Altro

L’ossessione di De Laurentiis

Aurelio De Laurentiis oltre a quella per i diritti televisivi esteri ha un'altra ossessione, che ha un nome e un cognome: Walter Mazzarri. Al punto che non perde occasione per ricordare quanto sia contento del gioco di Benitez e della sua mentalità, definita 'internazionale' (ma cosa vuole dire? Un po' come quando, negli anni Settanta, si definivano 'Eurogol' i tiri da lontano). Non certo perché tema l'Inter. anche se con la sua rosa modesta è a soli 3 punti dal Napoli co-favorito per lo scudetto insieme alla Juventus, ma perché si sta rendendo conto che nello sport, diversamente da come funziona nel cinema, la distanza fra il secondo posto e la vittoria è superiore a quella che c'è fra il prendere in mano un club in serie C e portarlo in Champions League. Perché il vincitore è uno, quelli che possono fare bella figura invece molti. E se Benitez non fosse l'uomo giusto per questo piccolo ma grandissimo passo in avanti rispetto alle scorse stagioni? A livello di classifica è un discorso prematuro, visto che la Roma è a 4 punti e la Juve a 3, ma l'impatto emotivo degli scontri diretti è stato devastante. E il prenderla bene, con stile, come il presidente del Napoli ha fatto dopo il 3 a 0 incassato allo Juventus Stadium, è un'implicita ammissione di inferiorità. Diversamente, se avesse ritenuto il Napoli proposto da Benitez dello stesso livello della Juventus, per un gol in fuorigioco avrebbe minacciato la rivoluzione o come minimo di abbandonare la Lega e iscriversi al campionato francese. Le punzecchiature di Conte, che sottolineava (sia pure pro domo sua) come il Napoli utilizzando la cessione di Cavani si sia rinforzato rispetto a quello arrivato secondo lo scorso anno (cosa secondo noi non vera, fra l'altro), hanno lasciato il segno. A maggio, in base ai trofei alzati, tutti faremo quelli che hanno capito tutto. Oggi, 14 novembre 2013, è probabile che sia De Laurentiis che Mazzarri si siano pentiti della scelta fatta in estate.