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Redazione

14 marzo 2014

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Non difendiamo gli ultras quando urlando cori osceni, né tantomeno quando picchiano qualcuno, ma giudicheremmo così anche i tifosi in giacca e cravatta (che peraltro esistono solo in certi cinegiornali anni Cinquanta). Premessa doverosa per dire che quando un gruppo ultras entra nel merito delle questioni, smascherando l'ipocrisia della parte sedicente 'sana' del tifo, ha un impatto molto maggiore rispetto alla violenza fisica. Stiamo parlando del caso Drughi-Juventus-Mariella Scirea, le cui tappe sono note: i vari cori, striscioni, squalifiche dello Juventus Stadium, seguiti da una presa di posizione della vedova del grande campione della Juventus e della Nazionale morto a 36 anni, nel 1989, in un incidente stradale. Mariella Scirea aveva in sostanza lanciato l'ipotesi di togliere il nome

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