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Redazione

14 marzo 2014

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Non difendiamo gli ultras quando urlando cori osceni, né tantomeno quando picchiano qualcuno, ma giudicheremmo così anche i tifosi in giacca e cravatta (che peraltro esistono solo in certi cinegiornali anni Cinquanta). Premessa doverosa per dire che quando un gruppo ultras entra nel merito delle questioni, smascherando l'ipocrisia della parte sedicente 'sana' del tifo, ha un impatto molto maggiore rispetto alla violenza fisica. Stiamo parlando del caso Drughi-Juventus-Mariella Scirea, le cui tappe sono note: i vari cori, striscioni, squalifiche dello Juventus Stadium, seguiti da una presa di posizione della vedova del grande campione della Juventus e della Nazionale morto a 36 anni, nel 1989, in un incidente stradale. Mariella Scirea aveva in sostanza lanciato l'ipotesi di togliere il nome di 'Scirea' alla curva Sud dello stadio (che non si chiama Scirea, però, ma solo 'Sud'), per sottolineare la dissociazione da certi comportamenti (di sicuro pessimi) e un gruppo ultras juventino non l'ha presa bene, mandandole tramite il suo sito una lettera, che pubblichiamo in forma integrale qui di seguito. Cara signora Mariella, è incredibile come certe persone riescano a dimenticare tutto nell’arco di pochissimo tempo. Noi ricordiamo la Signora Mariella alla testa del corteo quel fatidico 1° Luglio, e mai avremmo immaginato che, sposando il vento nemico, cadesse nella trappola di remare contro i colori indossati dal compianto Gaetano. Dovevamo immaginarlo analizzando il personaggio: d’altra parte, e questa è storia, varcò la soglia di Montecitorio grazie alla sua condizione di vedova di un grande campione, non certo per le sue qualità e tantomeno per la sua preparazione visto che, con il massimo rispetto, è ancora oggi in possesso solo di un diploma da perito aziendale, non proprio il massimo per rappresentare parte del Popolo Italiano. E non ci sono tracce significative del suo passaggio nella stanza dei bottoni, nulla di nulla. Ora l’uscita, sposata entusiasticamente da tutto il mondo nostro nemico di togliere il nome di Gaetano Scirea alla Curva Sud. Da considerare che i cori incriminati, cantati da tutti da più di 20 anni, vengono intonati a pieni polmoni anche nella Nord, solo che quel settore dello stadio è riservato ai Club Doc ed indovinate chi è presidente del centro coordinamento? Bravi, proprio la signora in questione che preferisce tacere per evitare di doversi dimettersi da un incarico evidentemente ben remunerato. Forse la signora non sa, e siamo qui per farglielo notare, che ovunque, dal sito della società compreso ai biglietti, passando per le indicazioni stradali fino agli abbonamenti, si parla sempre e solo di TRIBUNA SUD. Il nome di Gaetano Scirea non è mai contemplato quindi non capiamo come faccia a togliere qualcosa che semplicemente non esiste. Su una cosa siamo tutti d’accordo: giusto evitare tutti di strumentalizzare un Campione amato da tutti. Quindi accettiamo l’invito (ribadiamo invito perchè non esiste un documento ufficiale che ne abbia decretato l’intitolazione al marito) della signora e da ora in poi il cognome Scirea non identificherà più il settore più vero e sincero dello Stadium, ma anche lei facesse altrettanto tornando a farsi chiamare con il cognome da nubile: Cavanna. Avendo conosciuto la riservatezza di Gaetano, siamo certi che non avrebbe gradito una moglie così invadente che, facendosi scudo di un cognome acquisito, si è fatta strada nel mondo della politica e dello sport dimostrando di non conoscere il primo e tantomeno il secondo. Ma ci permetta di chiederLe come ha potuto mettere a segno un autogol simile… Non soltanto ha permesso ai “giornalai” di puntare nuovamente l’indice nei confronti della nostra tifoseria, già sottoposta a continui attacchi mediatici, con le sue parole, ha inoltre accentuato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei soliti perbenisti, invocando implicitamente sanzioni! E’ evidente dopo le Sue dichiarazioni, l’incompatibilità con il ruolo attuale di presidente del centro coordinamento, pertanto La invitiamo alle ovvie conclusioni di dimissioni inequivocabili. Siamo stati chiari, Signora Cavanna? Al netto del tono, ma del resto sono ultras e non golfisti, alcune considerazioni. Nella lettera si invita Mariella Scirea a togliersi il nome del marito, le si ricorda che diventò deputato di Forza Italia solo per questo cognome e non per sue competenze e si sottolinea che i cori tanto stigmatizzati dai media 'bene' vengono anche dai settori 'bene' (parentesi: Mariella Scirea è presidente del centro di coordinamento dei club dell'altra curva). L'invito a togliersi il cognome del marito morto è idiota e volgare, lo diciamo senza mezzi termini. L'analisi della sua carriera politica può invece essere fondata, ma il parlamento è pieno di parenti di personaggi famosi che magari all'Italia hanno dato molto meno di Gaetano Scirea. Il terzo punto è invece molto interessante, perché riguarda 'noi'. Quanto c'è di condiviso, magari anche inconsciamente, dei vari 'buu' e dei vari striscioni offensivi in questo e in altri stadi? Molto, come chiunque frequenti gli stadi può testimoniare. Non vogliamo dire che tutti i tifosi da stadio siano provocatori e razzisti, ma che inseriti in un gruppo molti di loro potrebbero esserlo. Prima di editorialeggiare 'Giù le mani da Scirea', visto che nessuno ha insultato Scirea, pensiamoci. Meglio comunque parlarne che rimanere in silenzio, come fino a questo momento ha fatto la Juventus del di solito loquace Andrea Agnelli. Sì, certo, Stamford Bridge fattura il doppio dello Stadium, ma il problema non è questo.

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