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Robinho, una costante regressione

«Con tecnica e disciplina, dando il sangue con amore. Per la bandiera che difendi, lottare con fede e ardore» Provenienza: Manchester City (dal Luglio 2010) 2013-2014: Milan, 23 presenze, 3 reti 2014-2015: Santos (Brasile) Quando giunse nel 2010 tutti sentirono il sapore del colpaccio: un giocatore di caratura mondiale ancora in forma, su cui furono investiti 18 Milioni di Euro. E in effetti in quell’anno fece la differenza, contribuendo fattivamente alla conquista dello Scudetto. Ma di quel Robinho, nel tempo, se n’é persa la consistenza: ha lentamente perso smalto proprio come un malato terminale si spegne progressivamente sempre di più con l’avanzare della malattia, che nel caso del brasiliano si chiama indolenza. L’ultima disgraziata stagione l’ha vissuta da protagonista in panchina, e quando è entrato in campo, si è visto un altro rossonero spento, poco reattivo, che Allegri ha cercato di rilanciare ma che con Seedorf ha perso definitivamente ogni speranza di recupero. La sua involuzione è costante, anche se realizza tre reti non è mai incisivo. Con lui in campo il Milan sembra davvero avere un uomo in meno: arrugginito, leggero nei contrasti, pigro e quasi indifferente alla causa. Quando il gioco si fa duro lui preferisce giocare sulla spiaggia con gli amici in Brasile, come da foto postata al termine del derby perso malamente dal Milan. Ormai a Milanello vive da separato in casa, a causa della sua (dolosa?) indolenza, e per questo finisce (in prestito!) al “suo” Santos, visto che nessuno si è fatto avanti per acquistarlo. Svogliato. Cristian Vitali (Twitter @Stracult) [poll id="66"]