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Redazione

25 marzo 2014

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Eravamo convinti che alla fine Massimo Cellino ce l'avrebbe fatta a prendere il Leeds, quando le previsioni non si verificano bisogna dirlo (del resto se conoscessimo il futuro staremmo in spiaggia a scommettere, non certo in un ufficio a scrivere di Cellino). Ne eravamo convinti perché dalla condanna che nel 2010 gli aveva impedito di comprare il West Ham erano passati più di 10 anni e quindi in punta di diritto Cellino avrebbe avuto i requisiti per superare l'esame della Football League. Avevamo fatto i conti, noi e Cellino, senza il tribunale di Cagliari che una settimana fa ha condannato l'imprenditore-rocker ormai di stanza a Miami a pagare 600mila euro di multa per una barca importata dagli Stati Uniti all'Italia sfuggendo all'Iva. Sentenza di primo grado, va detto, ma comunque sentenza di un tribunale italiano. Sufficiente a rendere Cellino persona sgradita al calcio inglese, mentre quello italiano non si è mai neppure posto il problema di avere molti dirigenti condannati o pregiudicati per motivi anche extracalcistici. Il problema è che il 75% del Leeds (che attualmente si trascina in Championship, ma rimane una delle squadre inglesi più amate, eredità dell'epoca del 'maledetto United' di Don Revie) non è ancora tecnicamente passato nella mani di Cellino, dopo l'accordo di gennaio con i precedenti proprietari (il GFH, un fondo con sede in Bahrein) sulla base di circa 40 milioni di euro, ma che Cellino nel Leeds ha già iniziato a metterci soldi veri. In parte cash e in parte garanzie, soldi di cui dovrà andare al recupero. Con discesa in campo degli avvocati, perché in Inghilterra il ricorso contro una multa per motivi fiscali è concesso solo in alcuni casi (e non certo per quello della barca di Cellino), mentre in Italia come tutti sanno la partita non è mai davvero finita. La sensazione, per non dire la certezza, è che il board della Football League, presieduto da Greg Clarke, nona aspettasse altro che un pretesto per liberarsi subito di un personaggio ritenuto discutibile. Anche se, per fare solo un esempio, Abramovich non è diventato Abramovich pettinando le bambole. Quanto ai tifosi del Leeds, che avevano fatto le barricate contro l'esonero di McDermott (battaglia vinta, nonostante Cellino lo avesse già di fatto esonerato per sostituirlo con il fidato Gianluca Festa), si ritrovano con una società senza proprietario e sostanzialmente allo sbando. Certo è che la Football League ha per così dire 'interpretato' il sentimento della maggioranza di loro, sintetizzato nella volgare (possono essere idioti e razzisti anche gli stranieri, non solo gli italiani) mascherata di qualche settimana in occasione della partita con il QPR, quando in molti si erano presentati allo stadio vestiti come i mafiosi delle caricature.

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