22/64. Uruguay-Inghilterra 2-1

La Celeste sale a quota tre punti e inguaia gli inglesi. Tabellino, commenti e pagelle della partita di San Paolo.
22/64. Uruguay-Inghilterra 2-1

Pubblicato il 20 giugno 2014, 02:29

IL TABELLINO GRUPPO D San Paolo, 19 giugno URUGUAY-INGHILTERRA 2-1 38’ pt Suarez; 29’ st Rooney, 39’ st Suarez. URUGUAY (4-1-2-1-2): Muslera; Caceres, Gimenez, Godin, A. Pereira; Arévalo Rios; A. Gonzalez (33’ st Fucile), Rodriguez; Lodeiro (22’ st Stuani); Cavani, Suarez (43’ st Coates). Ct: Tabarez. INGHILTERRA (4-2-3-1): Hart; Johnson, Cahill, Jagielka, Baines; Gerrard, Henderson (42’ st Lambert); Sterling (19’ st Barkley), Rooney, Welbeck (26’ st Lallana); Sturridge. Ct: Hodgson. ARBITRO: Velasco Carballo (Spagna). NOTE: ammoniti Godin e Gerrard; recupero: 1’ pt, 5’ st. LA PARTITA Nel segno di Suarez: basta il ritorno del “pistolero” (operato il 22 maggio) per ammirare tutt’un altro Uruguay rispetto a quello poco battagliero visto con la Costa Rica. La sua presenza in campo, in dubbio alla vigilia, decide il dentro-fuori contro l’Inghilterra: segna di testa al 38’ capitalizzando un’azione irresistibile di un Cavani in stato di grazia (lo stacco ravvicinato ricorda poi quello di Balotelli) e di piede nel finale di gara, proprio quando la Celeste sembrava frastornata dal pareggio di Rooney di pochi minuti prima. Il gol finale ha due letture: la grande bellezza del gesto tecnico - anche in relazione alla condizione fisica precaria del giocatore e al minuto in cui è stato siglato - e la grande bruttezza della difesa inglese, malamente avanzata sul rinvio di Muslera e presa alla sprovvista dal tocco di testa di Gerrard, che ha di fatto lanciato in porta l’inviperito Suarez, già odiato da mezza Inghilterra da prima della partita; e immaginiamo che il consenso non sia aumentato dopo lo show di San Paolo. Ci si attendeva molto dalla partita di San Paolo: vigore, voglia di riscatto e mentalità offensiva da parte di due compagini consapevoli che difficilmente ci sarebbe stata una prova d’appello. Le attese non sono state deluse e soprattutto nella ripresa, ne è uscita una gara molto piacevole. Rispetto alla partita contro l’Italia, l’Inghilterra ha avuto un Rooney in più (solo lui e Sturridge hanno portato insidie alla porta di Muslera) e un Welbeck in meno (e anche uno Sterling poco ispirato). Sembrava sufficiente per portare a casa il pari, che non sarebbe stato un furto e che avrebbe aumentato considerevolmente le possibilità di accedere agli ottavi. Purtroppo per Hodgson, la retroguardia non si è comportata meglio, tutt’altro: i due centrali difensivi sono responsabili dei gol subiti e si sono spartiti equamente le colpe delle reti di Suarez (colpe che spettano a Jagielka sul primo gol, a Cahill sul secondo, nel quale la terza linea si è fatta malamente bucare per vie centrali). L’Inghilterra rimane ferma ancora a zero punti ed è con un piede e mezzo fuori dal torneo. La sua sorte è legata ai risultati degli Azzurri. Gerrard e soci devono sperare in un successo italiano sia con la Costa Rica sia con l’Uruguay, e a quel punto se la potrebbero giocare alla differenza reti, battendo ovviamente i costaricani martedì prossimo. I PIÙ E I MENO + Suarez: E pensare che la sua presenza era in dubbio alla vigilia: è l’eroe della serata con la doppietta che rilancia le quotazioni dell’Uruguay e abbassa quelle dell’Inghilterra. Una serata magica a ventotto giorni dall’operazione. Esce stremato con i crampi. + Cavani: sotto gli occhi del suo compagno di club Ibrahimovic firma l’ennesima grande prestazione. L’1-0 di Suarez è merito di una sua iniziativa. + Arévalo Rios: morde le caviglie dei giocatori inglesi non tirandosi mai indietro. Un leone. + Rooney: sfiora il gol su punizione al 9’, colpisce la traversa al 30’, si fa respingere un tiro da Muslera al 53’ e finalmente trova il gol al 74’. Abbiamo inserito anche i minuti per mostrare che per tutto l’arco della partita, l’attaccante inglese è stato vivo. Il primo gol in un Mondiale però ha il sapore amaro. - Hodgson: attende troppo a cambiare le carte: l’ingresso di Lambert ad esempio si poteva fare prima. soprattutto vista la serata no di Welbeck e Sterling. - Welbeck: non si vede mai e del quartetto offensivo è il più spento. Viene sostituito da Lallana a metà secondo tempo. - Gerrard: sfortunatamente il suo colpo di testa lascia in gioco Suarez, prende in controtempo la difesa e manda in porta Suarez, suo compagno di club (se l’avesse toccata Cavani invece sarebbe stato fuori gioco: una disdetta). Un’annata storta, soprattutto dopo l’errore che è costato la Premier al Liverpool. - Jagielka: si perde Suarez nel gol del primo tempo. - Cahill: si lascia sorprendere sul rinvio finale di Muslera e dal tocco conseguente di Gerrard. Spiazzato, non riesce più a riprendere Suarez, che gli fugge e decide la partita. Giovanni Del Bianco @g_delbianco

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