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Modello Feyenoord

Preferite che qualche migliaio di scalmanati distrugga Roma o che faccia un po' di danni all'Olimpico, magari tirando coltellate nelle immediate vicinanze? Cambiate 'Roma' e 'Olimpico' con mille altre città o stadi, per non basarsi solo sulle recenti gesta degli ultras del Feyenoord, prima di dare una risposta. Nel 99% dei casi la crocetta sarà sulla seconda soluzione, dando per scontato che in un paese civile non si possa perseguire chi fa parte di un'associazione di tifosi, fino a quando non commette un reato. La demagogia del genere 'stracciategli i passaporti' è quindi degna di miglior causa: i 2mila (su 5mila totali) che per quasi due giorni hanno devastato Roma non sono peruviani o bengalesi, ma olandesi facenti parte dell'Unione Europea. E anche i discorsi sulla prevenzione in questo caso suonano vuoti: gli ultras del Feyenoord sono notoriamente fra i più pericolosi d'Europa, banditi da quasi ogni stadio olandese (come peggiori d'Olanda se la giocano con il Den Haag, non scherzano neppure quelli dell'Ajax), ma è vero anche che fra forze dell'ordine, steward e personale civile l'Italia, Roma e la Roma avevano messo in campo circa 2.500 persone. Una proporzione impressionante, come se per mantenere l'ordine pubblico in Italia ci fosse bisogno di 30 milioni di poliziotti. Poi i problemi sono sempre i soliti: il poliziotto deve prendere e portare a casa sputi e sassate, se non di peggio (impressionanti le immagini dei poliziotti che guardavano gli ultras del Feyenoord senza intervenire, speriamo che con un militante dell'Isis armato di AK47 si pongano almeno il problema), il suo 'avversario' alla prima manganellata si dà per morto e in ogni caso per vittima di un sistema repressivo. Il resto è ordinario scaricabarile, con tutti che chiedono le dimissioni di tutti (Marino, Alfano, il questore, eccetera: ma di base il responsabile principale dell'ordine pubblico è sempre il prefetto, in questo caso Pecoraro) e Renzi che fa un po' di demagogia a buon mercato annunciando una richiesta di danni all'Olanda. Dovrebbe essere chiaro però che la tensione per un sedicesimo di finale di Europa League c'entra pochissimo, tanto è vero che scontri degni di nota con tifosi romanisti non ci sono stati. Di calcistico si può però dire che non esiste una sola ragione al mondo per cui la UEFA non possa vietare la vendita di biglietti per le partite in trasferta ai tifosi del Feyenoord, visti gli innumerevoli precedenti, in modo da ricreare lo stesso controllo attuato in Olanda: senza pretesti calcistici, gli scontri avverrebbero in un parcheggio di Rotterdam e non in una piazza di Roma. Si tratta di problemi sociali che in Inghilterra e nella stessa Olanda, mettendo (ribadiamo, perché il mondo ultras è composto da realtà diversissime fra di loro anche all'interno dello stesso paese) un asterisco alla situazione Feyenoord, vengono gestiti con scontri nei parcheggi degli ipermercati e un aumento della microcriminalità in zone che non fanno notizia (un conto è fare i vandali con la Barcaccia del Bernini, un altro con un piccolo negozio di periferia), con la repressione più o meno soft riservata agli stadi. Sono scelte, secondo noi è giusta la via italiana ma possiamo capire chi preferisce mettere la spazzatura sotto il tappeto. Certo è che ognuno di spazzatura dovrebbe tenersi la sua. Twitter @StefanoOlivari