lui) e Hunt (idem) coadiuvati da Henry (14 punti) e Freeman (10). Solo 11 punti dagli altri con Soragna e Basile un po’ sottotono (8 punti in due).  L’anno di Capo d’Orlando inizia con una sconfitta, ma la classifica non preoccupa con Caserta a fungere da polizza salvavita per le squadre partite senza ambizioni playoff. L’anno continua con Venezia, in casa, ma in cerca di riscatto. Vanoli Cremona - Sidigas Avellino 88-81 Cremona vince lo spareggio con Avellino e si porta, da sola, al settimo posto: chi pensava a una squadra appagata, visto l’accesso alle final eight, è rimasto davvero deluso. La vittoria sulla diretta concorrente passa per le mani e le intenzioni di Hayes (mastodontico con 34 punti e 36 di valutazione), di Vitali che colleziona 11 punti ma bel 10 assist di cui dieci per l’altra colonna portante della squadra: Cusin, che nell’occasione segna 14 punti e cattura 8 rimbalzi. La chimica della squadra è acquisita: il gioco e la leadership passano dalle mani di Vitali, i punti invece vengono dalle invenzioni di Hayes. La sensazione è che Pancotto sia lì per trovare la quadratura del cerchio, avendo da registrare pochi meccanismi difensivi e aumentando il contributo dei giocatori provenienti dalla difesa. Ma tempo ce n’è e volontà, da quel che si vede, anche. Avellino spreca l’occasione e si ritrova, comunque in solitaria, all’ottavo posto. Il merito degli avellinesi è stato quello di aver condotto la partita per i primi tre periodi, in una gara dal punteggio e dal ritmo alti. Il peccato capitale della squadra di Vitucci è stato invece quello di non aver avuto contributi dalla panchina (79 punti su 81 vengono dal primo quintetto) e la partita è stata persa nell’ultimo periodo, quando la squadra, pur segnando 17 punti, non è stata in grado di far fronte agli attacchi avversari (e da lì è uscito il +7 finale). Anche Avellino non è apparsa appagata, con Gaines (19 punti) Hanga (14) Harper (17) e Banks che realizza 24 punti totali a cercare di portare a casa la vittoria, ma la stanchezza, alla fine ha lasciato il segno. Ora ci sono le final eight e nel mirino Varese, in casa. Acea Roma - Granarolo Bologna 90-84 Roma è con le spalle al muro, presa in una crisi che l’ha avviluppata senza lasciarle ossigeno e luce. L’occasione è ottima, la Virtus (l’altra) è senza le sue bocche da fuoco Ray (ex) e Fontecchio, di più non si può proprio chiedere. La partita si mette subito bene, la squadra corre ed Ejim (13 punti e ben 10 rimbalzi), in odore di taglio, pare davvero ispirato con il resto del quintetto a fare la propria parte. Il primo quarto dice +10 per i padroni di casa che nel secondo contengono Bologna e si va all’intervallo lungo sul +7 (e Triche che non tenta neanche un tiro). I fantasmi di Roma appaiono nel terzo periodo, quando Bologna reagisce e Dalmonte raccoglie qualcosa solo da Stipcevic e dal solito Jones che a lottare nel fango ci prova piacere. Il destino di Roma è tutto nel quarto periodo, quando il Coach alchimizza un quintetto che scaccia demoni e fantasmi a colpi di giocate, sudore, gomiti. I pretoriani rispondono all’appello: Stipcevic (14 punti alla fine), Jones (13 punti), d’Ercole (6 punti, ma tanta difesa e finalmente leadership), un redivivo Triche (12 punti di cui 10 nell’ultimo quarto) e un motivatissimo de Zeeuw, si liberano dalla zavorra e spiccano il volo, portando a casa il risultato. Ci sono vittorie che scacciano una crisi, altre che prolungano un’agonia, quale di queste due strade abbia preso Roma è da vedere, ma almeno c’è un’altra vittoria. Ejim, Morgan e Sandri sono in odor di taglio per far posto a due lunghi e una guardia / ala. Per l’Europa c’è tempo fino alla befana, manco fosse un regalo. Bologna avrebbe tutte le scuse per aspettare la prossima partita, iniziando l’anno con una gita a Roma e tornare a casa dopo aver firmato solo la presenza. Invece Valli, che di carattere ne ha da vendere, trasmette ai suoi una spinta emotiva portentosa che, unita a una difesa a zona tenuta di fatto per quaranta minuti, porta la Virtus (ospite) a sfiorare l’impresa. Impressionante la prestazione di Hazell (29 punti), capace di  fiutare il canestro ben oltre le distanze che gli sono solite, buonissimo anche Gaddy (che chiude con 17 punti) e bravo Imbrò (12 punti e tantissima grinta). Una menzione va a Cuccarolo, che tiene il campo per trenta minuti, perno della difesa a zona (1-3-1 o 2-3 tenuta fino al bombardamento di Roma) e sempre il primo a rientrare in difesa. In una partita di per se non bellissima, Bologna ha giocato un basket intelligente e allo stesso tempo grintoso, emozionante, di cuore. Ha saputo trovare energie per tenere il campo per 40 minuti, alternando difese a zona via via più redditizie. Ha avuto il pregio di non trovare scuse e di voler far sua la partita, quasi riuscendoci e facendo felici i tifosi venuti al seguito. Ora la strada porta la Virtus (di Bologna) tra le mura amiche in attesa di Trento e lì non ci si potranno permettere defezioni. Grissin Bon Reggio Emilia - Pasta Reggia Caserta  95-74 Reggio Emilia archivia la pratica Caserta dopo una prima metà gara giocata molto male. Basta poco per avere il risultato finale: stringere le maglie in difesa e gestire con più fluidità gli attacchi. Menetti si lustra gli occhi davanti alla gestione di Cinciarini, maestro di orchestra che chiude con 16 punti, 6 rimbalzi, 10 assist e 34 di valutazione. Ottimi anche Dienier (17 punti per lui e medie marziane), Polonara (18 punti e 24 di valutazione) e Pini che realizza 11 punti in dieci minuti. Gli emiliani restano aggrappati al gruppo delle prime e si preparano al girone di ritorno. La squadra ha bisogno di altri impegni per poter capire il proprio livello e per ricalibrare ruoli e spazi. Brindisi sarà un buon test… Caserta comincia l’anno come lo aveva chiuso: con l’ennesima sconfitta. Difficile trovare elementi positivi in questa partita, come nelle precedenti, con Esposito che rivoluziona tutto per l’ennesima volta, non si capisce se guardando al futuro o per necessità. Lasciati fuori a lungo i nuovi arrivi Avranov e Capin, con  Young con le valigie pronte per andare a giocare a Roma, è stato dato spazio a Vitali (fratello di Luca) che ha ripagato con zero punti, Mordente (11) e Antonutti (17). Segnali per il prossimo anno? Chissà. L’ultimo treno è partito, ora rimane una coincidenza: la partita con Pesaro, in casa. Riuscirà Esposito a dare una identità al suo gruppo? A trovare 7 giocatori che vogliano fare squadra e vincere? Mestiere duro quello dell’allenatore. Consultinvest Pesaro - Acqua Vitasnella Cantù 83-103 Pesaro perde in casa una gara teoricamente alla sua portata, senza mai dar idea di voler essere della partita. I padroni di casa appaiono apatici e senza entusiasmo, l’esatto contrario di quanto chiesto da Dell’Agnello (che in quanto a coraggio, entusiasmo e voglia di vincere, da giocatore aveva poco da imparare) e allora, alla fine, si indispettiscono anche i tifosi. I più prolifici in attacco sono il solito Ross con 22 punti, e Gaines, con 18 ma segnati per la maggior parte quando la partita era persa. Per il resto qualcosa arriva da Musso (12 punti ma una media da 2 davvero ridicola) e da Reddic (15 punti e una media poco più accettabile del collega). Due punti servivano come il pane, per arrivare al “derby delle ultime” contro Caserta con 8 punti di vantaggio e poter considerarsi (quasi) salvi. Dell’Agnello dovrà tirare fuori il carattere  la grinta alla sua squadra per non avere amare sorprese in seguito. Sacripanti torna a Pesaro e riceve una buonissima accoglienza dai suoi ex tifosi. Cantù vince e stravince giocando sul velluto e subendo Pesaro solo per i primi tre minuti di gioco, ma prendendo subito dopo le distanze e mantenendole fino alla fine. Bene Shermadini con 16 punti e Feldeine, Johnson – Odon e Gentile che chiudono a quota 17. Proprio Gentile appare rigenerato nelle ultime due partite: capace di dettare i ritmi del gioco e allo stesso tempo di ritagliarsi tiri ad altissima percentuale, segno di una ritrovata serenità mentale e probabilmente anche di una buona forma fisica. La prossima partita Cantù ha la possibilità di portare a tre le vittorie consecutive, giocando in casa contro Roma, che sia arrivata la svolta? Openjobmetis Varese -  Giorgio Tesi Group Pistoia 67-71 Nuova crisi per Varese? Dopo la terza sconfitta consecutiva, che segue alle tre vittorie con Brindisi, Bologna e Caserta, qualcosa sembra essersi rotto nei meccanismi di gioco della squadra di Pozzecco. Impressionante la facilità con cui i padroni di casa perdono il controllo della partita e si trovano a inseguire sugli ospiti. A Robinson (20 punti per lui alla fine) ed Eyenga (3 soli punti per lui) subito gravati dai falli s’è aggiunto anche un Daniel (10 punti) quasi irritante per la poca partecipazione al gioco. In una sera Pozzecco perde partita, gradimento del pubblico e final eight… non un bel modo di cominciare l’anno. Pistoia non gioca una bellissima gara, ma ha la lucidità per sfruttare le occasioni che le vengono offerte e nella serata in cui trova un Amoroso in grado di segnare 14 punti, vince una partita importantissima sul campo di Varese che lascia a quota 10 in classifica. Moretti ruota i suoi e stringe le maglie in difesa, mentre in attacco sono Williams con 18 punti e Milbourne con 16 a guidare le danze. Sette minuti di gioco anche per Davide Moretti, che continua a farsi le ossa anche quando la palla scotta e in campo servono uomini. Umana Reyer Venezia - Banco di Sardegna Sassari 90-100 Venezia stecca in casa la prima dell’anno, non riuscendo a trovare una contromisura efficace agli attacchi di Sassari e arrendendosi solo al supplementare. 66 punti su 90 vengono da Stone (16 punti per lui), Peric (il solito ventello), Goss (19 punti) e Dulkys (11), mentre il trio di Siena (Ress, Ortner e Viggiano) realizza solo 13 punti (rispettivamente 7, 4 e 2 punti).  Coach Recalcati ha di che strigliare i suoi: se è vero che Venezia non ha saputo arginare gli attacchi di Sassari, è altrettanto vero che tirando 22 liberi con il 44,5% di media è facilissimo perdere e così è stato, nonostante il dominio a rimbalzo. Piccolo incidente di percorso, può capitare. Per rifarsi si va a Capo d’Orlando, un buon test per capire di che pasta si è fatti. Sassari ha ripreso a correre … e anche a volare e con la vittoria in quel di Venezia si porta a 4 partite vinte consecutive, lasciando tra i ricordi il novembre nero delle sette sconfitte di seguito. Sacchetti ha Todic, Dysan (in uno stato di forma mai visto finora),  Sosa (sesto uomo di extra lusso!) e Logan capaci di fare  82 punti in 4, lasciandone solo 18 (di cui 9 di Lawal) al resto della squadra. Sassari non subisce la differenza a rimbalzo a favore di Venezia ed è capace di accelerare il gioco al limite dello showtime. Impressionante la presenza in campo dei giocatori della Dinamo, capaci del colpo di reni proprio nel supplementare. La vittoria fa rumore: le prime sono avvisate, non si scherza con Sassari. EA7 Emporio Armani Milano - Enel Brindisi 77-68 Milano nel posticipo con Brindisi sfrutta l’occasione e rimane prima in classifica da sola, aggiudicandosi una partita non bella ma molto combattuta. L’avvio è buono per l’Olimpia che però presto si perde e lascia il primo quarto agli avversari che chiudono davanti il primo quarto. Sarà l’ultimo svantaggio di Milano che senza dominare, guiderà la gara fino alla fine. In una serata dove i frombolieri hanno la mira poco precisa, a caricarsi la squadra sulle spalle sono Samardo Samuels con 21 punti (e 8 su 8 da due), Melli con 7 punti, ma anche 10 rimbalzi e Gentile che senza mal di schiena segna 11 punti ma regala alla squadra anche 8 assist e tanto ritmo. Buona anche la prova di Moss con 11 punti e Brooks con 13. La squadra di Banchi ha dimostrato di aver rapidamente metabolizzato la sconfitta di coppa e di avere grinta e carattere. Gli stessi che dovrà portare in Europa. Brindisi perde a Milano ma sicuramente non sfigura davanti alla prima della classe. La squadra di Bucchi, con un ispiratissimo Pullen (15 punti per lui) nega più volte la fuga agli avversari e grazie a Turner (13 punti), Mays (13 punti) e Denmon (10 punti) riesce sempre a rimanere in scia dei milanesi. Brindisi di sicuro paga lo scarso apporto in attacco dalla panchina che produce solo 14 punti ma paga anche il maggior tasso tecnico e la stazza dei giocatori di Milano (in particolare è Moss on più di una occasione ad sfruttare stazza e fisico contro i difensore avversari). Il prossimo match è con Reggio Emilia, in casa: occasione per l’aggancio a quota 20? Luigi Ceccon, per Guerin Basket