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L’esempio dell’Empoli

Giovani e "made in Italy". La ricetta di Maurizio Sarri e di una delle squadre-rivelazione della Serie A

Sei risultati utili consecutivi, risultati di prestigio come il 2-2 con il Milan, il 2-2 di Napoli, il 2-1 alla Lazio, fino ad arrivare al pari di ieri a Firenze. L’Empoli di Maurizio Sarri, tecnico alla prima stagione in Serie A e con una lunga gavetta alle spalle, è una delle rivelazioni di questo primo scorcio di campionato. Disposto bene in campo, con un undici che grosso modo ricalca quello della promozione in Serie A dell’anno scorso, il club toscano merita tutti gli elogi della critica, perché (insieme al Sassuolo e al Cesena) realizza il programma che molti lasciano alle sole parole: un programma che prevede la fiducia ai calciatori italiani e il lancio dei giovani. Tre stagioni fa il quasi crollo in Serie C (salvezza raggiunta ai play-out con il Vicenza), poi la quasi-promozione (finale play-off persa con il Livorno), la promozione finalmente raggiunta (secondo posto) e ora, una A che sta dando soddisfazioni. L’iter dell’Empoli è stato una continua ascesa, all’insegna della continuità. GIOVANI E VECCHI. Eccezion fatta per Daniele Croce, il capitano Davide Moro e l’attacco, dove prendono posto gli intoccabili veterani Maccarone e Tavano, autori di trentasette reti in due nella promozione della passata stagione nonché i due migliori marcatori della storia del club, ha grande spazio la linea verde. Lorenzo Tonelli è del ‘90, Luigi Sepe, Mário Rui e Manuel Pucciarelli del ‘91, Simone Verdi del ‘92, Matteo Bianchetti del ‘93, Daniele Rugani e Elseid Hysaj addirittura del ‘94. Giocatori giovani che già lo scorso anno costituivano l’ossatura della squadra (dei calciatori citati sopra, non erano a Empoli solo Sepe e Bianchetti). La promozione raggiunta ha fatto sì che il presidente Corsi e il tecnico Sarri dessero fiducia agli stessi protagonisti, senza stravolgere un meccanismo collaudato. Proprio la figura del pragmatico mister napoletano è stata fondamentale in questa squadra e nel suo processo di crescita. Amante del 4-2-3-1, Sarri ha preferito adattarsi ai giocatori a sua disposizione, preferendo schierarsi con il 4-3-1-2, modulo che ha riservato gioie lo scorso anno e che sta funzionando per il momento anche in A. I PROTAGONISTI. A mettere in moto le due punte ci pensa Simone Verdi, trequartista di scuola Milan che nel 2012-13 aveva già assaggiato la massima serie con qualche presenza nel Torino. Al primo anno da titolare in Serie A, Verdi sta dando continuità alle prestazioni offerte in cadetteria, dove si alternava sulla trequarti con Pucciarelli (quest’ultimo è ormai stato trasformato in attaccante). Il primo anno di A non sembra far tremare le gambe neppure a Mirko Valdifiori, classe 1986: ventotto anni e uno dei simboli della squadra, visto che è dal 2008 che milita a Empoli. Centrocampista lucidissimo e utilizzato come centrale di destra nei tre alle spalle di Verdi, viene da chiedersi perché conosca solo ora la A. Come cartina tornasole basta guardare il dato degli assist: solo il laziale Candreva per ora ne ha forniti di più. La gioielleria di casa poi vanta tra i pezzi pregiati il duo difensivo Rugani-Tonelli, candidati ad essere i protagonisti del calcio azzurro di domani. Il primo è già in orbita Juventus. A vent’anni si è fatto tutta la trafila azzurra dall’Under 17 all’Under 21, e ha già assaporato la prima convocazione nell’Italia maggiore, quando a novembre Conte lo convocò per la doppia sfida con Croazia e Albania. Non scese in campo, ma avrà senz’altro modo di rifarsi. Il secondo venne convocato già da Prandelli per lo stage dello scorso marzo. Fortissimo nello stacco di testa, dote che lo rende pericoloso anche nell’area avversaria. Con quattro gol segnati finora, è il bomber della squadra davanti a Pucciarelli. Per capire come l’Empoli sviluppi il Made in Italy basta osservare i marcatori della stagione: solo il gol di Vecino a Parma, segnato a novembre, è stato segnato da uno straniero. Giovanni Del Bianco @g_delbianco