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Allegri già meglio dell’ultimo Conte

La qualificazione della Juventus agli ottavi di finale di Champions League, con una partita che ha esaltato i tanti scommettitori fiduciosi nel 'biscotto' con l'Atletico Madrid, è una grande vittoria di Massimiliano Allegri. Non che abbia impartito lezioni di calcio all'Europa, anche se magari con Pirlo e Vidal in piena forma potrà farlo, ma operando scelte normali e togliendo tensione all'ambiente è riuscito a far ottenere al club bianconero un risultato all'altezza del valore della sua rosa. E non è ancora finita, chiaramente... Chi ha la bontà di seguirci sa che non scriviamo sotto dettatura né della società Juventus né di alcuna altra, ma questi ottavi sono sicuramente una vittoria anche per un Agnelli convinto che l'anno scorso Conte avesse in Europa fatto meno del dovuto. Attenzione, abbiamo scritto 'anno' e non 'anni', perché nella stagione 2012-13 i bianconeri nel girone furono brillantissimi, buttando anche fuori dalla competizione il Chelsea campione in carica. Bene anche negli ottavi, asfaltando il Celtic, poi uscita nei quarti surclassati da un Bayern Monaco che poi avrebbe alzato la coppa a Wembley. Insomma, Allegri è meglio 'solo' dell'ultimo Conte: quello vittimista e poco aziendalista (mai sentito nella storia della Juventus un allenatore lamentarsi del mercato così di frequente), sempre bisognoso di tenere al limite fisico e psicologico giocatori in parte stanchi di lui, con logiche di spogliatoio di tipo militare che già qualche problema stanno creando in azzurro. Poi l'aspetto tattico è stato importante: all'andata con Malmoe, Atletico, Olympiacos Allegri giocò con la difesa a tre e senza l'indisponibile Pirlo, al ritorno con i greci, con gli svedesi e congeli spagnoli a quattro con Pirlo. E la differenza di punti, tre contro sette, dice molto se non tutto. Con questo non si vuole sostenere che a Conte mancasse la mitica 'mentalità europea' (quindi se Sneijder non avesse segnato a 5 minuti dalla fine a Istanbul avrebbe avuto la mentalità europea?), ma solo che al di là di buone partite (in particolare una con il Real Madrid) il suo modo di allenare al limite non poteva andare oltre un certo lasso temporale. Quanto ad Allegri, di sicuro nemmeno lui è perfetto (troppo condiscendente con le strategie, talvolta oscure, del datore di lavoro, troppo fiducioso nei giocatori di maggior talento, troppo poco creativo anche quando le cose si mettono male), ma a Milanello lo stanno di sicuro rimpiangendo dopo due allenatori emergenti giusto mediaticamente. Situazione resa ancora più paradossale dal fatto che Galliani (fra l'altro juventino dentro) sia dal punto di vista professionale un grandissimo fan sia di Allegri sia di Conte. Twitter @StefanoOlivari