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Calciomercato di gennaio, migliorate solo Roma e Napoli

Troianiello alla Pro Vercelli! La notizia di questa operazione, data a reti unificate e poi sfumata in extremis, ben sintetizza le speranze che i tifosi italiani riversavano in questo calciomercato di riparazione. Che non ha cambiato i valori della serie A, come del resto quasi mai è avvenuto anche in periodi in cui si poteva acquistare chiunque. Eppure mai come nell'ultimo mese abbiamo sentito parlare di operazioni complicatissime e fantasiose, con i canali televisivi (a un certo punto si rimbalzava fra Sky e Sportitalia, fra Raisport e le tivù locali, ben sapendo che CR7 non avrebbe rescisso con il Real), i giornali e i siti che hanno semplicemente, senza snobismo, dato al pubblico ciò che il pubblico vuole. La qualità dei giocatori arrivati in Italia o passati da una squadra all'altra è stata però inversamente proporzionale alla quantità, per il solito motivo: i cartellini possono essere gratis, perché magari oggetto di prestiti o di proprietà inconfessabile, ma le commissioni corrono sempre. Parlando di calcio, questo mercato non ha una vera regina ma solo club che si sono agitati più di altri. In questo senso la medaglia d'oro la daremmo al Genoa, che con la sua girandola di acquisti e cessioni ha disorientato anche i suoi tifosi ma che alla fine si è probabilmente indebolito, a meno che il Borriello di adesso rappresenti un salto di qualità rispetto a Pinilla o Matri, per non parlare del resto. Medaglia d'argento in questa classifica di attivismo al Parma, le cui operazioni sono state però condizionate dalla difficile situazione societaria e da quella tragica dei pagamenti: diversamente certi giocatori (Cassano in testa) non sarebbero fuggiti a altri (Paletta che sette mesi fa era al Mondiale, come del resto Cassano) non sarebbero natati regalati. Bronzo al Milan, che ha fatto meno operazioni ma con più ambizioni: Bocchetti, Cerci, Suso, Destro, Antonelli e Paletta sono mezza squadra, solo Suso e forse Antonelli rischiano di fare panchina. Se invece guardiamo alla qualità, non c'è dubbio che la Roma (Ibarbo, Spolli, Doumbia) e il Napoli (Gabbiadini e Strinic) abbiano fatto meglio delle altre. Guardando i nomi (Shaqiri, Podolski, con un po' di fantasia anche Santon) non si è mossa male l'Inter, ma stiamo parlando comunque di ex riserve o infortunati e lo scarso minutaggio di autonomia lo conferma, senza contare che la squadra non è stata rinforzata in difesa e a centrocampo. Il mito di 'Mancini bravi o a farsi comprare i giocatori' si è un po' incrinato, anche perché dubitiamo che Podolski e Santon possano far parte del 'progetto'. Si potrebbe dare ai nerazzurri un bronzo ex aequo con la Sampdoria che quanto a figurine (Eto'o su tutti, ma anche Muriel non scherza) non teme nessuno. Le squadre ben studiate (Juventus, Lazio, Sassuolo: ognuna al suo livello, ovvio) in estate hanno fatto poco o niente, se non per il futuro (in questo senso il vero colpo del mercato è il riscatto juventino di Rugani) e non può essere un caso. Conclusione? L'overdose di prestiti con diritto di riscatto con pagamento differito non ha migliorato il campionato in corso, ma di sicuro peggiorerà i prossimi quando i casi difficili torneranno alla base e le rate andranno in qualche modo pagate. Twitter @StefanoOlivari