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La mezza Corea di un’Italia moscia

La sconfitta con il Costa Rica non è stata come le Coree (Nord 1966 e Sud 2002), per l'unica ragione che il Mondiale dell'Italia di Prandelli non è ancora finito come invece è già quello dell'Inghilterra. Due risultati su tre, martedì con l'Uruguay, permetteranno infatti di passare agli ottavi di finale, anche se quasi certamente come secondi del girone (e quindi, delirando, nella parte di tabellone che dopo gli ottavi porterebbe a un quarto con il Brasile). Sarebbe a questo punto assurdo che Prandelli si inventasse chissà che cosa oltre il tiqui tacca deciso a tavolino, visto che le prestazioni dei tre uomini che avrebbero potuto e dovuto cambiare la partita, in un momento di crollo fisico generalizzato, sono stati indecenti: spento Cassano, confusionari Cerci e Insigne. Un'Italia normale, quella con il centrocampo folto dell'Inghilterra ma anche quella nella versione decisamente minore con Thiago Motta al posto di Verratti (sarà dimenticato, ma il primo tempo con il Costa Rica non è stato pessimo: un Balotelli appena sufficiente avrebbe sfruttato almeno uno dei due grandi assist di Pirlo), a Natal potrà senz'altro tenere vivo il suo Mondiale. Bene ha fatto Prandelli nel dopopartita a non drammatizzare, anche perché sa che il vero dramma non sono le energie (come se la squadra di Pinto avesse giocato al fresco) ma il livello scadente della difesa azzurra, strettamente connesso a quello dei singoli: Abate a destra non ha combinato nulla, Darmian spostato a sinistra poco di più, in mezzo Barzagli acciaccato si è tenuto attaccato alla partita con i denti, mentre Chiellini è stato pessimo nel primo tempo, ha anche quasi causato un rigore, ma dopo il gol di Ruiz non è crollato psicologicamente e ha fatto recuperi importanti nel finale evitando un secondo gol che sarebbe stato mortale non solo per il primo posto. Conclusione? Non è ancora il momento di concludere, né di prendere in giro ciò che non si conosce (nelle qualificazioni mondiali la Costa Rica ha fatto molto meglio del Messico). Di sicuro l'Italia ha straperso, ben al di là del risultato e dei ragionamenti moviolistici (un rigore negato al Costa Rica per fallo su Campbell, un mezzo o tre quarti di rigore netto all'Italia per fallo su Balotelli) che poi riscrivono tutte le partite. E improvvisamente si è accorta di non avere alternative, dietro a quei suoi pochi giocatori di qualità assoluta. Dovendo scommettere, dopo il fallimento contro il Costa Rica scommetteremmo su una resurrezione di Balotelli contro l'Uruguay. Forse la scelta di ammosciarlo, di renderlo un soldatino da 'Ci aspettano dieci finali', non è stata una grande idea. Twitter @StefanoOlivari