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Redazione

9 gennaio 2014

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Abituati ormai agli standard della Champions League e dei principali campionati europei, facciamo sempre più fatica ad abituarci all'approssimazione e al cialtronismo con cui viene gestito quella che almeno sul piano formale sarebbe la maggior manifestazione calcistica del pianeta, cioè la Coppa del Mondo. Il Brasile sta per fare una figuraccia organizzativa storica, in Russia esiste mentre stiamo scrivendo queste righe solo uno stadio (il Luzhniki, peraltro da ristrutturare) dei dodici che ospiteranno il Mondiale, in Qatar grazie allo schiavismo 2.0 si lavora più alacremente ma non si ha ancora la minima idea della data delle partite. La fintamente ingenua dichiarazione del segretario generale della FIFA, Jerome Valcke, a una radio francese ha aperto un caso che non si ch

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