Altro

I salotti della Champions

Salotti sempre più pieni e stadi sempre più vuoti. Con buona pace degli uccelli del malaugurio, del genere 'Il pallone si sta sgonfiando' (leggiamo questo tipo di articoli da inizio anni Settanta), il calcio continua ad interessare gli italiani ma non al punto di frequentare luoghi ritenuti, a torto o a ragione, infrequentabili. Non si spiegano altrimenti i 700 milioni di euro messi sul piatto da Mediaset per il il triennio 2015-2018 per la sola Champions League. Investimento notevole, da 230 milioni circa a stagione (per la serie A l'azienda controllata da Berlusconi paga circa 40 milioni in più), con sfida diretta a Sky. Già, perché allo stato attuale l'esclusiva è totale. Mediaset Premium trasmetterà in diretta tutti i match in pay tv, mentre un canale Mediaset in chiaro trasmetterà gratuitamente una partita per turno. Senza contare le esclusive per highlights, web, smartphone, eccetera. Ma già nella prossima stagione, l'ultima prima del nuovo contratto, Mediaset avrà l'esclusiva, trasmettendo in chiaro, della partita più importante del mercoledì. A prima vista un bel problema per l'abbonato Sky e per la stessa Sky, che si dovranno accontentare dell'Europa League, ma al di là dei comunicati roboanti delle aziende è prevedibile che ci si metta d'accordo come al solito per una condivisione-spartizione. Sempre che nel frattempo la mitica Al Jazeera, che sta svolazzando intorno a Mediaset Premium da qualche mese, non convinca Berlusconi a vendere e decida quindi di entrare pesantemente nel mercato italiano difendendo totalmente la sua esclusiva. La risposta di Sky al momento è stata quella di togliere la concessione pay a Mediaset l'anno prossimo, quindi l'appassionato può solo aspettare e sperare di non dover sottoscrivere due abbonamenti anche soltanto per vedersi le partite della propria squadra. E' evidente il rischio di parlare del nulla, visto che il futuro europeo delle squadre italiane non promette di essere migliore del presente, ma i 700 milioni sono concreti. Parte il lavoro per gli scenaristi, visto che Mediaset Premium è in perdita fissa e ci vorrebbe davvero una migrazione di massa da Sky per far tornare i conti a Piersilvio Berlusconi (e far fallire Sky). Con sicurezza assoluta si può però dire che la Champions League sul mercato italiano, a parità di formula (e quindi di numero di partite) e con risultati probabili delle squadre italiane molto più modesti che in passato, vale 70 milioni di euro a stagione più di prima (attualmente, fra Sky e Mediaset, il contratto è da 160 milioni), per un incredibile aumento del 44% in un periodo di crisi generalizzata dei consumi. Il calcio, in Italia, è ormai uno sport da salotto e si capisce perché, al di là di evidenti speculazioni immobiliari e commerciali, gli stadi di nuova generazione debbano essere più piccoli. Semplicemente perché ci va meno gente di prima. Ma per il calcio gli italiani sono ancora disposti a togliersi il pane di bocca.