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Le difese di Sassari

Nona giornata: si scontrano (nel vero senso della parola) Sassari e Milano mentre Reggio Emilia può ripartire in casa contro Capo d’Orlando. Varese con Ducarello in panchina vola a Brindisi, Venezia è attesa da Pesaro e Caserta ha una delle ultime occasioni di riprendere la stagione in casa con Trento. Grissin Bon Reggio Emilia - Upea Capo d'Orlando 77-65 Riparte la corsa di Reggio Emilia, determinata a fare un campionato di vertici e rimanere attaccata alle prime tre. Per farlo si affida ai giocatori italiani, caso quasi unico, che alla fine ricompensano in pieno la fiducia del coach. Unici in doppia cifra difatti sono Della Valle (ormai un vero e proprio fattore per gli emiliani) con 25 punti e un interessantissimo 4 su 6 da 3 punti, Polonara con 15 punti e 14 rimbalzi (divisa azzurra prontissima per lui) e il play Federico Mussini, che in 16 minuti di gestione della squadra segna 12 punti. Sottotono (ma solo per stasera) Cinciarini, che del canestro trova la strada ma non la precisione e chiude con 2 punti e 1 su 8 totale. Menetti ha di che sorridere, il secondo posto è sempre lì, la squadra pure. Capo d’Orlando sale a Reggio Emilia con l’idea che due punti presi lì sono due punti guadagnati ma non attesi e un po’ si vede. L’Orlandina perde tre parziali e pareggia l’altro, di fatto senza avere mai la possibilità di fare  la partita. Brutta la serata al tiro da due e ai liberi, i punti vengono quasi tutti dal quintetto base: Archie con 11, Freeman e Henry 9, Hunt 11 e Burgess 8. Il resto lo realizzano Soragna (12 punti provenendo dalla panchina) e Basile che si ferma a 5. Con l’attacco così poco prolifico, Griccioli può sperare poco, soprattutto in casa di una delle prime della classe. La squadra comunque non sfigura e ha il merito di non arrendersi mai. Un buon segnale in vista della partita in casa con Cantù. Enel Brindisi - Openjobmetis Varese 69-71 Sintetizzando viene così: Brindisi perde la partita, Cedric Simmons e ritrova in parte Mays. Poi c’è la conferenza stampa, le polemiche, i veleni… poco basket, ma tanti titoli, servizi e comunicati stampa. Simmons si infortuna seriamente, si rompe uno dei tendini del ginocchio sinistro, la stagione è finita, la carriera per fortuna no. La sua assenza pesa sicuramente, ma Brindisi non è squadra che si arrende, e nonostante subisca 11 rimbalzi in più da parte di Varese, con Pullen, James, Denmon e Mays mette su 54 dei 69 punti finali. Lotta e vince il secondo e il terzo periodo, ma si arrende nel quarto dopo aver agganciato il pareggio a pochi secondi dalla fine. Onore delle armi, ma tanta sfortuna per il team di Bucchi. Varese ferma a 6 la striscia di sconfitte consecutive, vince una partita che alla vigilia pareva quasi proibitiva e se ne torna a casa con i due punti e un seguito di polemiche che accompagnano (strano a dirsi) il suo allenatore Pozzecco, che fa parlare di se anche quando è squalificato. Nella serata in cui Diawara (forse stanco di cantare e portare la croce) rende meno del solito e Robinson non brilla, Coach Ducarello trova in Rautins una vera e propria ancora di salvezza, con l’americano che sfodera una sontuosa prestazione al tiro e tiene il ritmo per 40 minuti filati. Bene anche Callahan  e Daniel, che chiude con 12 rimbalzi catturati. Dopo la partita succede di tutto: Brindisi annuncia che Simmons è fuori per tutta la stagione. Pozzecco va in sala stampa, gli animi sono surriscaldati e i suoi applausi suonano come una presa in giro e una mancanza di rispetto. La partita passa in secondo piano. Tutto questo al basket non serve, e i suo attori dovrebbero saperlo. Pozzecco deve far parlare di se quando è in campo e guida la squadra: è giusto, è il suo ruolo, e lo fa nei modi che ritiene più opportuni. Quando guarda la partita dagli spalti, deve lasciare i riflettori a chi li merita e magari vuol solo parlare di basket. Consultinvest Pesaro - Umana Reyer Venezia 89-90 Pesaro in casa inizia ad avere una sua personalità e non si inchina davanti alla prima della classe, dando vita ad un ultimo quarto entusiasmante durante il quale recupera venti punti di svantaggio e concede la vittoria a Venezia solo con il minimo scarto. Probabilmente la riscossa dei Pesaresi è tardiva, ma lascia ben sperare per il futuro, quando sarà il turno di avversari più abbordabili. A suonare la carica il “solito” LaQuinton Ross (23 punti alla fine), ben spalleggiato da Musso (19 punti per l’italo-argentino) e da Myles (13 per lui). La rimonta di Pesaro si ferma un punto prima di quanto sarebbe stato opportuno, ma i segnali per coach Dell’Agenllo sembrano incoraggianti: ora serve continuità e riprendere dall’ultimo quarto. Venezia si conferma prima (in solitaria) della classe, ma rischia e tanto, in una serata in cui Goss è sottotono e Viggiano non vede il campo. Recalcati ha ormai in Peric una vera e propria arma: l’ala segna 25 punti, recupera 9 rimbalzi e piazza la stoppata decisiva (probabilmente) su Ross che conduce l’ultimo attacco di Pesaro e tira per vincere la partita. Bene anche Ceron (14 punti per il Miranese) e Dulkys (16 punti). I veneziani non brillano ma tornano in laguna con i due punti, la sensazione è che qualcuno stia rifiatando (Goss, “i tre senesi”e Stone) e Nelson non neanche è sceso in campo, ma i rimpiazzi non fanno rimpiangere le prime linee.  La prossima domenica sbarca a Venezia Reggio Emilia: pronti alla battaglia? Acqua Vitasnella Cantù - Giorgio Tesi Group Pistoia 76-80 Cantù accarezza la vittoria più volte e più volte si fa riprendere, arriva all’ultimo quarto con il fiato corto e raccoglie il pareggio (che poi significherà supplementare) grazie a un tiro da tre sulla sirena di Johnson-Odom. Purtroppo per Cantù però, non c’è redenzione nell’overtime e  i peccati capitali (dilapidare anche 14 punti di vantaggio) si pagano tutti, con una sconfitta che chiude la piccola striscia vincente inaugurata tre turni prima. Sacripanti rimescola le carte più e più volte, ma non ottiene le risposte che vuole e non lo nasconde: oltre ai 19 punti del bombardiere Johnson-Odom, ne ottiene 10 da Awudu, 13 da Jones, e 11 da Williams, poco dagli altri. Una serata storta, comunque, può capitare: alzarsi subito! I tifosi di Pistoia presenti a Cantù pagherebbero volentieri una seconda volta il biglietto per vedere la stessa partita, ricca di colpi di scena, discese e salite dall’inferno e con un così bel lieto fine. La squadra di Moretti, animata da una inesauribile voglia di vincere, recupera più volte sugli avversari e non perde i bollenti spiriti neanche dopo la doccia fredda del pareggio di Cantù, che rimanda soltanto la vittoria. Netto il dominio a rimbalzo e impressionante la prestazione di Gilbert che chiude il match con 25 punti e il 100% da tre. Pistoia  è imprevedibile, reattiva e sempre sul match. E ora è anche in zona playoff… Granarolo Bologna - Sidigas Avellino 77-76 La Virtus Bologna dopo il derby mantiene il fattore campo anche contro Avellino e, pur se di stretta misura, prende i due punti e si porta a 8 in totale (che poi sono 10 senza la penalizzazione di inizio anno). Coach Valli ha sempre parlato di una politica di piccoli passi, di obiettivi raggiungibili, senza voler ricostruire Basket City in una stagione. E la direzione è proprio quella, con una squadra che fa suoi i risultati che sono alla sua portata e cresce con il passare del tempo. Allan Ray chiude a 19 punti, con 8 su 10 da 2 e 1 su 1 da 3, ma macchia il suo tabellino con ben 8 palle perse (su 18 della squadra), Gaddy ne segna 13, White 12 e Hazell 11. Per il resto: tutti i giocatori scesi in campo vanno a referto, mentre suonano un po’ male i due punti di Mazzola, determinante in altre occasioni. Trasferta a Varese per domenica prossima: si continua anche fuori casa? Avellino sfiora il colpo: va sotto di dieci punti nel primo quarto e ne recupera (solo) 9 nel terzo ed esce sconfitta dalla trasferta in Emilia. Manca la lucidità negli ultimi minuti, quando la squadra paga la fatica di aver condotto furiosamente il terzo periodo e i primi minuti del quarto. Emblematico l’ultimo attacco gestito da Gaines, che sotto di 1 tiene palla per più di 10 secondi e poi si butta dentro con tutta la difesa di Bologna, che non aspetta altro (esito scontato). “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, ma sicuramente sono  indicativi di uno stato d’animo dettato da poco ossigeno e tanta stanchezza. Una curiosità: Avellino realizza dalla linea della carità ben 24 punti, che visto il punteggio fanno il 32% del totale; con poca precisione in più avrebbe portato a casa la partita proprio con i liberi (5 tiri sbagliati). La prossima domenica la Scandone aspetta la Virtus: partita da lupi! Acea Roma - Vanoli Cremona 63-50 L’Acea torna a vincere, tra mura amiche, contro un’insidiosa Cremona, al termine di una partita che di sicuro non fa innamorare del basket. La vittoria di Roma poggia sulle mani di Bobby Jones (l’americano che piace ai tifosi, capace di colpire con il fioretto ma anche con la spada, ma soprattutto disposto a fare a sportellate con chiunque, senza guardare chili e centimetri, attacco o difesa) e sulle spalle di Jordan Morgan, che nel gioco statico soffre chili e centimetri dei lunghi avversari, ma che in movimento prende rimbalzi (12) e attacca il ferro (11 punti alla fine). Il resto della squadra è sbiadito, poco incisivo. Con l’attacco aggrappato al tiro da 3 che proprio non vuole entrare (15% di media!!) e realizza su secondi e terzi tiri (44 rimbalzi alla fine di cui 19 in attacco) e una difesa che costringe Cremona a 15 palle perse. Per Dalmonte non belli ma concreti. Cremona interpreta male la partita, va sotto all’inizio, resta sotto e finisce pure sotto, in un bell’esempio di coerenza. 50 punti sono un risultato poco onorevole per una squadra di serie A e lo sono anche per Cremona, che ha ambizioni ben maggiori, ma una serata storta può capitare, e alla squadra di Pancotto (ennesima partita da ex coach) è capitato.  Con una media di tiro davvero bassa Cremona non ha avuto neanche il supporto di una buona prestazione ai rimbalzi, e il punteggio finale è stato una logica conseguenza. Un passo falso può capitare, ora però bisogna riprendere la corsa! Banco di Sardegna Sassari - EA7 Emporio Armani Milano 111-112 Sassari perde lo scontro diretto al termine di una partita giocata a viso aperto, con l’attacco davvero ispirato ma dall’altra parte una difesa poco attenta. Non bastano difatti 111 punti per portarsi (o meglio tenersi) a casa il risultato, e qualche rimpianto sicuramente c’è. La squadra di casa paga un blackout nel terzo quarto, fino al quale aveva sempre condotto e dato l’impressione di poter portare in porto la partita. Trovatasi sotto di una decina di punti, la Dinamo non si perde d’animo e grazie ai punti di Sanders (che chiuderà con 32 totali e una valutazione di 35), Lawal e Dyson (19 per loro) e Logan (17 alla fine) si riporta sotto, senza però concretizzare il colpo di reni che le permetterebbe di vincere. Alla fine Sassari perde la scia di Venezia, ma rimane quarta e agganciata alla vetta, in attesa della trasferta in casa di Trento, la matricola terribile. L’Emporio Armani di Milano vince una partita incredibile, piazzando un micidiale parziale nel terzo quarto quando Banchi, dopo aver registrato la difesa, si affida alle mani di Kleiza, che non sarà continuo, ma di fatto non solo rintuzza gli attacchi della Dinamo, e addirittura porta avanti i suoi martellando il canestro avversario con un lunga serie da 3 punti (21 in totale per lui). Benissimo Brooks (25 punti) e Samuels (24), meno prolifico del solito capitan Gentile che chiude con 9. Se serviva un segnale, la squadra di Banchi l’ha dato, Venezia è avvisata. Pasta Reggia Caserta - Dolomiti Energia Trento 88-90 Sfortunata Caserta, che perde in casa di un solo punto la partita che avrebbe dovuto assolutamente vincere. Non bastano a coach Markovski i 35 punti di un immenso Young, i 18 di Ivanov (ormai inserito nel gioco) e i 38 rimbalzi complessivi (8 in più degli avversari). Ora la crisi si fa davvero nera. Il coach predica calma, ma in pochi credono che il miracolo sia possibile. Trento continua a giocare un campionato in cui dimostra una credibilità e una maturità da squadra ben navigata e non da matricola assoluta. La squadra trova i suoi punti di riferimento in Mitchell (28 punti per il bomber trentino) Owens (22 punti per lui) , Pascolo (11) e Grant (11 anche per lui). Gioca tutta la gara senza distrazioni e alla fine si aggiudica la posta per un solo punto. Adesso la squadra di Buscaglia condivide il quinto posto con Cremona e Brindisi, senza vertigini. Luigi Ceccon, per Guerin Basket