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Van Gaal genio anche per il coraggio

Sostituendo Cillessen con Krul, a 30 secondi dalla fine dei tempi supplementari, Louis Van Gaal ha dimostrato una volta di più che la differenza fra un grande allenatore e uno medio non sono il palmares (chi guida il Real Madrid in media alza più trofei di chi guida il Levante), che peraltro nel suo caso è notevolissimo, e nemmeno le idee tattiche (tutti sanno tutto), ma la sensibilità quasi mistica nell'interpretare una partita e soprattutto la credibilità delle proprie scelte. Rinunciare a una sostituzione, con l'Olanda stanca dopo avere più volte sfiorato il gol, ma anche di prenderlo, contro il Costarica, per giocarsi la carta del secondo portiere para-rigori, è stata infatti una di quelle mosse in cui il confine fra genialità e cialtronismo diventa sottile. Prima di tutto perché Cillessen aveva giocato bene, dimostrando molta reattività anche pochi minuti prima quando il Costarica aveva sfiorato l'impresa (avesse segnato, staremmo a parlare di Van Gaal con la testa già a Manchester), e poi perché Krul non è che avesse questa gran fama di para-rigori. Semplicemente Van Gaal ha notato in lui doti che nemmeno Krul stesso aveva notato ed in più ha giocato sul fattore sorpresa: vedendo una mossa così clamorosa, inedita a livello mondiale anche se non in assoluto, il Costarica deve avere davvero pensato di trovarsi di fronte a un fenomeno pararigofi e forse ne è stato condizionato. E Krul non ha tradito, in mezzo a varie provocazioni anti-sportive che l'arbitro Irmatov non avrebbe dovuto tollerare, buttandosi cinque volte su cinque dalla parte giusta e parando nelle due occasioni, su Ruiz e Umana, in cui il tiro era parabile. Guardando anche il modo in cui hanno tirato gli olandesi, si capisce che la 'lotteria dei rigori' (espressione che sembra impossibile estirpare dalle telecronache) tanto lotteria non è. Di solito il numero giusto lo pesca chi li tira meglio e chi li para meglio. È calcio, molto più di tanti 90 minuti di nulla. Twitter @StefanoOlivari