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Redazione

30 dicembre 2013

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Claudio Lotito ha tempo e denaro da buttare, se davvero ha intenzione di licenziare Vladimir Petkovic per giusta causa. Con la giusta causa che sarebbe la firma di Petkovic come c.t. della Svizzera, con un contratto a partire dal giorno dopo la scadenza del suo attuale con la Lazio. La traduzione in italiano di 'giusta causa' sarebbe 'Provo a non pagarti' ed è probabile che in tribunale Petkovic possa, lottando, avere quello che gli spetta, ma quello che adesso ci interessa è che sulla panchina della Lazio sia tornato Edy Reja a un anno e qualche mese da quello che sembrava un addio. Stimato da Lotito più come uomo di calcio che come allenatore, per la verità, tanto è vero che il secondo anno del suo contratto potrebbe essere da dirigente, Reja sembra il traghettatore ideale verso un tecnico emergente come Yakin (legato al Basilea fino a fine stagione) o altri che Lotito e Tare potrebbero estrarre dal loro cilindro. L'aspetto veramente notevole della vicenda è l'età di Reja, 68 anni compiuti tre mesi fa. Non è un record per la serie A dell'era moderna: in panchina all'età più o meno di Reja ci sono stati anche Carlo Mazzone con il Livorno 2005-2006 (ultima partita in panchina a 69 anni già compiuti) e Cesare Maldini con il Milan 2000-2001 (anche lui a oltre 69 anni: contando i giorni il secondo posto posto è suo, di poco su Mazzone), mentre 74 anni aveva l'ultima incarnazione romanista di Nils Liedholm, chiamato a sostituire Carlos Bianchi. Senza scomodare Alex Ferguson, comunque eccezione anche in Inghilterra, limitiamoci alla realtà italiana. Che dice che bisogna risalire alla Juventus 2002-2003 per trovare un allenatore campione d'Italia (nell'occasione Marcello Lippi), con titolo non revocato (se no dovremmo contare il Capello 2004-05, comunque quasi un decennio fa) con età superiore ai 50 anni. Poi sono arrivati Ancelotti, Mancini, Mourinho, Allegri e Conte: personaggi molto diversi fra di loro, ma come atteggiamento in campo e fuori molto più vicini a calciatori che a dirigenti. E la tendenza continua ad essere quella, fra Montella e Garcia, con le evidenti eccezioni: tipo Benitez, per come si pone più ancora che per l'età. Senza discorsi sui massimi sistemi, è evidente che per gestire un gruppo di 25 giocatori di serie A, nel calcio di oggi, occorra un'energia diversa rispetto anche solo a quella di poche stagioni fa. Reja sfiderà quindi colleghi che potrebbero quasi tutti essere suoi figli, ma soprattutto il calcio di oggi.

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