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Conte fra scoperte e lacrime

Antonio Conte ha scoperto che in Italia importa della Nazionale soltanto in occasione delle fasi finali di Mondiali e (nemmeno sempre) Europei? Lo ha fatto dopo l'inutile amichevole con l'Albania, ma soprattutto l'ha fatto dopo 25 anni di calcio vissuti da professionista e quasi sempre ai massimi livelli. Dire che nel calcio italiano di club si lavora poco non solo è infondato e autolesionista (la sua Juventus lavorava poco?), ma suona come una patetica giustificazione preventiva per fallimenti che non sono all'orizzonte ma che possono sempre materializzarsi. Contro la squadra ben allenata da De Biasi e Tramezzani i problemi dell'Italia B, per non dire C, dalla tante geo-convocazioni non sono sembrati certo fisici e nemmeno di atteggiamento (tutti hanno dato ciò che avevamo), quindi non è il caso di prenderla alla lontana attaccando i bambini attaccati alla Playstation o la scuola dove non si fa educazione fisica. Il problema è che la sua Nazionale ha finora giocato in maniera penosa, anche rapportandola al valore dei singoli. La scoperta che ha fatto Conte non è quindi lo scarso interesse per la Nazionale del sistema calcio, quello già lo conosceva benissimo, ma il fatto che in azzurro non ci siano media potenti e tifoserie numerose che coprano ogni errore. La facile previsione è che il Conte in versione piagnone lo vedremo per tutto il suo biennio azzurro. Già che ci siamo: giocare all'estero toglie ogni protezione, come si è visto per Balotelli e a Genova anche per Criscito. Difficilmente il fustigatore di costumi Conte avrebbe trattato con questa sufficienza un Balotelli ancora milanista o interista, per non parlare di un Criscito ancora juventino. Massimo Moratti sembra essere tornato padrone dell'Inter, ben oltre il poco meno del 30% delle azioni che ancora detiene. Mazzarri per il primo esonero in carriera ha voluto fare le cose in grande, essere licenziato in contemporanea da due presidenti non è mai riuscito ad alcuno. E starebbero per diventare tre, secondo le voci che vogliono Ernesto Pellegrini intenzionato a rientrare con una quota di minoranza, alleggerendo Thohir di una piccola percentuale delle sue azioni. Nella nostra modestia, di questa intenzione del 74enne Pellegrini avevamo scritto sei mesi fa (siamo obbligati a farci i complimenti da soli, visto che democraticamente pubblichiamo quasi soltanto insulti di chi ha come fonte l'amico che gioca al videopoker) proprio sul Guerino. Solo una intenzione, che rimane però viva attraverso rapporti molto cordiali con Thohir e molto formali con Moratti. Luka Modric starà fuori minimo 3 mesi per l'infortunio al retto femorale sinistro contro l'Italia, sabato sera. Tempi di recupero simili anche per il campione del mondo Philipp Lahm che invece si è fratturato la caviglia destra non nella nazionale tedesca, a cui ha dato l'addio dopo oltre un decennio di onorato servizio, ma in un blando allenamento con i resti del Bayern. Conclusione: si può dimostrare qualsiasi tesi, soprattutto nel calcio. L'importante è farlo con la propria testa. Twitter @StefanoOlivari