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Federica Pellegrini, la più grande

Redazione

28 aprile 2016

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Per fortuna Giovanni Malagò non ha dato retta ai troppi consiglieri che chiedevano come portabandiera olimpico un caso umano o un simbolo di qualche cosa di extrasportivo. La scelta per Rio è così caduta su Federica Pellegrini, senza se e senza ma una delle più grandi campionesse italiane di tutti i tempi oltre che la numero uno indiscussa di 'questi' tempi. Quinta donna azzurra ad accompagnare la bandiera in oltre un secolo (tradizione iniziata a Stoccolma 1912 e interrotta soltanto a Mosca 1980, quando la delegazione azzurra fu tra quelle che sfilarono senza bandiera), dopo la ginnasta Miranda Cicognani a Helsinki 1952, Sara Simeoni a Los Angeles 1984, Giovanna Trillini ad Atlanta 1996 e Valentina Vezzali quattro anni fa a Londra. Cicognani a parte, che fuori dall'Italia non ha mai vinto niente, tutte fuoriclasse con un grande passato e all'epoca ancora con un presente, tanto è vero che nei Giochi dove sono state portabandiera Simeoni e le fiorettiste hanno vinto medaglie ed è probabile che anche la Pellegrini faccia altrettanto. È in ogni caso il primo nostro portabandiera proveniente dal nuoto, uno dei due sport che con l'atletica dà la dimensione della forza di un popolo, con il non trascurabile dettaglio di non far parte di gruppi sportivi militari (gareggia per l'Aniene di... Malagò) e di autogestirsi in un mondo federale dove gli atleti anche forti spesso si lasciano trattare come burattini. Al di là della retorica olimpica, essere portabandiera della propria nazione fa entrare nella leggenda quasi come le medaglie vinte ed è per questo che la Pellegrini, a quasi 28 anni miracolo di longevità anche in uno sport come il nuoto dove adesso le carriere durano di più rispetto al passato, meritava questo onore. L'unica altra candidatura credibile era quella di Tania Cagnotto, che medaglie olimpiche non ne ha vinte (per lei Rio sarà la quinta e ultima edizione) ma che ci è sempre andata vicina ed ha avuto in ogni caso una carriera strepitosa. Quando il merito vince sulle raccomandazioni e sull'opportunità politica c'è sempre da esultare.

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